ATTENTI A LASCIARE IL CELESTE A TERRA: “LEI NON SA CHI SONO IO!” - FORMINCHIONI ARRIVA IN RITARDO ALL’IMBARCO E PRETENDE DI SALIRE SUL VOLO PARIGI-MILANO (VIDEO) - LA HOSTESS INVITA IL CELESTE E IL “CODAZZO” A IMBARCARSI SUL VOLO SUCCESSIVO: IL GATE E’ CHIUSO - ROBERTINO PERDE LE STAFFE E INIZIA LA SCENEGGIATA: “MI DIA IL SUO NOME E NUMERO, SONO IN CONTATTO CON L’AMBASCIATA…”

Il Video

http://www.youtube.com/watch?v=CctLaUrn6Wg


Andrea Valdambrini per IlFattoQuotidiano.it

Giovedì 22 novembre. All'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, e alcuni collaboratori si presentano in ritardo al gate, all'imbarco del volo Air France diretto a Milano. Mancano 7 minuti alla partenza. Imbarco chiuso. Che fare? Arrendersi all'evidenza come un cittadino comune che sa di essere arrivato troppo in ritardo o provare comunque a convincere il personale della compagnia che il volo si può ancora prendere? Formigoni sceglie la seconda via. Forte, dirà lui, di "relazioni con l'ambasciata francese in Italia".

La discussione tra Formigoni e gli impiegati aeroportuali, viene documentata in un video girato con il telefonino da un altro passeggero, Alessandro, un ragazzo italiano che è lì per il volo delle 15,25 da Parigi a Milano sempre del 22 novembre. Dalle immagini si capisce che il presidente è visibilmente scocciato. Ripete all'hostess transalpina che lui e il suo gruppo "erano lì nella hall". L'addetta è perentoria: "Mi spiace, ci sono delle regole, l'imbarco è chiuso". Formigoni si lancia in una serie di tentativi, tanto inutili quanto arroganti. Nelle immagini, l'ex governatore della Lombardia appare più che mai deciso a imbarcarsi e in buon francese dichiara: "Siamo 7, anzi 8 persone con il biglietto pagato".

L'impiegata francese è una sfinge. Formigoni è infastidito e ripete: "Avete firmato un contratto con noi, voi dovete rispettarlo, è un contratto internazionale, dovete rispettarlo". Poi aggiunge: "L'aereo è lì, su, 4 secondi e siamo bordo". E poi, cercando evidentemente un modo per salire a bordo, domanda (questa volta in italiano ndr): "E' aperto lì?". I tentativi non ottengono però alcun effetto, se non il rifiuto deciso della hostess, che invita ancora al rispetto delle regole. Il Celeste non si dà per vinto, rimane fermo in attesa per alcuni minuti e commenta sempre più nervoso: "Abbiamo delle relazioni con l'ambasciata italiana, l'ambasciata francese in Italia".

Ma i minuti trascorrono, la prospettiva di fare un'eccezione per il governatore, e il suo staff, si allontana. Formigoni alza i toni: "La gentilezza francese, che meraviglia", ripete più volte. Il ragazzo italiano alle sue spalle continua a riprendere tutto con il suo smartphone. Le addette prospettano al gruppo di italiani di imbarcarsi al volo successivo delle 15,25 diretto a Milano. Formigoni accenna ad una risata e ripete: "Siamo qui perché vogliamo imbarcarci, no? Non siamo qui per leggere il giornale". A quel punto comincia a chiedere con insistenza nome e numero dell'impiegata francese:"Il suo nome, signora? E' possibile avere il suo nome e il suo numero?!".

Scuote la testa in segno di disappunto. La donna replica: "No, io non do' il mio nome Un uomo dello staff del governatore comincia a scattare diverse foto all'impiegata. Appare un'altra impiegata dai capelli biondi. Il politico continua a protestare, poi dice: "Madame, lei è un pubblico ufficiale". Segue una risata di scherno "ah ah ah". Formigoni a quel punto, non del tutto arreso, comincia a ripetere: "La vergogna dell'Air France, la vergogna dell'Air France". E ancora: "L'educazione francese è una meraviglia...L'amicizia francese...ah eh. Sì certo, uh...siete desolati". I francesi saranno irremovibili, saranno tutti imbarcati sul volo successivo delle 15,25. Uno smacco per il Celeste.

 

vignetta formigoniformigoni regala il formaglione e promette il forgiaccone SCOLA E FORMIGONIFORMIGONI FA IL GRAN SALTOROBERTO FORMIGONI E ZAMBETTI

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?