renzi guidi boschi

DOPO CHE RENZI, CON LA SCUSA DELLA ROTTAMAZIONE, HA TOSCANIZZATO MEZZO PAESE, LA FATINA BOSCHI ANNUNCIA CHE I POTERI FORTI (QUALI? LA MAGISTRATURA?) SONO CONTRO IL GOVERNO: “NOI NON FACCIAMO PARTE DELLE GRANDI LOBBY CHE HANNO GOVERNATO IL PAESE A LUNGO. PER QUESTO FACCIAMO LORO PAURA” - “NON SAPEVO NULLA DEL COMPAGNO DI FEDERICA. MA CONOSCO MOLTO BENE IL PROVVEDIMENTO, ATTESO DAL 1989. ERA ED È SACROSANTO, CREA LAVORO”

Jacopo Iacoboni per lastampa.it

 

Le ministre Federica Guidi e Maria Elena Boschi alla Camera   Le ministre Federica Guidi e Maria Elena Boschi alla Camera

Prima un nostro tweet, a cui lei ha risposto pubblicamente, poi - ieri sera alle sette - una lunga telefonata. Maria Elena Boschi ci aveva replicato sul social network dicendo di esser pronta a rispondere a tutte le domande. Eccole, allora. «Io quel provvedimento lo difendo, risponde a una necessità, crea lavoro. Naturalmente posso sbagliare, non dico di essere perfetta. Ma anche nei miei errori c’è sempre la buonafede, mai la lusinga di qualcuno o gli interessi personali».

Il ministro Maria Elena Boschi e il presidente del Consiglio Matteo RenziIl ministro Maria Elena Boschi e il presidente del Consiglio Matteo Renzi

 

Il ministro ha vissuto una giornata con sensazioni contrastanti: la gioia per una nipotina appena nata, contrapposta all’ultimo caso scatenato nel governo dalle dimissioni del ministro Guidi, che la cita in un’intercettazione, parlando col compagno, Gianluca Gemelli, indagato nella vicenda dell’estrazioni petrolifere in Basilicata, dando l’idea di uno scambio di favori e di una generale opacità che tocca questo governo. 

Il ministro Maria Elena Boschi e il presidente del Consiglio Matteo RenziIl ministro Maria Elena Boschi e il presidente del Consiglio Matteo Renzi

 

Boschi ci dice di aver fatto sapere alla procura lucana che dalla prossima settimana sarà disponibile a farsi sentire come persona informata dei fatti, se lo riterranno. 

 

Ministro, lei conosceva, o ha mai incontrato, Gianluca Gemelli, il compagno della ministra dimissionaria Guidi?  

«No». 

 

Dall’inchiesta lucana viene forte un sentore di lobby. Se anche lei non conosceva personalmente Gemelli, sapeva che la Guidi aveva un compagno con interessi nel settore delle estrazioni, ambito su cui il governo stava intervenendo con un provvedimento?  

GUIDI - MADIA - BOSCHIGUIDI - MADIA - BOSCHI

«Ogni settore che smuove posti di lavoro ha le sue lobby. Noi abbiamo una linea chiara: sbloccare il Paese, toglierlo dalle sabbie mobili della burocrazia. Vale per le estrazioni, per l’edilizia che ha perso oltre mezzo milione di posti di lavoro, per la banda larga. Non sapevo nulla del compagno di Federica. Ma conosco molto bene il provvedimento, atteso dal 1989. Era ed è sacrosanto. Se poi il compagno di Guidi o chiunque altro ha violato la legge, giusto che ne risponda. Noi abbiamo semplicemente fatto la cosa giusta per l’Italia». 

FEDERICA GUIDI E MARIA ELENA BOSCHIFEDERICA GUIDI E MARIA ELENA BOSCHI

 

Scusi però, se lei non lo conosceva, e non sapeva neanche di questi interessi di Gemelli, e quindi se non c’è intenzione politica di favorire nessuno, allora c’è incapacità: non vi rendete conto degli interessi e appetiti che ruotano attorno ad alcune importantissime opere. Non trova sia persino più pericoloso?  

«Certo che intorno alle opere pubbliche si muovono interessi. È ovvio. Ma non per questo si deve bloccare tutto altrimenti l’Italia muore. Occorre avere due stelle polari: la legge e la propria coscienza. Io personalmente le ho rispettate entrambe. Ci attaccano i poteri proprio perché non siamo schiavi dei poteri forti, non siamo il terminale di niente e di nessuno. Questo non piace a molti». 

Federica Guidi - Renzi - BoschiFederica Guidi - Renzi - Boschi

 

La Guidi in una delle intercettazioni dice «Maria Elena è d’accordo». A cosa si riferisce? Avete mai parlato, e quando, del contenuto specifico di quell’emendamento?  

«Certo. Io con i colleghi parlo di tutti gli emendamenti. Faccio questo di mestiere: il ministro dei Rapporti col Parlamento». 

BOSCHI BOSCHI

 

Ma Guidi ha mai manifesto insistenza con lei sul tema di quell’emendamento?  

«No. Del resto più volte direttamente il presidente del Consiglio aveva sottolineato pubblicamente l’importanza di Tempa Rossa. È tutto alla luce del sole, nessun blitz, nessun gioco segreto».  

