FORNERO INSISTE: PARITÀ TRATTAMENTO (LEGGI LICENZIAMENTO) TRA LAVORATORI STATALI E PRIVATI - FASSINA, RESPONSABILE ECONOMICO PD, FA INCAZZARE CULATELLO: ELEZIONI IN AUTUNNO. BERSANI LO SMENTISCE, SANDRO BONDI LO APPOGGIA - MARONI BASTONA GRILLO: “A PARMA GIÀ IMPANTANATO. FACILE DIRE CAZZATE SUL BLOG” - FIORONI: PD E DI PIETRO INCOMPATIBILI. IL 2 GIUGNO NE È PROVA…

1 - FORNERO, AUSPICO PARITA' TRATTAMENTO
(ANSA) - "Tenuto conto delle specificità del pubblico impiego auspico parità di trattamento tra i lavoratori del settore privato e quelli del settore pubblico". Così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, dopo che il ministro della P.A. Patroni Griffi ha detto che nella delega del pubblico impiego non sono previsti i licenziamenti.

"Nei giorni scorsi avevo già espresso questo auspicio - ha detto Fornero - e credo che debba essere preso in considerazione. Io sono anche ministro delle Pari Opportunità che non riguarda solo uomini e donne ma anche lavoratori pubblici e privati, lavoratori immigrati e lavoratori nativi. C'é un concetto più ampio e mi parrebbe in contrasto con il mio mandato se dicessi che le cose dovessero andare diversamente".

2 - FORNERO, NON MI VERGOGNO DELLE SCELTE FATTE
(ANSA) - "Non mi vergogno di far parte di questo governo, sono orgogliosa di quello che ho fatto". Così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero ha risposto ai disoccupati che protestavano davanti al Centro per l'impiego della Provincia di Torino. "Quello che ho fatto l'ho fatto per gli italiani - ha aggiunto - non è vero che il governo sta portando alla fame la gente, sta cercando di risolvere i problemi".

3 - FASSINA, ANTICIPARE FINANZIARIA, POI VOTO IN AUTUNNO
(ANSA) - "In questo contesto politico e con questo Parlamento, Monti non ha la forza di portare avanti altre riforme". Lo ha detto, in una intervista alla Reuters, Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd che invita a prendere in considerazione il voto in autunno. Secondo Fassina "dovremmo verificare rapidamente se esiste la possibilità di riformare la legge elettorale e, se questa non c'é, dovremmo considerare la possibilità di anticipare la legge finanziaria per il 2013 e votare in autunno".

La fine anticipata della legislatura "dovrebbe avvenire in modo trasparente e con il consenso dell'Unione europea", ha detto ancora Fassina. "In marzo o aprile 2013 - ha osservato - dopo altra recessione e nuova disoccupazione, penso che la situazione politica ed economica sarebbe decisamente peggiore".

4 - PD: PORTAVOCE BERSANI,OBIETTIVO SONO ELEZIONI NEL 2013
(ANSA) - "Il Partito Democratico conferma che l'obiettivo sono le elezioni nel 2013". Lo chiarisce Stefano Di Traglia, portavoce del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, dopo l'uscita del responsabile economico Stefano Fassina, che ha ipotizzato il ritorno al voto ad ottobre.

5 - BONDI, DA FASSINA ONESTA' INTELLETTUALE
(ANSA) - "C'é un tratto di onestà intellettuale nelle riflessioni dell'on. Fassina. Non c'é dubbio infatti che l'attuale crisi richiederebbe governi forti di una piena e forte legittimazione politica e democratica. Questa possibilità potrebbe oggi essere garantita solo se l'orizzonte delle forze politiche che sostengono l'attuale governo tecnico fosse anche dopo le elezioni quella di un impegno prolungato di coesione nazionale". Lo afferma Sandro Bondi (PdL).

