antonio costa, narendra modi e ursula von der leyen - accordo di libero scambio tra india e ue - foto lapresse europa unione europea

FORZA INDIA! – L’UNIONE EUROPEA SIGLA L’ACCORDO COMMERCIALE “PIÙ IMPORTANTE DI SEMPRE” CON L’INDIA: NASCE UN’AREA DI LIBERO SCAMBIO ENORME, CHE COINVOLGE DUE MILIARDI DI PERSONE, (SBILANCIATA, VISTO CHE 1,4  SONO NEL PAESE ASIATICO) – AL MOMENTO LA BILANCIA COMMERCIALE PENDE VERSO NUOVA DELHI: L’INTERSCAMBIO VALE 180 MILIARDI DI EURO, DI CUI PIÙ DI 100 A FAVORE DELL’INDIA. MA URSULA VON DER LEYEN SCOMMETTE CHE L’ACCORDO RADDOPPIERÀ I FLUSSI DI EXPORT – I VANTAGGI PRINCIPALI SARANNO PER PLASTICA, CHIMICA, DISPOSITIVI MEDICI E AUTOMOTIVE…

1 - VON DER LEYEN, 'CON L'INDIA LA MADRE DI TUTTI GLI ACCORDI COMMERCIALI'

antonio costa, narendra modi e ursula von der leyen accordo di libero scambio tra india e ue foto lapresse

(ANSA) -  "L'Europa e l'India stanno scrivendo oggi una pagina di storia. Abbiamo concluso l'accordo più importante di sempre. Abbiamo creato una zona di libero scambio che coinvolge due miliardi di persone, con vantaggi per entrambe le parti.

 

Questo è solo l'inizio. Rafforzeremo ulteriormente la nostra relazione strategica". Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a Nuova Delhi.

 

"Ce l'abbiamo fatta. Stiamo creando un mercato di due miliardi di persone. È la storia di due giganti: la seconda e la quarta economia mondiale. Due giganti che hanno scelto la partnership, in un vero e proprio accordo vantaggioso per entrambe le parti.

 

Un messaggio forte che la cooperazione è la risposta migliore alle sfide globali. Questo accordo integrerà ulteriormente le nostre catene di approvvigionamento e rafforzerà la nostra forza produttiva congiunta, creando milioni di posti di lavoro in Europa e India", ha aggiunto.

antonio costa, narendra modi e ursula von der leyen accordo di libero scambio tra india e ue foto lapresse

 

2 - COSTA, 'INTESA SULLA DIFESA CON L'INDIA CREA FIDUCIA STRATEGICA'

(ANSA) -  "La prosperità non può esistere senza sicurezza. Questo è il significato del nostro accordo di partenariato sulla difesa, il primo di questo tipo tra l'India e l'Ue.

 

[L'obiettivo è] rafforzare la nostra cooperazione per proteggere meglio i nostri cittadini e i nostri interessi comuni, collaborando per contrastare l'intera gamma di minacce che dobbiamo affrontare, nell'Indo-Pacifico, in Europa e in tutto il mondo, raggiungendo un nuovo livello di fiducia strategica tra noi, primo passo verso una cooperazione ancora più ambiziosa in futuro". Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa al termine del vertice Ue-India.

 

3 - GELO DAZI

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”

 

ursula von der leyen, narendra modi e antonio costa accordo di libero scambio tra india e ue foto lapresse

I continui strappi di Donald Trump sul piano geopolitico stanno avendo conseguenze significative sul piano delle politiche commerciali. L'India, finita nel mirino delle tariffe americane, ha deciso di siglare un maxi-accordo di libero scambio con l'Unione europea nonostante i forti dubbi interni.

 

E in parallelo, a Bruxelles, resta congelata la ratifica dell'intesa che Trump e Ursula von der Leyen avevano raggiunto la scorsa estate durante il vertice in Scozia: ieri, durante la seduta della commissione Commercio internazionale dell'Europarlamento, non è stato possibile trovare una maggioranza favorevole per calendarizzare il voto a causa delle resistenze di socialisti, verdi e liberali.

 

Inutile il pressing di Popolari e Conservatori: se ne riparlerà alla riunione del prossimo 4 febbraio e fino a quando non ci sarà il voto della plenaria, il provvedimento che prevede di azzerare i dazi su molti prodotti americani non potrà entrare in vigore.

 

Scenari che hanno scatenato l'ira di Washington, dopo che già la scorsa settimana era arrivato un chiaro messaggio da parte dell'ambasciatore americano presso l'Ue. Ieri si è fatto sentire il segretario al Tesoro, Scot Bessent, che si è scagliato contro l'Ue per il patto con Nuova Delhi. Il rappresentante dell'amministrazione Trump ha sottolineato il fatto che gli Usa avevano imposto dazi del 25% all'India perché continua ad acquistare il petrolio russo: «Noi abbiamo fatto sacrifici e l'Ue firma un accordo commerciale. Stanno finanziando una guerra contro loro stessi».

