edmondo cirielli giorgia meloni paramonov

A GIORGIA MELONI SONO ANDATI IN SUBBUGLIO GLI OTOLITI QUANDO HA SCOPERTO CHE EDMONDO CIRIELLI, VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FRATELLI D’ITALIA NONCHÉ GIÀ CANDIDATO DEL CENTRODESTRA IN CAMPANIA, HA INCONTRATO ALL'INSAPUTA DEL GOVERNO L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA, ALEKSEJ PARAMONOV (CIRIELLI SOSTIENE CHE LA FARNESINA SAPESSE DEL FACCIA A FACCIA) – IL “CORRIERE” RIVELA: "QUELLA DEL VICEMINISTRO È STATA UN’INIZIATIVA NON CONCORDATA, TANTO CHE LA REAZIONE DI MELONI, SPIAZZATA DAL FATTO COMPIUTO, ‘NON È STATA DELLE MIGLIORI’. E A NULLA SONO SERVITE LE SPIEGAZIONI DEL VICEMINISTRO, CHE DOPO UN CONFRONTO CON LA PREMIER ABBASTANZA ‘FRANCO’ (PER USARE UN EUFEMISMO) DA GIORNI SI STA LAMENTANDO DI NON RIUSCIRE PIÙ A PARLARLE AL TELEFONO: ‘GIORGIA, NON MI RISPONDE’. L’INCONTRO CON PARAMONOV È AVVENUTO CIRCA UN MESE FA. PALAZZO CHIGI HA FATTO DI TUTTO IN QUESTO PERIODO PER COPRIRE IL CASO, RITENUTO PIÙ CHE IMBARAZZANTE…”

Russia: Cirielli, ho visto ambasciatore ma Farnesina sapeva, incontri di prassi

(LaPresse) - "L’incontro era noto alla Farnesina e risale a diversi mesi fa. Non si tratta di un’anomalia: è prassi che i viceministri incontrino ambasciatori regolarmente accreditati di Paesi con cui i rapporti sono complessi, anche per non esporre direttamente il ministro".

 

Lo conferma a LaPresse il viceministro degli Affari esteri Edmondo Cirielli, in merito alle indiscrezioni del Corriere della Sera su un suo incontro con l’ambasciatore russo in Italia, di cui il governo non sarebbe stato a conoscenza e che avrebbe irritato la premier Giorgia Meloni. Ricostruzioni che lo stesso Cirielli definisce "destituite di ogni fondamento". 

 

L'incontro riservato tra il viceministro Cirielli (FdI) e l’ambasciatore russo è un caso: l'irritazione di Meloni

 

Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per il “Corriere della Sera”

 

EDMONDO CIRIELLI - GIORGIA MELONI

Altro che le (note) posizioni filorusse della Lega di Matteo Salvini. A Giorgia Meloni nelle settimane scorse è scoppiato un caso nel suo partito: è venuta a sapere dell’incontro tra Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri in quota Fratelli d’Italia nonché già candidato del centrodestra in Campania, e l’ambasciatore russo Aleksej Vladimirovic Paramonov, la feluca di Putin e Lavrov a Roma.

 

Un faccia a faccia avvenuto lontano dalla Farnesina, di cui tutti nel governo — a partire dalla premier e dal ministro degli Esteri — erano all’oscuro. Quella di Cirielli è stata un’iniziativa non concordata, da quanto il Corriere è riuscito a ricostruire. Tanto che la reazione di Meloni, spiazzata dal fatto compiuto, «non è stata delle migliori», raccontano una serie di fonti.

ALEXEY PARAMONOV

 

E a nulla sono servite le spiegazioni del viceministro, che dopo un confronto con la premier abbastanza «franco» (per usare un eufemismo) da giorni si sta lamentando di non riuscire più a parlarle al telefono: «Giorgia, non mi risponde». L’incontro con Paramonov è avvenuto circa un mese fa. Ieri il viceministro, contattato più volte da questo giornale, non ha mai risposto a messaggi e telefonate.

 

Palazzo Chigi ha fatto di tutto in questo periodo per coprire il caso, ritenuto più che imbarazzante. Lo stesso Paramonov, in un’intervista all’agenzia di stampa Ria Novosti uscita lo scorso 10 febbraio, aveva attaccato la premier accusandola di «adottare la condotta dello struzzo, ovvero di evitare di dare ascolto all’opinione dei propri cittadini, fingendo che l’assenza di cooperazione e di dialogo aperto con la Russia non stia avendo alcun tipo d’impatto sull’Italia, né sulla sua popolazione».

meloni cirielli

 

Parole che non hanno scalfito la linea di Meloni sulla guerra in Ucraina, ribadita mercoledì in Parlamento. E rafforzata anche durante l’ultimo Consiglio supremo di Difesa di giovedì al Quirinale. Al termine del quale è stato registrato, con un comunicato del Colle, «il contesto di instabilità, irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina, con le progressive lacerazioni della pacifica convivenza internazionale, l’indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose violazioni del diritto internazionale: l’Italia è impegnata a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica».

 

Alexei Paramonov

E appare difficile pensare che Cirielli abbia visto l’ambasciatore russo per un’iniziativa diplomatica senza un mandato «altissimo». Visto che, per la cronaca, nemmeno Antonio Tajani era stato avvisato dal diretto interessato.

 

La notizia, confermata dai vertici tecnici della Farnesina, viene a galla in queste ore in cui la Lega si smarca (ancora una volta) dall’esecutivo e, complice la mossa di Donald Trump, chiede che anche l’Italia torni a comprare gas e petrolio dalla Russia. Tuttavia Palazzo Chigi non cambia opinione. […]

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