BUM! QUELLO DEL FISCO NON È UN OCCHIO, È UNA RETTOSCOPIA!

Luca Cifoni per "il Messaggero"

Conti correnti, depositi titoli, ma anche carte di credito, gestioni del risparmio, cassette di sicurezza e acquisti e vendite di oro e altri metalli preziosi. Le informazioni che banche, Poste, società di gestione del risparmio e altri intermediari finanziari dovranno inviare al fisco (entro il 31 ottobre per quanto riguarda l'anno 2011) coprono tutti i possibili rapporti con la clientela.

Ma per interpretare questa gigantesca mole di dati e ricavarne elementi utili alla lotta all'evasione fiscale servirà ancora tempo e dunque toccherà al prossimo governo, quando ce ne sarà uno, decidere come usare questo strumento messo a disposizione dal decreto salva-Italia. In ogni caso l'occhio del fisco si potrà aprire solo dopo che sarà stato completato l'invio delle informazioni.

I TEMPI
Il provvedimento firmato l'altro giorno da Attilio Befera oltre a elencare le specifiche tecniche al quale le banche e gli altri operatori si dovranno attenere entra nel dettaglio dei dati che dovranno essere trasmessi in relazione alle diverse tipologie di rapporti finanziari. Nel caso dei conti correnti si tratta dei saldi di inizio e fine anno e del totale dei movimenti distinti per dare e per avere: non quindi le singole operazioni ma il loro valore complessivo.

Per i depositi titoli oltre ai saldi gli elementi rilevanti sono il totale degli acquisti e quello dei disinvestimenti. Per le carte di debito e di credito, si guarderà all'utilizzo del plafond di spesa a inizio e a fine periodo ma anche al valore degli acquisti e, nel caso delle ricaricabili, all'importo delle ricariche effettuate nell'anno. Per quanto riguarda invece le cassette di sicurezza invece il fisco saprà quante volte sono state aperte dal cliente.

Nel testo però non è scritto come saranno utilizzate le informazioni. Per saperlo bisognerà attendere un successivo provvedimento delle Entrate che con tutta probabilità non dovrebbe vedere la luce in termini molto rapidi. D'altra parte il provvedimento per la trasmissione dei dati arriva a oltre un anno dall'approvazione della legge (il decreto salva-Italia) che ha introdotto questo nuovo strumento di contrasto all'evasione.

L'obiettivo delineato in quella sede è la definizione di liste selettive di contribuenti potenzialmente a rischio di evasione, sui quali saranno indirizzati specifici controlli. Cosa farà scattare l'allarme? I criteri saranno specificati in un successivo provvedimento e verranno applicati tramite procedure informatiche automatizzate. Ma è già chiaro che la partita si giocherà soprattutto sul confronto tra i comportamenti bancari del contribuente e le sue dichiarazioni dei redditi. In caso di vistosi scostamenti, il fisco vorrà saperne di più e passerà alla fase dei controlli.

LE GARANZIE
C'è però un altro possibile impiego delle cifre su saldi e movimenti. Potranno essere usate per semplificare gli adempimenti richiesti ai contribuenti che devono presentare la dichiarazione sostitutiva unica per ottenere prestazioni sociali agevolate e quindi anche per il controllo sulla veridicità di quei dati da parte delle amministrazioni pubbliche. In altre parole i dati bancari potranno essere usati per scovare i furbi che usufruiscono di servizi senza averne diritto.

Le garanzie per la riservatezza stabilite nel provvedimento si riferiscono innanzitutto all'adeguatezza del canale informatico di trasmissione. Inoltre l'Autorità per la privacy prescrive alle banche di selezionare con attenzione gli addetti che si occuperanno di queste procedure, e di cifrare adeguatamente i dati.

 

 

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