FELTRI: “COMPLIMENTI AL GOVERNO MONTI CHE, PER SALVARE LA COMMESSA DI AGUSTA IN INDIA, SCARICÒ I MARÒ. E OGGI I MILITARI SONO IN BALÌA DI UN TRIBUNALE, L’AFFARE E’ SALTATO E TERZI È STATO SPUTTANATO”

Vittorio Feltri per "il Giornale"

Notizia secca: l'India ha annullato il contratto da oltre 500 milioni di euro stipulato con l'Agusta per l'acquisto di elicotteri. Motivo? Finmeccanica, che controlla l'industria aeronautica, è sotto inchiesta in Italia per corruzione. Avrebbe sganciato, secondo l'accusa, delle stecche a qualche autorità col turbante allo scopo di procacciarsi l'affarone.

So che cosa pensa il lettore. Lo pensiamo anche noi: per vendere prodotti all'estero, o ungi le ruote - di nascosto - oppure non combini niente. Ma la nostra magistratura è rigorosa e non sente ragione: le tangenti non si pagano neanche se conviene. Dura lex sed lex.

Non è questo il punto. Nel nostro Paese non è importante la legge, ma è importantissimo essere capaci di aggirarla e farla franca. Finmeccanica - si dice- è stata beccata in fallo e la giustizia non ha potuto fare a meno di mettersi in moto per incastrare chi ha sgarrato. Il fatto che sgarrino tutti, e in tutto il mondo, non conta.

L'imperativo dei giudici è giudicare. Nel caso specifico va a pallino una fornitura vantaggiosa per il nostro Paese, ma cosa volete che gliene freghi alle toghe. Il loro stipendio è garantito. Bisogna arrendersi. E rassegnarsi a perdere un pacco di denaro che, in un momento di crisi quale l'attuale, ci avrebbe fatto comodo.

Qual è il problema? Ci stiamo arrivando. L'India ce l'ha a morte con noi per via dei due marò che hanno sparato ad alcuni pescatori in acque internazionali. I nostri militari sono stati arrestati. Attendono il processo da un paio d'anni, e vedremo come andrà a finire. Sicuramente male.

Qualcuno parla addirittura di pena di morte. Facciamo gli scongiuri. Rammentiamo che gli indiani - bontà loro - un annetto fa concessero ai marò di rimpatriare per le feste natalizie, a un patto: che essi rientrassero in India al termine della vacanza.

Sennonché l'allora titolare della Camilluccia, Giulio Terzi di Sant'Agata, decise che la coppia di militari dovesse rimanere qui, sulla penisola, altro che ripresentarsi davanti a chi desiderava condannarli. Sembrava fatta. Tanto è vero che il premier Mario Monti, soddisfatto della soluzione, si fece fotografare accanto ai marò per celebrare l'avvenimento.

Pochi giorni appresso, contrordine. Il governo, subite le pressioni non si sa di chi, sconfessò il ministro Terzi, facendogli fare immeritatamente la figura dell'asino e ordinò ai due povericristi in divisa di ripartire per l'India. I quali povericristi non si ribellarono e oggi sono ancora laggiù a rischiare la pelle per un delitto che non hanno commesso.

Complimenti al governo bocconiano che, probabilmente, agì in quel modo dissennato per salvare la commessa degli elicotteri. Crepino i soldati, ma si salvino le palanche destinate ad Agusta. A volte il cinismo serve alla Patria, ma in questo caso non ha giovato ad alcuno. Abbiamo infatti ottenuto il risultato peggiore: i marò sono ancora in balia di un tribunale di cui non ci si può fidare, il ministro Terzi è stato sputtanato (tanto che si è dimesso) e gli elicotteri sono andati comunque a farsi benedire. Fallimento totale.

Eppure nessuno pagherà. Nessuno spiegherà. Nessuno sarà chiamato a rispondere. La politica è specializzata nelle autoassoluzioni. Finmeccanica era un'azienda florida e non lo è più, incalzata com'è dalle Procure. I militari nostri compatrioti sono appesi a un filo e hanno scarse speranze di cavarsela. L'Italia non incasserà un soldo perché l'affare è andato in fumo. E l'ex ministro degli Esteri è passato per fesso, pur essendo l'unico col cervello a posto in quell'esecutivo di professori (o bidelli?).

Che intenzioni hanno Enrico Letta e la sua banda dei «sifoi»? Al solito non muoveranno un dito coerentemente con la loro idea di governo: nulla fare, nulla sbagliare. Se le grane non si possono affrontare, non sono grane. Se non sono grane autentiche, si aggiustano da sole, altrimenti qualche santo provvederà. Cambiano gli aguzzini, ma le vittime sono sempre le stesse: noi.

 

TERZI DI SANTAGATA E MARIO MONTI TERZI E MARO Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ELICOTTERO AGUSTA WESTLAND ELICOTTERO AGUSTA WESTLAND

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…