1. MA DI ESEQUIE SI È REALMENTE TRATTATO? ESPULSO DAL PALAZZO, NON DAL PAESE 2. LA TELENOVELA BERLUSCONIANA ANNUNCIA NUOVE PUNTATE. IERI GLI FACEVA COMODO INDOSSARE I PANNI DEL MARTIRE, VITTIMA DI COMUNISTI E PM; PER CUI HA CELEBRATO LE ESEQUIE DI SE STESSO, ORATORE FUNEBRE E SALMA AL TEMPO STESSO. MA ARCHIVIATO IL “GIORNO DI LUTTO PER LA DEMOCRAZIA”, SILVIO È PRONTISSIMO A RICOMINCIARE 3. LO ANNUNCIA PARLANDO DI SÉ IN PRIMA PERSONA PLURALE: “NON CI RITIREREMO IN QUALCHE CONVENTO, SIAMO QUI E QUI RESTEREMO”, AGGIUNGE A TITOLO ESEMPLIFICATIVO, QUASI A RINCUORARE AMICI E AVVERSARI: “TANTO RENZI QUANTO GRILLO SONO LEADER POLITICI SENZA ESSERE PARLAMENTARI...”. COME DIRE: ANCH’IO, COME QUEI DUE, MI AGGIUNGO AI 60 MILIONI DI ITALIANI IN GUERRA CONTRO IL PALAZZO; PURE IO NON VEDO L’ORA DI MANDARE A CASA IL GOVERNO LETTA E DI TORNARE ALLE URNE...

Ugo Magri per "la Stampa"

Era talmente attesa, temuta, agognata la notizia della decadenza, che i media di tutto il mondo ne hanno scandito l'ora esatta, verificata con la precisione dell'orologio atomico: le 17, 42 primi, 38 secondi. In quel fatidico istante al Senato il presidente Grasso ha preso atto che Silvio Berlusconi era appena stato espulso dal Parlamento della Repubblica dopo il voto su 9 mozioni del centrodestra, tutte bocciate in rapida successione.

Il Cavaliere non era lì in Aula, a farsi allontanare. Lo è venuto a sapere sotto casa sua, a Palazzo Grazioli, mentre ancora stava stringendo mani, distribuendo baci e abbracci ai partecipanti della manifestazione: sono piovuti gli sms, gliel'hanno comunicato, ha chiesto qualche dettaglio, non è sembrato particolarmente scosso, tantomeno sorpreso. Prima di montare in macchina con la fidanzata Francesca, e di tornarsene a Milano per una cena coi figli mai così solidali, ancora saluti e ringraziamenti per quanti sono accorsi al suo funerale politico. Ma di esequie si è realmente trattato?

Il dubbio è di tutti. Perché un conto sono i simboli (e la decadenza senza dubbio emana un fascino crepuscolare), altra cosa è la telenovela berlusconiana, di cui si annunciano nuove puntate. Quella di ieri, nell'insieme, è apparsa triste e un tantino squallida. Mediocre la disfida a Palazzo Madama, conclusa in un silenzio surreale; smodata la rivalsa del centrodestra.

Al Cavaliere stesso, verso metà giornata, pare sia venuto a noia lo psicodramma collettivo intorno a lui, le prefiche in abito nero (così volevano abbigliarsi certe deputatesse), i ceri e i lumini distribuiti ai passanti, le veglie mortuarie davanti al Senato e addirittura di fronte al Quirinale, dove i più esagitati volevano recarsi salvo recedere in extremis allorché si è appreso che Napolitano era fuori casa, neanche li avrebbe visti...

Berlusconi già guarda avanti. Ieri gli faceva comodo indossare i panni del martire, vittima di comunisti e pm; per cui ha celebrato le esequie di se stesso, oratore funebre e salma al tempo stesso. Ma una volta archiviato il «giorno amaro, di lutto per la democrazia», Silvio è prontissimo a ricominciare. Lo annuncia parlando di sé in prima persona plurale: «Non ci ritireremo in qualche convento, siamo qui e qui resteremo», Aggiunge a titolo esemplificativo, quasi a rincuorare amici e avversari: «Tanto Renzi quanto Grillo sono leader politici senza essere parlamentari... Anche fuori del Parlamento ci si può battere per la democrazia».

Non è un caso che Silvio, dal palco del comizio, abbia strizzato l'occhio ai principali competitor, si sia voluto accostare a loro quasi per dire: anch'io, come quei due, mi aggiungo ai 60 milioni di italiani in guerra contro il Palazzo; pure io non vedo l'ora di mandare a casa il governo Letta e di tornare alle urne...

A un certo punto del discorso (mezz'ora in tutto, pronunciato a braccio perché gli appunti dei suoi strateghi non l'hanno convinto fino in fondo), questa sua voglia di tornare al voto è balzata fuori al grido di «ci rivedremo alla prossima campagna elettorale!». Senza specificare, però, se sarà la campagna per il Parlamento italiano oppure per il Parlamento a Strasburgo, di cui gli importa decisamente meno.

Nell'incertezza, Berlusconi già incomincia a bastonare i «transfughi» del Nuovo centrodestra. Sarà un crescendo rossiniano, scommettono dalle sue parti. Ieri ha gettato Alfano in pasto alla folla dei militanti, non tantissimi in verità (calcolo a spanne: 5 mila metri quadri invasi dalla manifestazione, non potevano starci le 20 mila anime infreddolite che dichiarano gli organizzatori).

Ha detto: «Altri se ne sono andati...», lasciando la frase in sospeso dimodoché dal basso gridassero di tutto contro Angelino, salvo alla fine allargare le braccia: «Accetto questa interruzione, ruvida ma efficace. Ma noi siamo qui, sicuri che non tradiremo mai i nostri elettori». Sorriso a 32 denti da vero Caimano, espulso dal Palazzo, non ancora dal Paese.

 

BERLUSCONI SALUTA NELL ULTIMO COMIZIO DA SENATOREBERLUSCONI SALUTA NELL ULTIMO COMIZIO DA SENATOREBERLUSCONI SALUTA NELL ULTIMO COMIZIO DA SENATOREDECADENZA BERLUSCONI TENSIONE A PALAZZO GRAZIOLI BERLU pascale DECADENZA BERLUSCONI TENSIONE A PALAZZO GRAZIOLI DECADENZA BERLUSCONI TENSIONE A PALAZZO GRAZIOLI

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?