giorgia meloni carlo nordio

OGNI VOLTA CHE PARLA NORDIO, IL NO GUADAGNA VOTI: COSI’ FRATELLI D’ITALIA ESCLUDE IL MINISTRO GAFFEUR (CHE HA DEFINITO IL CSM “PARAMAFIOSO”, “UN VERMINAIO” E “UN MERCATO DELLE VACCHE”) DALL’APPUNTAMENTO FINALE DEL 19 MARZO IN VISTA DEL REFERENDUM (SIAMO AL CORTOCIRCUITO FINALE: IL PARTITO CHE LO HA ELEVATO A PADRE DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA NON LO VUOLE SUL PALCO) – I CAMERATI DI ITALIA RIVENDICANO LA SCELTA DOPO LA SPARATA DI GIUSI BARTOLOZZI, CAPO DI GABINETTO DI NORDIO, CONTRO I MAGISTRATI DEFINITI “PLOTONI DI ESECUZIONE” 

Ilario Lombardo per "la Stampa" - Estratti

 

È l'autore della legge, ma il suo partito, il partito che lo ha elevato a padre della riforma, non lo ha voluto sul palco finale di Roma, accanto ad Arianna Meloni.

 

GIORGIA MELONI CARLO NORDIO

Roma, evento conclusivo di Fratelli d'Italia della campagna elettorale per il Sì al referendum: appuntamento al Palazzo dei congressi, il 19 marzo.

 

Dalle 17.30 si alterneranno vari relatori, tra i quali il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l'ex vicepresidente della Corte Costituzionale Nicolò Zanon, la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, e l'ex pm di Mani Pulite, nonché ex ministro di centrosinistra Antonio Di Pietro. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, invece, non ci sarà. FdI ha valutato se prevederlo, dopo le diverse gaffe, e alla fine ha scelto così.

 

Scelta che viene rivendicata, lontano dai microfoni, a maggior ragione dopo ieri, dopo le frasi della fedelissima capo di gabinetto del Guardasigilli, Giusi Bartolozzi, contro i magistrati definiti «plotoni di esecuzione», che hanno fatto raggelare Palazzo Chigi e i vertici di Via dello Scrofa.

 

meloni nordio

Giorgia Meloni sta decidendo se partecipare in qualche modo alla serata del 19 marzo, magari con un saluto via video, perché in quelle ore sarà impegnata a Bruxelles, a un importantissimo Consiglio europeo tutto incentrato sulla crisi internazionale scatenata dalla guerra in Medio Oriente.

 

(...) Il dilemma di Meloni, se mettersi alla testa della campagna elettorale e dunque dare un rilievo più politico al voto, oppure lasciare parlare i tecnici della giustizia, a partire dal ministro, è ormai superato. La premier interverrà quotidianamente o quasi.

 

«Gli ultimi dieci giorni saranno di fuoco». Ieri c'è stata una novità nella strategia mediatica di Meloni. Il format è rimasto lo stesso: un monologo in video. Ma questa volta con misure e intenzioni diverse.

 

Il filmato, registrato sullo sfondo dei tetti di Roma, è molto più lungo – oltre 13 minuti - ed è mirato a dare una risposta punto su punto alle argomentazioni degli avversari della riforma. I sondaggi dicono che il No è in vantaggio, ma anche che ci sono tanti indecisi. L'obiettivo è rivolgersi a loro, a chi anche fuori dal centrodestra sarebbe tentato per il Sì.

 

meloni nordio

All'inizio i toni sembrano più trattenuti, orientati sul merito, da "spiegone" lontano dalla rissa politica degli ultimi giorni. Parte dicendo che «vuole fare chiarezza», in difesa di una legge che «inciderà in termini di velocità e anche in termini di giustizia» a differenza – sostiene – di quanto dicono i contrari. Poi però torna ad attaccare «la sinistra» che «ha sempre usato la giustizia quando non riusciva a vincere le elezioni», e che spera nella possibile sconfitta elettorale un'opportunità di rivincita.

 

Meloni sa che un insuccesso, a un anno dalle legislative del 2027, potrebbe anche rivelarsi fatale. Potrebbe. È la legge della politica e del consenso.

 

mantovano meloni nordio piantedosi

E così ribadisce, rivolta ai cittadini: «Vi dicono di andare a votare per mandare a casa il governo? Consiglio di non cadere nella trappola: il governo non si dimetterà in caso di vittoria del No». Il suo suggerimento, aggiunge, è piuttosto di votare «pensando a cosa sia meglio per voi e per i vostri figli, non pensando a cosa sia meglio per il governo o per il singolo partito, perché questa riforma non è una riforma di destra né di sinistra, è una riforma di puro buonsenso».

 

giorgia meloni carlo nordio

Il lungo video è l'inizio della volata finale. Da ora in avanti replicherà con interventi e interviste. Si sta valutando il Tg1 delle 20, mentre a Palazzo Chigi non danno certezze se la partecipazione di Meloni a Milano, dopodomani 12 marzo, sarà in presenza o in video, per evitare di assentarsi da Roma nel pieno della guerra ancora in corso.

 

Al Teatro Franco Parenti ci saranno i vertici di Fratelli d'Italia, ma molto spazio verrà dato agli invitati: circa una quarantina, con i magistrati per il Sì in prima fila. Tra gli altri ci sarà il giudice emerito della Corte costituzionale Sabino Cassese.

 

L'organizzazione del partito scommette su una rosa di testimonial del mondo dello spettacolo. Alcuni nomi sono coperti, altri, come il cantante Al Bano e il conduttore tv Ezio Greggio, avrebbero già dato la loro disponibilità.

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