elly schlein giorgia meloni referendum sulla giustizia

"IL GOVERNO VUOLE ESSERE AL DI SOPRA DELLA LEGGE" – ANCHE SCHLEIN ALLA FINE S’È ACCORTA CHE SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA IL FRONTE DEL “NO” TALLONA ORMAI QUELLO DEL “SÌ”. E HA DECISO DI FARSI VEDERE IN PIAZZA: “A PALAZZO GHIGI PENSANO CHE PRENDERE UN VOTO IN PIÙ ALLE ELEZIONI LI LEGITTIMI A NON ESSERE CONTROLLATI E A NON AVERE ALCUN LIMITE – IL CENTRODESTRA È NERVOSO E ATTACCA ANCORA ALFREDO GUARDIANO, IL GIUDICE DI CASSAZIONE CHE HA RISCRITTO IL QUESITO SU CUI SI VOTERÀ IL 22 E 23 MARZO. MA I FRATELLINI D’ITALIA TEMONO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, CHE FU FATALE PER RENZI NEL 2016…

Estratto dell’articolo di Alessandro Di Matteo per “La Stampa”

 

elly schlein alla camera foto lapresse

Altro che discussione "sul merito", lo scontro sulla riforma della giustizia è sempre più politico e giorno dopo giorno diventa sempre più chiaro che in gioco c'è ormai una resa dei conti tra governo e magistratura.

 

Ogni atto dei giudici viene ormai messo sotto accusa dal centrodestra, anche le polemiche sulla riscrittura del quesito referendario seguono un copione ormai collaudato: per i sostenitori del sì è la prova della politicizzazione dei magistrati, per la segretaria Pd Elly Schlein siamo invece di fronte alla conferma della vera intenzione della riforma Nordio, portare i Pm sotto il controllo del governo.

 

giorgia meloni carlo nordio

Sono «strumentalizzazioni», dice quelle «che abbiamo visto dal Governo anche in questo passaggio della Cassazione, con degli attacchi indegni ai giudici».

 

La maggioranza non molla la presa su Alfredo Guardiano, il giudice di Cassazione schierato per il "no" e membro dell'ufficio per i referendum che ha riscritto il quesito su cui si voterà il 22 e 23 marzo aggiungendo gli articoli della Costituzione che vengono modificati dalla riforma.

 

Maurizio Gasparri attacca: «L'imparzialità di un magistrato deve essere riscontrabile in ogni atto e in ogni momento. Sono quindi disponibile a ogni tipo di confronto pubblico, semmai lo accettasse tale Guardiano, sui temi della giustizia, del referendum e della imparzialità. Non credo che debba meravigliarsi se qualcuno dubita della sue valutazioni. Il dubbio è lecito e quindi ribadisco che se lui è imparziale, io sono finlandese».

 

giuseppe conte elly schlein

Ma il capogruppo FI alla Camera non è l'unico a tenere alta la pressione su Guardiano e su Donatella Ferranti, altra giudice di Cassazione ed ex parlamentare Pd.

 

Dice Simonetta Matone, Lega: «Del Collegio che ha deciso il cambio del quesito referendario fanno parte un attivo esponente del fronte del "no" e un ex deputato del Pd che è stato presidente della commissione Giustizia. Si sarebbero dovuti astenere entrambi o lasciare definitivamente la toga per fare politica come ho fatto io 4 anni fa».

 

[…]

 

giorgia meloni carlo nordio.

Un fuoco di fila che appunto per Schlein è solo una conferma dei timori delle opposizioni. La leader Pd ieri mattina era ai banchetti per il "no" al quartiere Testaccio a Roma, quindi nel pomeriggio ad una iniziativa a Padova: «Questo Governo vuole riequilibrare il rapporto tra politica e magistratura con questa riforma. Quando la Corte dei conti ha bloccato quel progetto sbagliato e dannoso del ponte sullo stretto di Messina, Giorgia Meloni è uscita con una nota per dire "adesso facciamo il referendum costituzionale, così vi facciamo vedere chi comanda».

 

La verità, insiste, è che la maggioranza di centrodestra vuole essere al di sopra della legge: «Questo governo pensa che prendere un voto in più alle elezioni, li legittimi a non essere controllati e a non avere alcun limite».

 

Pierantonio Zanettin

La leader Pd è convinta che il referendum si giochi soprattutto sulla partecipazione, anche se in questo caso non è previsto un quorum. Ma mobilitare il fronte del no può essere decisivo, anche considerando che secondo gli ultimi sondaggi la distanza tra i favorevoli e i contrari alla riforma si va riducendo.

 

[…] E forse non è un caso che negli ultimi giorni siano aumentate le prese di posizioni della leader Pd sul tema. Un clima che non piace molto a Fratelli d'Italia, come dimostrano le parole di Alfredo Antoniozzi: «È profondamente sbagliato politicizzare il referendum sulla separazione delle carriere come fa la sinistra. Per noi non è mai stato un test sul governo ma solo un esercizio di democrazia».

 

giorgia meloni ospite dello speciale per i 30 anni di porta a porta foto lapresse 1

E anche Pierantonio Zanettin di FI suggerisce: «Spero che finalmente ci si confronti sul merito di questa riforma anziché su cavilli». Anche perché dieci anni fa fu Matteo Renzi a politicizzare il referendum sulla sua riforma, e tutti ricordano come è finita.

manifesti del comitato del no al referendum sulla riforma della giustiziacomitato si' referendum gruppi parlamentari fdi

elly schlein 3

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