 

Lei ha detto che un ministro per i Rapporti con il Parlamento deve portare tutti i provvedimenti del governo in aula. Ma non è così, il ministro non è obbligato, non è un passacarte.  

BOSCHI RENZIBOSCHI RENZI

«Guardi che questo provvedimento lo abbiamo voluto fortemente perché considerato strategico per il Paese. Se il compagno della Guidi ha compiuto un atto illecito, ne risponderà lui davanti ai giudici. Per me le cose sono semplici: se una cosa è giusta e serve si approva, altrimenti non si approva. Questo non significa essere schiavi dei poteri forti, ma legislatori». 

 

Ministro, l’emendamento esce e entra, di notte, prima dallo Sblocca-Italia e poi nella legge di stabilità. Perché? Evidentemente il problema c’era eccome.  

Federica Guidi -  BoschiFederica Guidi - Boschi

«Normali dinamiche parlamentari. Trova almeno altri cento esempi simili negli ultimi due anni». 

 

Non direi. Sento dire che nel governo si lamenta una tempistica sospetta di questa inchiesta secondo lei è legata alla battaglia politica sul referendum sulle trivelle? Pensa davvero ci sia un’offensiva giudiziaria contro di voi?  

«So che tra alcuni dei nostri c’è questa tesi; ma io non ci voglio credere. Non faccio dietrologie. E comunque noi siamo diversi da chi ci ha preceduto. Federica ha sbagliato a fare quella telefonata, lo ha ammesso, se ne è andata. La Cancellieri col governo precedente ha sbagliato, lo ha ammesso ed è rimasta al suo posto. Ho anche molto apprezzato che a nome del Pd Bonifazi abbia chiesto i danni civili e penali a Beppe Grillo. Possono dirci che non siamo capaci, se credono. Ma non che siamo disonesti». 

maria- elena- boschimaria- elena- boschi

 

Ministro, a proposito di conflitti d’interessi, parliamo un po’ di Banca Etruria. Suo padre, Pierluigi Boschi diventa vicepresidente della banca tre mesi dopo l’arrivo di Maria Elena al governo. Un puro caso o la sua ascesa è stata favorita in qualche modo?  

«Non penso. Era già in cda e non credo che sia stato agevolato dal cognome. Sicuramente adesso sta pagando come gli altri, forse persino più degli altri a causa mia. Ma è un uomo forte». 

VILLA BOSCHI LATERINAVILLA BOSCHI LATERINA

 

Può fare però chiarezza su tutte le modifiche azionarie che coinvolgono la vostra famiglia, e su fidi, o mutui, o prestiti, eventualmente ricevuti da quella Banca complessivamente?  

«Si tratta di poche migliaia di euro in tutto. E mio fratello ha ottenuto un mutuo con sua moglie per l’acquisto della loro casa, alle stesse condizioni degli altri dipendenti. Tutto qui». 

 

BOSCHIBOSCHI

Nel consiglio dei ministri del 22 novembre, quello del decreto salva-banche e della norma che rende più difficili le azioni risarcitorie sui dirigenti di banca (articolo 35 comma 35), lei c’era o no? E alle riunioni preparatorie?  

«Non c’ero. Le norme le ha scritte il Mef, credo confrontandosi con Banca di Italia. Quanto a mio padre: è stato commissariato, Banca d’Italia lo ha sanzionato due volte (non una, due: credo sia un caso unico), immagino che con i suoi colleghi subirà un’azione di responsabilità. La legge è uguale per tutti, con noi al governo. Mio padre paga come tutti gli altri. Dove sarebbe il conflitto di interessi?». 

 

BOSCHIBOSCHI

Scusi, ma se lei non c’era, non è un’ammissione indiretta del suo conflitto d’interessi?  

«Noi legati alle lobby? Siamo alle barzellette. È vero il contrario, noi non facciamo parte delle grandi lobby che hanno governato il Paese a lungo. Per questo facciamo loro paura. Ma siamo pronti a una legge sul conflitto di interessi: è già stata approvata in prima lettura». 

 

Boschi, non trova imbarazzante che il procuratore di Arezzo, Rossi, che indaga su Banca Etruria, sia stato consulente di Palazzo Chigi?  

«Rossi è stato scelto da Letta, non da Renzi. Non mi risulta che abbia mai preso un euro da Palazzo Chigi. Dicevano che per questo motivo mio padre non era stato indagato: adesso che è indagato, cosa si inventeranno?». 

 

Ad autorizzare la consulenza a Rossi fu, nel Csm, Giuseppe Fanfani, uno degli avvocati di Banca Etruria. Non sono situazioni di conflitto d’interessi? Non eravate i rottamatori di tutto questo?  

la coppia grillo e renzi la coppia grillo e renzi RENZI E GRILLO a bbed a aee b ae aad RENZI E GRILLO a bbed a aee b ae aad RENZI E GRILLO a b a e db d dbecd f RENZI E GRILLO a b a e db d dbecd f renzi con andreotti e buttiglione ritwittato da beppe grillo renzi con andreotti e buttiglione ritwittato da beppe grillo

«Non so chi abbia autorizzato la consulenza al Csm. È una domanda che può rivolgere al Csm stesso. Io parlo per il governo, non per i giudici. Cui auguro di cuore buon lavoro». 

 

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