salvini tajani meloni freni

FRENI TIRATI – GIORGIA MELONI SI METTE DI TRAVERSO NELLA CORSA DEL SOTTOSEGRETARIO PER LA PRESIDENZA  DELLA CONSOB: PALAZZO CHIGI HA CHIESTO ALL’AVVOCATURA DELLO STATO UN PARERE LEGALE SULL’INCONFERIBILITÀ DEL MANDATO, DA MOMENTO CHE IL LEGHISTA HA SCRITTO LA RIFORMA DEL MERCATO DEI CAPITALI CHE HA MODIFICATO IL TESTO UNICO DELLA FINANZA –– COME DAGO-DIXIT, LO STOP A FRENI È LEGATO ALL’INDAGINE DELLA PROCURA DI MILANO SUL “CONCERTO” NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI… FRENI, CHE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA PARTITA…

Estratto dell’articolo di Nicola Borzi e Thomas Mackinson per “il Fatto Quotidiano”

 

federico freni - giancarlo giorgetti - foto lapresse

Sulla corsa verso la presidenza Consob del sottosegretario al ministero dell’Economia Federico Freni, oltre alla mediazione politica incombe anche una possibile valutazione legale. L’emersione di dubbi giuridici e della richiesta di un parere all’Avvocatura dello Stato da parte di Palazzo Chigi sono stati svelati dalle colonne del Corriere della Sera.

 

Un segnale che la questione non investe più solo le trattative nella maggioranza tra la Lega, sponsor naturale di Freni, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che dovranno eventualmente trovare una quadra anche sul successore del leghista al Mef, ma anche una valutazione preventiva di ordine tecnico e istituzionale. Tornano in movimento dunque le candidature alternative.

 

sergio mattarella giorgia meloni

Sul tavolo ci sono le norme del decreto legislativo 39/2013, emanato in attuazione della legge Severino dell’anno prima, che regolano il requisito di indipendenza delle autorità.

 

Divieti espliciti non ve ne sono, perché la Consob non è considerata un ente pubblico, ma resta l’interpretazione del concetto di inconferibilità regolato dagli articoli 3 e 4 del Dlgs. La criticità principale è l’eventuale passaggio di Freni, che già dal governo Draghi siede al Mef dov’è stato riconfermato da Meloni, dal ruolo attuale a quello di regolatore.

 

federico freni giorgia meloni

Sotto la lente c’è la sua delega alla legislazione, in base alla quale ha scritto la riforma del mercato dei capitali che ha modificato il Testo unico della finanza. Motivo, questo, per il quale da ambienti della Consob in questi giorni trapela con forza fastidio (eufemismo) per l’eventuale nomina di Freni.

 

Il via libera comunque sarà valutato a tre livelli: quello in seno al governo sarà basato sul parere giuridico dei tecnici, poi però servirà il via libera decisivo del Quirinale, cui spetta la firma del decreto sulla nomina proposta dalla Presidenza del Consiglio. Se il supremo garante istituzionale esprimesse forti riserve, la nomina di Freni sarebbe destinata a saltare.

 

FEDERICO FRENI ALLE PRESE CON LE SALSICCE A PONTIDA

Il sottosegretario per ora resta il principale papabile, ma non è l’unico candidato. I suoi concorrenti, indicati nel consigliere Donato Masciandaro e nel commissario Consob Federico Cornelli sostenuto da Forza Italia, paiono volersela giocare sino all’ultimo. Più la fumata bianca tarda, però, più il favorito tende a indebolirsi e aumentano le probabilità di convergenza su un altro nome.

 

In ogni caso, alla luce dei precedenti, la nomina del sottosegretario al Mef non è tecnicamente esclusa. Anche i due precedenti numeri uno dell’autorità di vigilanza finanziaria infatti provenivano direttamente da incarichi governativi. Giuseppe Vegas fu indicato presidente della Consob dal quarto governo Berlusconi e ufficializzato dal Quirinale il 15 dicembre 2010.

 

Al momento della nomina, Vegas era viceministro dell’Economia. Alla sua uscita seguì un lunghissimo periodo di transizione, durato 15 mesi dal 14 dicembre 2017 al 20 marzo 2019, nel quale la Consob fu gestita collegialmente, con Anna Genovese a svolgere le funzioni di reggente.

 

paolo savona foto di bacco (3)

Il successore fu l’allora ministro per gli Affari europei Paolo Savona, nominato dal governo Conte-1 retto dalla maggioranza M5S-Lega. Savona venne nominato dal presidente Mattarella l’8 marzo 2019 e assunse l’incarico il 20 marzo 2019, lasciandolo lo scorso 8 marzo.

 

Mentre Savona non era nemmeno sfiorato dall’ombra di eventuali conflitti di interessi sulle riforme finanziarie, come Freni invece anche Vegas al Mef aveva deleghe di controllo. Ma a differenza dell’attuale sottosegretario, che ha scritto le nuove norme che la Consob dovrà far applicare, Vegas al ministero non si occupò di finanza privata quanto della riforma del federalismo fiscale.

 

federico freni foto di bacco

La questione non è meramente tecnica, ma ha risvolti che riguardano anche il risiko bancario. Alla Procura di Milano è infatti in pieno svolgimento l’inchiesta sull’ipotesi di “concerto” tra Mps e i suoi azionisti Caltagirone e Milleri nella loro vittoriosa scalata a Mediobanca. Assalto favorito dalla cessione da parte del Mef di gran parte della sua quota nella banca di Siena ai due imprenditori. [...]

consob

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…