mario draghi scuola

COSA È CAMBIATO PER RISPEDIRE TUTTI GLI STUDENTI IN CLASSE? ASSOLUTAMENTE NIENTE – TRACCIAMENTO E TAMPONI NON ESISTONO, IL DISTANZIAMENTO NELLE AULE SPESSO È INESISTENTE PER NON PARLARE DELLA SPINA NEL FIANCO DEI TRASPORTI – CON RIAPERTURA DELLE SCUOLE DRAGHI HA DECISO DI ASSUMERSI UN DOPPIO RISCHIO, POLITICO ED EPIDEMIOLOGICO: ED È SU QUESTO PUNTO CHE C’È STATO LO STRAPPO CON IL CTS…

Alessandro Barbera per “La Stampa”

 

CORONAVIRUS - SANIFICAZIONE NELLE SCUOLE

Negli incontri riservati di questi ultimi giorni gli sono stati prospettati tre scenari. Il primo: nessuna restrizione, come se fossimo tornati a gennaio 2020. Il secondo: lockdown duro, più o meno quello imposto la scorsa primavera. Il terzo: intermedio, con un certo livello di restrizioni. Mario Draghi ne ha discusso a lungo prima con i membri del Comitato tecnico scientifico, poi nella cabina di regia con i partiti. Fra i medici c'è stato molto dibattito. Benché ridotto a dodici componenti, le opinioni dei medici del Comitato restano variegate: Gianni Rezza e Silvio Brusaferro più prudenti, Giorgio Palù, Sergio Abrignani e Franco Locatelli più aperturisti.

 

ROBERTO SPERANZA MARIO DRAGHI

Di fronte alle critiche piovute in queste ore da colleghi virologi Abrignani - direttore scientifico dell'Istituto di genetica molecolare al Policlinico di Milano - scuote la testa: «Ho rispetto di ogni opinione, ma corre l'obbligo di ricordare che quelli del Comitato non sono pareri, bensì ipotesi formulate su modelli scientifici. Noi le formuliamo, è responsabilità della politica assumere la decisione finale». Fonti di Palazzo Chigi sottolineano che la decisione di venerdì della cabina di regia è stata presa «all'unanimità» (leggasi compromesso), e che il concetto di «rischio ragionato» non va derubricato a paravento semantico delle pressioni leghiste.

 

temperatura provata prima di entrare in classe

I ristoranti, ad esempio: riaprono, ma solo quelli che sono in grado di offrire posti all'aperto. Il coprifuoco resta fissato alle 22, le fiere ripartiranno a luglio, gli stadi potranno essere riempiti al massimo per un quarto. «Ogni decisione è stata valutata con estrema attenzione», spiegano dallo staff del premier, in alcuni casi solo dopo aver letto la letteratura scientifica. Tutte tranne una: la riapertura piena delle scuole in tutte le aree arancioni e gialle. Una scelta su cui Draghi ha deciso di assumersi un doppio rischio, politico ed epidemiologico, nonostante i dubbi degli esperti, dei partiti e dei governatori delle Regioni, tornati d'attualità un minuto dopo la decisione di allentare le restrizioni. «Quella è la scelta che mi preoccupa di più», dice il nuovo coordinatore dei presidenti regionali, il leghista friulano Massimiliano Fedriga.

ROBERTO SPERANZA E MARIO DRAGHI

 

La spina più dolorosa di Draghi resta dunque Matteo Salvini. Ha fatto pace con la campagna a rullo per ottenere ogni giorno qualcosa di più, ma chi ha parlato nelle ultime ore col premier lo trova deciso a tenere il punto. La promessa di «non tornare indietro» vale in un senso e nell'altro: occorre «dare certezze alle persone e alle aziende». Il calendario delle riaperture serve esattamente a questo. Il premier è fermo anche sull'ipotesi di rivedere il limite per il coprifuoco alle 22. È vero, i ristoranti non potranno servire un secondo turno serale, ma prima di allargare ancora le maglie occorrono segnali dalla curva epidemiologica che al momento non si vedono. Draghi è consapevole delle difficoltà in cui versano molti reparti di terapia intensiva, allo stesso tempo si è convinto che il Paese non sarebbe stato in grado di reggere a lungo il mancato ripristino delle zone gialle.

si ritorna in classe

 

Con la stessa convinzione non cambierà idea sull'ora del coprifuoco, almeno fino a quando il numero dei morti non sarà drasticamente calato. Su questo Draghi è molto attento alle indicazioni del Comitato tecnico scientifico: solo quando i decessi saranno scesi sotto le cento unità al giorno vorrà dire che la campagna vaccinale avrà dato piena protezione alla popolazione degli over settanta. Quello sarà il momento per decisioni più coraggiose sulle riaperture. Martedì, al più tardi mercoledì, ci sarà il consiglio dei ministri per approvare il decreto in vigore dal 26 aprile.

