occhetto schlein

ELLY, DATTI UNA MOSSA – ACHILLE OCCHETTO, ULTIMO SEGRETARIO DEL PCI E PADRE NOBILE DELLA SINISTRA, SFERZA SCHLEIN: “C’È ANCORA UN COLPEVOLE RITARDO NEL PRESENTARE UNA PROPOSTA UNITARIA DI GOVERNO. SE CONTINUIAMO A SCANNARCI TRA DEMOCRATICI SARÀ IMPOSSIBILE VINCERE - CONTE NON RISCHIA DI DIVENTARE IL BERTINOTTI DI SCHLEIN? QUESTO DILEGGIA AL CONTEMPO CONTE, BERTINOTTI E SCHLEIN. MI DIVERTE, MA NON RISPONDO" - SULLA PATRIMONIALE: "NON SI DOVREBBE AVERE UN APPROCCIO IDEOLOGICO. SEMMAI OCCORRE CHIARIRE COSA FARE DEL POTERE MONOPOLISTICO E AUTORITARIO DELLE BIG TECH…”

 

Giovanna Vitale per repubblica.it - Estratti

 

 

Ce l’ha con gli scettici, Achille Occhetto, ultimo segretario del Pci e padre nobile della sinistra. I disfattisti che non aiutano la costruzione dell’alternativa.

achille occhetto e elly schlein a in onda

 

A che punto è la notte del campo largo, Occhetto? Lei la vede l’alternativa a questo governo?

«Io comincio a intravedere nella società un’articolata e sempre più forte avversione alle politiche economiche e sociali del governo. E mi sembra che le varie sinistre, anche quelle più moderate, siano in campo e lottino, sia pure tra molte difficoltà. Per questo non concordo con il diffondersi di un generico scetticismo che fornisce solo vaghe allusioni e illusioni politiciste».

 

 

Quindi pensa che il centrosinistra sia pronto a battere la destra?

ACHILLE OCCHETTO IN FILA AL GAZEBO DI PIAZZA FARNESE - PRIMARIE PD

«C’è ancora un colpevole ritardo nel presentare, hic et nunc, una proposta unitaria di governo e nell’assumere davanti al Paese un esplicito impegno a correre insieme alle prossime elezioni nazionali. E ciò perché non si è ancora capita la gravità di un frangente storico che sta minando i valori fondamentali. Ci sono momenti inderogabili in cui la fantasia politica può aiutare i diversi a trovare le ragioni di uno sforzo comune, volto a salvare la democrazia».

 

Il governo Meloni sta mettendo in discussione la democrazia?

«Alcuni dei principi costituzionali, a partire dall’equilibrio fra i poteri dello Stato, sono sotto attacco. Per cui il mio consiglio è: si apra subito il cantiere del programma per concordare i punti su cui impegnarsi in modo unitario, e quelli su cui invece mantenere sensibilità proprie.

 

Avendo ben chiare due cose: un programma di governo non può contenere tutte le aspirazioni di ciascuna forza politica. E deve definire le priorità. L’anello da afferrare saldamente è il tema della centralità del lavoro, collegato alla redistribuzione della ricchezza, per abbracciare in un unico destino i miserabili e i dimenticati, assieme al lavoro materiale e intellettuale sempre più povero, al ceto medio declassato, al mondo produttivo e delle imprese».

achille occhetto fuma la pipa a finche la barca va 2

 

Ergo, la testardamente unitaria Elly Schlein è sulla strada giusta?

«Credo che l’unità dovrebbe essere ambizione comune a tutte le forze del progresso militante. Da più parti si sottovalutano i rischi crescenti che stiamo correndo su scala europea e mondiale. Il Pd dovrebbe far comprendere a tutti che in gioco non è l’alternativa di sinistra, ma un’ampia “alleanza democratica” a tutela dello Stato di diritto».

 

 

 

L’asse Pd-Avs ha rilanciato la patrimoniale stile Mamdani. Ma così non si spaventano gli elettori?

Tortorella, Ingrao, Occhetto

«Io credo che sulla patrimoniale non si dovrebbe avere un approccio ideologico e mettere subito mano alla pistola. Sappiamo che esiste anche in Paesi conservatori. Semmai occorrerebbe chiarire cosa vogliamo fare del potere monopolistico e autoritario delle Big Tech, dei grandi profitti investiti nelle rendite e se del bilancio statale devono continuare a farsi carico principalmente i lavoratori e il ceto medio. Poi la si chiami come si vuole».

 

Nell’area moderata che guarda al Pd si agitano in tanti: chi dovrebbe guidarla? Sala, Ruffini, Onorato?

«Non intendo entrare nel carosello del toto-nomi, non mi sembra serio. Tuttavia concordo — come dicevo — sulla necessità di una “vasta alleanza”, sociale e politica, i cui confini non sono definibili da alcuna aprioristica esclusione o inclusione, bensì dal programma. Né rintracciabili nella ricerca infantile e salvifica del capo».

ACHILLE OCCHETTO Michail Gorbaciov

 

Nello schema del “tutti dentro”, Giuseppe Conte non rischia di diventare il Bertinotti di Schlein?

«Questa è una domanda che dileggia al contempo Conte, Bertinotti e Schlein, pertanto mi diverte, ma non rispondo».

 

A chi tocca la leadership della coalizione di centrosinistra?

«La difficoltà sta nel fatto che non si sa quale metodo adottare. La destra ha un leader riconosciuto, anche se con riluttanza da Salvini, perché ha stabilito che è il capo del partito più votato. La sinistra non l’ha ancora accettato. Ma così non se ne esce. Dovrebbero diventare tutti maggiorenni.

bettino craxi achille occhetto

 

Avere lo spirito dei federatori. Per me, se si opta per il leader di uno dei partiti in lizza, il modello non può che essere quello del tutto razionale della destra. Quindi, si riuniscano al più presto e, se non concordano sul metodo, allora decidano di concordare su un altro candidato. Se non sono d’accordo nemmeno su questo, si torna al modello della destra. C’è un’altra soluzione? Sarei felice di conoscerla. Insistere coi ballon d’essai mi sembra ridicolo. Una pacchia per gli avversari!».

 

GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ANGELO BONELLI

C’è chi dice che servirebbe un outsider. A lei Silvia Salis piace?

«Certo, è molto capace e ha un grande istinto politico. Ma, a domanda, ha già spiegato che intende fare il sindaco di Genova. E non ho motivo di credere che la sua fosse una risposta diplomatica».

 

Se la sente di scommettere sulla vittoria progressista alle Politiche?

«Sì se diventiamo tutti più responsabili; se invece continuiamo a scannarci tra democratici sarà impossibile. Spero che lo spirito dei federatori illumini quella che io non chiamo campo largo, ma ampia alleanza democratica».

ACHILLE OCCHETTO E GIORGIO NAPOLITANOd alema occhettoachille occhetto svolta della bologninaveltroni occhetto

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…