6 - FASSINA E CASINI DIVISI SU SCELTE 'IMPOPOLARI' E VOTO
(ANSA) - Scambio di battute su twitter e facebook a proposito di elezioni anticipate tra il responsabile Economia del Pd Stefano Fassina e il leader Udc Pier Ferdinando Casini. Il primo, in un'intervista alla Reuters oggi, dice che si dovrebbe tornare a votare ad ottobre perché il governo Monti tanto non ha la forza di andare avanti e di fare le riforme che servono. Casini risponde su twitter invitando Pd e Pdl a evitare "derive populiste". Monti non fa magie, aggiunge, "ora tocca a noi". A volte le scelte impopolari servono. "E se le scelte impopolari fossero impopolari perché sbagliate?", gli ribatte Fassina. "E' possibile - risponde Casini sempre online - nessuno ha il dono dell'infallibilità. Ma quello che mi spaventa è la tendenza a coltivare il facile consenso".

"Casini dice che dobbiamo fare scelte impopolari - prosegue Fassina su facebook - Caro Pier, riflettiamo. E' un grave segnale di involuzione della cultura democratica l'aggiramento della legittimazione popolare delle scelte politiche. Chi ha solide radici democratiche deve preoccuparsi del continuo appello 'al senso di responsabilita' per le scelte impopolarì. Perché dovrebbero essere impopolari scelte orientate all'interesse generale?

Perché gli elettori sono stupidi o miopi? Perché le scelte sono comunicate male? Oppure, il decisore politico senza legittimazione democratica non è credibile nella sua pretesa di realizzare l'interesse generale? Oppure, va considerata la possibilità che una scelta può essere impopolare in quanto sbagliata? In Grecia sbagliano i cittadini-elettori o hanno sbagliato i conservatori tedeschi e la troika che ha somministrato il Memorandum? La situazione è troppo seria per lasciare spazio alla partecipazione democratica?".

7 - MARONI BASTONA GRILLO: "A PARMA È GIÀ IMPANTANATO FACILE DIRE CAZZATE SUL BLOG..."
Da "il Giornale" - Il Movimento 5 Stelle ha la sua riserva di voti al Nord e questo non va bene alla Lega. Passata la tempesta giudiziaria e mediatica, prese saldamente le redini del Carroccio ora Roberto Maroni va a riprendersi il suo elettorato. O, almeno, ci prova. La bordata contro Beppe Grillo arriva direttamente dalla pagina Facebook dell'ex ministro degli Interni: "Tutti i nuovi sindaci hanno già fatto la giunta tranne il grillino Pizzarotti a Parma. Ma guarda, il 'super-efficiente-nuovo-che-avanzà Movimento 5 Stelle è già impantanato con i soliti traffici sulle poltrone. Sparare cazzate sul blog c'est plus facile, vero Beppe?" Un colpo sotto la cintola, proprio nel momento in cui i grillini stentano a mettere insieme una compagine di esperti che possa governare Parma. Il passaggio dal virtuale al reale, per i pentastellati, rischia di essere più traumatico del previsto.

8 - FIORONI: PD E DI PIETRO INCOMPATIBILI - IL 2 GIUGNO È LA PROVA DEFINITIVA
C.Fusi per "Il Messaggero" - All'ex ministro Beppe Fioroni le critiche di Antonio Di Pietro al Quirinale per le celebrazioni del 2 giugno non sono andate giù. «La festa della Repubblica - spiega - è la festa degli italiani, dell'unità e della coesione nazionale, del ruolo delle forze armate per la pace e per la democrazia. Parlare contro la festa andando sopra i toni come ha fatto Di Pietro significa offendere il comune sentire dei cittadini. Il presidente Napolitano, questa come tutte le altre volte, ha interpretato profondamente le convinzioni degli italiani e ha saputo coniugare la saggezza con la sobrietà dei mezzi e dei modi».

Sembra un discorso da se non ora quando per rompere con Idv.
«Eventi del genere pongono ancora una volta al Pd la responsabilità delle scelte, la necessità di dover scegliere le proprie alleanze. ... A questo fine deve dire con chiarezza che il linguaggio di Di Pietro, i suoi comportamenti non sono compatibili con chi vuole costruire insieme con noi una alternativa di governo chiara e coerente».

 

 

 

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