CHI È IL PIÙ PUTINIANO DEL REAME? TRA SALVINI E CONTE, È UNA GARA DURISSIMA – MASSIMO FRANCO E LO SMARCAMENTO DI TRE LEGHISTI AL DECRETO UCRAINA: “SEMBRA CHE UN PEZZO DEL CARROCCIO NON ABBIA VOLUTO ESSERE DA MENO DEI CINQUESTELLE, DA SEMPRE CONTRO I ‘BELLICISTI’, CHE NON AVEVANO VOTATO NEMMENO CONTRO LA REPRESSIONE DELLE PROTESTE IN IRAN. IL M5S, PERÒ, È UNA FORZA DI OPPOSIZIONE, MENTRE LA LEGA FA PARTE DEL GOVERNO. SALVINI E I SUOI MUGUGNANO, ERA IL MANTRA, MA ALLA FINE NON POSSONO CHE VOTARE CONTRO L’AGGRESSIONE RUSSA E PER LE ARMI ALL’UCRAINA. DA IERI, QUESTA VERITÀ RIEMERGE SCHEGGIATA…”
UNO STRAPPO CHE È FIGLIO DELLE AMBIGUITÀ SULLUCRAINA
Estratto dell’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”
Lo strappo leghista è piccolo, poco più di una smagliatura: due deputati, e un senatore che si è «assentato». Ma è la prima dissociazione sull’Ucraina nella maggioranza di Giorgia Meloni, e questo rappresenta una novità. Può essere un cascame dell’«effetto Roberto Vannacci», il vicesegretario filorusso del Carroccio. Oppure un modo per manifestare il dissenso nei confronti del leader Matteo Salvini.
[…] La Lega aveva motivato il proprio sì alla risoluzione sostenendo che la mediazione con la premier li aveva soddisfatti. Lo smarcamento dei tre parlamentari ha smentito questa narrativa. E la protesta di alcuni seguaci di Vannacci fuori dal Parlamento ha fatto il resto.
VLADIMIR PUTIN E GIUSEPPE CONTE
Sembra quasi che un pezzo del Carroccio non abbia voluto essere da meno dei Cinque Stelle, da sempre contro i «bellicisti», che non avevano votato nemmeno contro la repressione delle proteste in Iran.
Il M5S, però, è una forza di opposizione, mentre la Lega fa parte del governo. Salvini e i suoi mugugnano, era il mantra, ma alla fine non possono che votare contro l’aggressione russa e per le armi all’Ucraina.
Da ieri, questa verità riemerge scheggiata. Eppure, additare solo Vannacci e chi ha optato per il «no» è troppo facile. Quanto accade chiama in causa un’ambiguità sulle responsabilità di Vladimir Putin che i vertici della Lega hanno coltivato fin dall’aggressione del febbraio di tre anni fa.
IL POST DI ROBERTO VANNACCI CONTRO IL DECRETO UCRAINA
L’indulgenza filorussa e un anti europeismo sospetto si sono saldati e sedimentati fino a provocare un voto difficilmente prevedibile; e che suona come smacco per Palazzo Chigi e, in primo luogo, per lo stesso Salvini. […] Come minimo, nel partito emerge una divisione che sfida le oscillazioni di Salvini. Ma da ieri, sarà più difficile per tutti fare finta di niente.
roberto vannacci
GIUSEPPE CONTE E VLADIMIR PUTIN
putin salvini vignetta ellekappa
FOTOMONTAGGIO DI GIUSEPPE CONTE COME LUKASHENKO CON PUTIN
giuseppe conte e vladimir putin
