il twiga di flavio briatore 2

È NORMALE CHE BRIATORE PAGHI PER IL TWIGA 17 MILA EURO DI AFFITTO E INTASCHI 4 MILIONI? - NELL'ANOMALIA ITALIANA DELLE CONCESSIONI BALNEARI FINITA NEL MIRINO DELL'UE CI SONO FATTURATI DELLE SPIAGGE IN MEDIA CENTO VOLTE SUPERIORI DEI CANONI: E LO STATO NEMMENO LI RISCUOTE TUTTI! - IL REPORT DI LEGAMBIENTE FOTOGRAFA LE STORTURE DEL SISTEMA, ANCHE NEI LIDI DI LUSSO DEI VIP: DRAGHI HA PROVATO A CAMBIARE LE COSE, MA LE LOBBY...

Luca Monticelli per "La Stampa"

 

il twiga di flavio briatore 4

Persino Flavio Briatore chiese allo Stato di poter pagare di più, imbarazzato per il canone annuale del suo Twiga, lo stabilimento a Marina di Pietrasanta di cui è proprietario. Una struttura che occupa quasi 5 mila metri quadrati di lido per un affitto che costa 17 mila euro, a fronte di incassi intorno ai 4 milioni.

 

mario draghi conferenza stampa sulla manovra

Il disagio di Briatore è l'emblema di un sistema impazzito, che avrebbe bisogno di un riordino e invece ha eluso i richiami europei alla concorrenza grazie alla pressione delle lobby del settore sulla politica.

 

Puntualmente la questione torna d'attualità ogni anno con la finanziaria. Stavolta è stata la legge sulla concorrenza a fare da teatro a uno scontro tra partiti, soprattutto il centrodestra, e il premier Mario Draghi che voleva mettere a gara le concessioni di balneari e ambulanti per attuare finalmente la direttiva Bolkestein del 2006.

 

il twiga di flavio briatore 3

Il risultato è stato un rinvio del nuovo assetto, confermando la proroga al 2024 del governo gialloverde. Il compromesso di Draghi - stilare una mappatura dell'esistente in vista di un futuro intervento - ha perso forza dopo la sentenza del Consiglio di Stato che dispone la validità delle concessioni solo fino al 2023.

 

Poi, infatti, dovranno essere rimesse a gara. Al di là dell'affidamento diretto e delle barriere all'entrata che non garantiscono la concorrenza, l'elemento più controverso è rappresentato dal gettito che lo Stato incassa dall'affitto delle spiagge. Per dirla con Briatore, è troppo basso.

 

Il far west italiano

Gli ultimi dati disponibili certificano 115 milioni di euro di entrate ogni anno, di cui solo 83 effettivamente riscossi. E risultano ancora da versare 235 milioni di canoni non pagati dal 2007.

 

il twiga di flavio briatore 2

Come dice Legambiente, sembra quasi che allo Stato non interessino i soldi delle spiagge. Eppure il giro d'affari dei 12.166 stabilimenti è stato stimato da Nomisma in almeno 15 miliardi.

 

La novità introdotta con il Decreto Agosto ha innalzato il canone minimo portandolo da 363 euro a 2.500 e questo dovrebbe generare 39 milioni in più. Nel rapporto sulle spiagge di Legambiente sono indicati gli affitti pagati dagli stabilimenti più noti, dove il costo di lettini e ombrelloni arriva a mille euro al giorno come nel caso del Twiga.

 

il twiga di flavio briatore 1

Qualche esempio: A Santa Margherita Ligure, il Lido Punta Pedale versa all'erario 7.500 euro l'anno, il Metropole 3.600, il Continental 1.900. A Forte dei Marmi il Bagno Felice corrisponde 6.500 euro per 4.860 metri quadri occupati.

 

A Punta Ala, l'Alleluja 5.200 euro per 2.400 metri e il Gymnasium 1.200 per 2.100 metri. A Capalbio, lo stabilimento l'Ultima Spiaggia versa 6 mila euro per 4.100 metri quadri. Il Luna Rossa di Gaeta ne sborsa 11.800 mentre il Bagno azzurro di Rimini 6.700.

 

concessioni balneari

In Sardegna, per le 59 concessioni di Arzachena, lo Stato porta a casa solo 19 mila euro. Il Papeete beach di Milano Marittima del leghista Massimo Casanova paga 10 mila euro di affitto rispetto a un fatturato di 700 mila.

 

concessioni balneari

In Italia non esiste una norma che stabilisca una percentuale massima di spiagge che si possono dare in concessione. Secondo gli ambientalisti oltre il 50% delle aree sabbiose è sottratto alla libera e gratuita fruizione. In Versilia si raggiunge il picco: 683 stabilimenti su 30 chilometri di costa, una media del 90% di spiagge occupate.

 

concessioni balneari

Il modello europeo

In Spagna nessuno affida le coste senza gare. Le proroghe sono legate agli effetti ambientali e vengono fissate condizioni per la protezione del demanio. In Francia la durata delle concessioni non supera i 12 anni e gli stabilimenti vanno smontati alla fine della stagione perché l'80% della superficie della spiaggia deve essere libera da costruzioni per sei mesi l'anno.

 

concessioni balneari

In Grecia si organizzano selezioni per consegnare il bene pubblico e sono i comuni a decidere per quanto tempo il privato può gestire la spiaggia. Da noi, invece, cresce la protesta delle associazioni dei balneari, sostenute dal centrodestra.

 

Il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini, chiede alla politica «di cogliere l'occasione per inserire nei bandi elementi di premialità per i temi della sostenibilità e dell'inclusività».

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