 

antonio costa, narendra modi e ursula von der leyen accordo di libero scambio tra india e ue foto lapresse

Ma l'Unione europea è determinata a portare a termine quello che von der Leyen ha definito «la madre di tutti gli accordi commerciali» e che considera con orgoglio un patto «tra le due più grandi democrazie del pianeta».

 

La presidente della Commissione e quello del Consiglio europeo, Antonio Costa, sono stati accolti a Nuova Delhi con tutti gli onori del caso: ieri l'Ue era l'ospite d'onore alla parata per la festa della Repubblica. I negoziati sono proseguiti fino all'ultimo, ma dall'India arrivano segnali positivi.

 

[…] La bilancia commerciale tra l'Unione europea e l'India, al momento, pende dalla parte di quest'ultima: l'interscambio totale vale 180 miliardi di euro, di cui 120 per i beni. L'Ue esporta merci per un valore di 48 miliardi e ne importa 72, mentre nel settore dei servizi l'export europeo vale 26 miliardi contro i 34 di quello indiano.

 

Ma la Commissione europea è pronta a scommettere che questo accordo consentirà di raddoppiare i flussi di merci verso l'India nel giro dei prossimi sei anni grazie a un taglio delle tariffe che viene stimato in circa 4 miliardi di euro l'anno. La tesi è che il mercato indiano – con i suoi 1,4 miliardi di cittadini, che in questo ambito vengono considerati come "consumatori" – è al momento ancora chiuso alle imprese europee proprio a causa delle elevate barriere tariffarie e che dunque l'accordo di libero scambio consentirà di incrementare le esportazioni.

 

antonio costa, narendra modi e ursula von der leyen accordo di libero scambio tra india e ue foto lapresse

I settori destinati a trarne i maggiori benefici sono quelli industriali, che rappresentano il cuore delle esportazioni europee e che vedranno i dazi ridursi gradualmente, fino ad azzerarsi. L'Ue esporta in India soprattutto macchinari e dispositivi elettronici, che da soli valgono 16 miliardi, ma anche aerei e veicoli spaziali per un valore di 6 miliardi.

 

Intravedono grandi vantaggi anche i settori della plastica, della chimica e quello legato alla commercializzazione dei dispositivi medici. Per quanto riguarda l'automotive, a oggi le barriere sono proibitive (fino al 110%), motivo per cui i flussi attuali non valgono nemmeno 2 miliardi di euro, ma l'intesa permetterà di abbattere gradualmente i dazi per scendere fino al 10%.

 

Ci sono stati intensi negoziati per fissare una quota massima di veicoli che potranno essere venduti sul mercato indiano e l'intesa sarebbe stata trovata attorno a un tetto massimo di 250 mila mezzi l'anno.

 

antonio costa e narendra modi accordo di libero scambio tra india e ue foto lapresse

Molto più ridotto l'impatto per il settore agroalimentare a causa dei timori reciproci: prodotti come carne bovina, zucchero e riso dovrebbero essere esclusi dall'intesa, che invece taglierà i dazi su beni come vini, birre, superalcolici e olio d'oliva. Ancora nessuna decisione definitiva sul riconoscimento delle indicazioni geografiche protette, che dovrebbero essere oggetto di un futuro accordo separato.

 

4 - INDIA-UE, OGGI CHIUSURA DELL'ACCORDO: I DAZI SULLE NOSTRE AUTO DAL 110 AL 10%

Estratto dell'articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”

 

ursula von der leyen, NARENDRA MODI e antonio costa - ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO TRA INDIA E UE - FOTO LAPRESSE

[…] L’intesa creerà una delle più grandi aree commerciali al mondo, un mercato da 2 miliardi di persone. I negoziati sono stati serrati fino all’ultimo momento. Secondo le indiscrezioni dei giorni scorsi, raccolte da Reuters, l’India prevede di ridurre drasticamente i dazi sulle auto importate dall’Ue al 40%, rispetto a livelli attuali che vanno dal 70% al 110%.

 

Un spinta fondamentale per l’industria dell’auto europea che sta soffrendo la concorrenza cinese. Il governo di Narendra Modi avrebbe accettato di ridurre immediatamente le tariffe su un numero limitato di auto provenienti dall’Ue con un prezzo di importazione superiore a 15 mila euro. Poi in un secondo momento l’aliquota scenderà fino al 10%.

 

Attualmente, le case automobilistiche europee detengono meno del 4% del mercato indiano dell’auto, che conta 4,4 milioni di unità l’anno ed è dominato dalla giapponese Suzuki Motor e dai marchi nazionali Mahindra e Tata. Ma il mercato indiano è destinato a crescere fino a 6 milioni di auto l’anno entro il 2030. L’accordo Ue-India include anche una partnership in sicurezza e difesa.

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