 

bus studenti

Nel frattempo il Comitato tecnico scientifico si riunirà per discutere una delle misure che dovrebbe contribuire di più a contenere il contagio durante l'estate: l'introduzione di una sorta di «pass» antiCovid. C'è chi propone di farlo attraverso un'applicazione e un codice Qr, con sistemi simili a quelli adottati in Israele o Corea del Sud. Ma gli italiani non sono molto avvezzi alla tecnologia, e c'è chi teme un flop simile a quello dell'applicazione Immuni. Nella maggioranza c'è poi chi avanza dubbi sul rispetto della privacy, come il leghista Armando Siri. Nel breve termine potrebbe essere sufficiente una certificazione che attesti l'avvenuta vaccinazione, un test negativo o la guarigione dal Covid

 

ritorno in classe

Lorena Loiacono per “Il Messaggero”

 

Da domani quasi 7 milioni in classe ma, tra una settimana, si torna al completo. Parte quindi una corsa contro il tempo per capire come riaprire, al 100%, tutte le scuole. Questa è l'indicazione del Governo, per riportare tra i banchi tutti gli studenti il 26 aprile prossimo. Ma i dubbi e le polemiche sono ancora tanti: mantenere il distanziamento in aula così come sui bus non sarà semplice.

 

ritorno a scuola

Anzi, l'impresa appare decisamente ardua soprattutto agli occhi di chi dovrà organizzare la ripartenza in sicurezza. Altrimenti si rischia di dover richiedere tutto di nuovo, tra qualche settimana e il danno sarebbe ancora maggiore. Domani intanto saranno in aula 6 milioni e 850 mila alunni: 8 su 10, quindi, rispetto agli 8,5 milioni delle scuole statali e paritarie. Rispetto alla scorsa settimana tornano così in classe 291 mila ragazzi in più: sono tutti quelli della regione Campania, uscita dalla zona rossa. Restano invece in zona rossa la Puglia, la Sardegna e la Valle d'Aosta.

 

maestra con mascherina

In tutto, secondo le stime di Tuttoscuola, saranno quasi un milione e 657mila gli studenti ancora a casa in didattica a distanza per tutta la prossima settimana. Ma la ripresa si avvicina, per tutti. Solo nelle zone rosse infatti le scuole superiori apriranno a percentuale ridotta. Per il resto, quindi nelle zone gialle e arancioni, tutti in classe. E' da capire però come verranno risolti i vecchi problemi, legati soprattutto al distanziamento, al trasporto pubblico e al tracciamento dei contagi. Le classi nelle scuole italiane sono spesso in sovrannumero: alle superiori si arriva anche a 28-30 ragazzi per aula e mantenere il metro di distanza tra le rime buccali, come deciso all'inizio dell'anno, è impossibile.

in classe ai tempi del covid

 

ORGANIZZAZIONE IN SALITA In molti ci si dovrà organizzare su turni ma con quali docenti? Anche il personale addetto alla pulizia dovrà essere impiegato su più turni. Il personale covid, assunto per incrementare l'organico, fino a oggi non ha consentito interventi simili. «E' improponibile - spiega Maddalena Gissi, segretario generale Cisl scuola - non ci sono le condizioni perché non è mai stato assegnato il personale per organizzare turni.

 

E' stato assegnato inizialmente solo a chi aveva spazi in più. Ma siamo fermi lì. Incontreremo il ministero dell'istruzione per il protocollo di sicurezza ma credo che l'unica strada sia quella di lasciare alle scuole la libertà di riaprire nella maniera adatta alle loro necessità. Dobbiamo considerare infatti che, riaprendo, subiranno lo stress delle quarantene: lo abbiamo già visto nei mesi scorsi. Se non c'è il tracciamento non è cambiato granché».

bus studenti

 

DISTANZE DENTRO E FUORI All'interno delle scuole i conti si fanno tra distanziamento e tamponi, anch' essi mai arrivati realmente per concretizzare quel tracciamento auspicato da settembre. Ma fuori dalle scuole la partita si gioca a bordo dei mezzi di trasporto pubblico: ci sono stati nuovi investimenti, ma è difficile immaginare che la soluzione possa arrivare da qui a una settimana. «Probabilmente se ne riparlerà per settembre - assicura la Gissi - ora sembra tardi. Comunque continueremo. A monitorare costantemente la situazione». Critici anche i dirigenti scolastici dell'Associazione nazionale dei presidi: «Non so come si farà a realizzare le condizioni per il rientro - ha commentato il presidente Antonello Giannelli - con queste difficoltà mi sembra problematico».

docenti non vaccinati

 

Rispetto al mese di febbraio scorso, quando la quota dei ragazzi in classe era simile a quella attuale, l'unico passo in avanti su cui poter contare è la campagna vaccinale avviata tra il personale scolastico. Ma le inoculazioni tra docenti e bidelli sono state però bloccate dalla necessità di destinare le dosi dei vaccini ai più fragili. Ha ricevuto la prima dose il 73% del personale scolastico e universitario mentre solo l'1,35% ha ricevuto anche la seconda dose: uno su 4 resta scoperto e dovrà aspettare il suo turno in base all'età. quindi si ipotizza di raggiungere la copertura del personale per settembre prossimo.

focolai nelle scuolepatrizio bianchi 1scuola 3in classe con la mascherinascuola 1patrizio bianchi 3scuola 2patrizio bianchi 6bus studentipatrizio bianchi 4patrizio bianchi 5scuola 5scuola 4patrizio bianchi 2a scuola con la mascherinacovid e scuola

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO