al sisi egitto palestinesi gaza striscia di

AL “FARAONE” CONVIENE PIÙ LA PACE DELLA GUERRA - C’È UN MOTIVO PER CUI TRUMP HA AFFIDATO AD AL SISI LA PATATA BOLLENTE DELLA “GESTIONE” DI GAZA: DALLA SUA RIUSCITA DIPENDE LA SOPRAVVIVENZA DEL GENERALE EGIZIANO - L’EGITTO NON PUÒ PERMETTERSI L’ESODO DEI GAZAWI IN SINAI NÉ UNA GUERRA CON ISRAELE, DAL QUALE CONTINUA A IMPORTARE IL 20% DELLA SUA ENERGIA: AL SISI HA SELEZIONATO 15 NOMI DI TECNOCRATI PALESTINESI CHE DOVREBBERO GUIDARE LA TRANSIZIONE. MA NÉ LUI NÉ NETANYAHU STANNO FERMANDO I DRONI CHE DALL'EGITTO PORTANO NUOVE ARMI AI JIHADISTI NELLA STRISCIA (COME MAI NESSUNO DEI DUE INTERVIENE TEMPESTIVAMENTE?) 

Estratto dell’articolo di Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

 

abdel fattah al sisi donald trump cheikh tamim ben hamad al thani

Il sorriso di Al Sisi a fianco di Trump è passato direttamente dal palcoscenico di Sharm el-Sheikh ai cartelloni pubblicitari del Cairo.

«Lo voglio nel board di Gaza» ha detto l’americano del collega egiziano e poi: «È stato molto importante» per la tregua perché «Hamas rispetta l’Egitto». Nell’era post-diplomatica di The Donald, dove negoziati e clausole valgono meno delle amichevoli strette di mano, Il Cairo del generale Abdel Fattah al Sisi si è ritagliato un posto in prima fila.

miliziani di hamas pattugliano il territorio della striscia di gaza

 

[…] il successore del sognatore dell’unità araba ha buoni motivi per impegnarsi a Gaza. Riguardano più la sua sopravvivenza […]

Trump ha annunciato 200 soldati Usa a monitorare la tregua. Al Sisi ha subito pareggiato la puntata. Altri sono attesi. Di 200 in 200 però non si va in pattuglia in un territorio senza legge com’è Gaza oggi. Al momento si ipotizzano solo osservatori o al massimo tecnici come gli egiziani che dentro l’inferno della Striscia aiutano Hamas a cercare i cadaveri degli ostaggi israeliani.

al sisi

 

Se si vorrà la pace qualcuno dovrà pensare a una forza di interposizione tra Hamas e Israele e poi a una di stabilizzazione. Anche qui Al Sisi ha la mano più importante al momento: i 5 mila poliziotti palestinesi dell’Autorità nazionale di Cisgiordania li sta addestrando lui. Senza consenso non basteranno […] Nessuno è disposto a giocare tante vite di suoi. Quindi ci vuole l’ok di Hamas. E qui l’Egitto è fondamentale.

valico di rafah 1

 

Un esempio. Gli israeliani sono ben assestati nel Corridoio Filadelfia al valico di Rafah, hanno sonar ed esplosivi per bloccare i passaggi sotterranei, ma le armi arrivano lo stesso ad Hamas attraverso i «tunnel volanti». Uno stormo di droni da trasporto vola ogni notte. I soldati israeliani ne abbattono 12 a notte, ma la notte dopo ne decollano ancora 25.

 

Ieri Netanyahu ha ordinato un rapporto entro due mesi su come bloccare i voli delle armi tra Egitto e la Striscia. Due mesi per dei suggerimenti? Hamas armato non merita più velocità? Dovrebbe essere un problema anche per Al Sisi perché i contrabbandieri sono gli stessi islamisti che l’hanno combattuto in Sinai per anni. Eppure i trafficanti continuano a lavorare.

 

abdel fattah al sisi

Forse è l’ennesimo favore tra nemici come solo in Medio Oriente […]

L’Egitto è centrale anche sul fronte politico. Il ministro degli Esteri ha selezionato 15 nomi di tecnocrati palestinesi («senza affiliazioni politiche» ha imposto Trump) che dovrebbero guidare la transizione. Se passeranno il check di Israele e resteranno in vita sino all’apertura dei loro uffici vorrà dire che anche Hamas acconsente.

 

hamas gaza

Negli ambienti del Cairo si vocifera di uno o due mesi per l’insediamento dei 15 pontieri e del giugno 2026 per l’ingresso in scena di un’autorità palestinese politica. Potrebbe essere quella che governa la Cisgiordania, potrebbe essere altro come vuole Israele che è allergica all’unità amministrativa e politica tra Gaza e Cisgiordania.

 

Molto passa dalle capacità del Cairo di far convergere gli interessi di tutti. L’Egitto ha bisogno di andare d’accordo con palestinesi e israeliani e che si riappacifichino tra loro.

Non può permettersi l’esodo dei gazawi in Sinai né una guerra con Israele.

 

BENJAMIN NETANYAHU - AL SISI

Non solo perché troppo forte, ma anche per continuare a importare il 20% della propria energia dai giacimenti off shore israeliani. Importante anche l’amicizia con Washington che finanzia il suo esercito con 1,3 miliardi di dollari l’anno e influenza il Fondo monetario internazionale sui prestiti. La disoccupazione egiziana è a livelli record, l’opposizione popolare a una politica pro Israeliana oltre il 90%. Ce n’è per una nuova rivolta stile Piazza Tahrir. Sempre che Hamas e Israele non riescano a fare la pace. Conviene a loro, conviene ad Al Sisi.

miliziani di hamas fanno passare le auto della croce rossa a gazacarabinieri al valico di rafah esecuzioni pubbliche by hamas nella striscia di gazacarabinieri al valico di rafah SUMMIT PER LA PACE A GAZA DI SHARM EL-SHEIKH valico di rafah

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