GIORGIA, L’ULTIMO SOLDATO SOVRANISTA IN DIFESA DI TRUMP – IL CASO GROENLANDIA CREA IMBARAZZO NELLA DESTRA EUROPEA, TRA CHI SI ALLINEA AL TRUMPISMO E CHI DIFENDE GLI INTERESSI NAZIONALI – IN FRANCIA IL LEPENISTA, JORDAN BARDELLA, È STATO NETTO: “LE MINACCE DI TRUMP ALLA SOVRANITÀ DI UNO STATO EUROPEO E IL RICATTO COMMERCIALE NON SONO TOLLERABILI” – PIERO IGNAZI: “SE SI CONFRONTANO QUESTE PAROLE CON I SUSSURRI IMBARAZZATI DI GIORGIA MELONI SI COMPRENDE QUANTO LA NOSTRA PREMIER SIA SUCCUBE AL PRESIDENTE AMERICANO, DEFINITO ‘UN AMICO CHE SBAGLIA’ (COME I CAMERATI DI UN TEMPO?). ANCORA UNA VOLTA IL GOVERNO SI TROVA AFFIANCATO DAL SOLO ORBÁN NEL FORMARE LA GUARDIA PRETORIANA DEL TYCOON IN EUROPA…”
Estratto dell’articolo di Piero Ignazi per “Domani”
L’attacco alla Groenlandia e pioggia di dazi hanno scosso il mondo del populismo sovranista. Per molti di loro si tratta di un brusco risveglio, dovendo scegliere tra la fedeltà ossequiosa a Trump e il tradizionale riferimento nazionalista.
Allineamento ideologico al trumpismo o difesa degli interessi nazionali? Questo il dilemma che attraversa l’ambiente della destra radicale. In alcuni casi risuona in maniera più chiara l’impulso nazionalista, tanto da portare, addirittura, a una difesa dell’Unione europea: a leggere le dichiarazioni del presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, c’è da rimanere sbalorditi.
marine le pen jordan bardella foto lapresse
Testualmente: «Le minacce di Donald Trump alla sovranità di uno stato, e soprattutto di uno europeo, sono inaccettabili. Allo stesso tempo, il ricatto commerciale non è tollerabile. Invitiamo l’Ue a sospendere l’accordo di luglio sui dazi che non offre garanzie ai nostri interessi».
Se si confrontano queste parole con i sussurri imbarazzati di Giorgia Meloni si comprende quanto la nostra premier sia succube al presidente americano, definito amorevolmente «un amico che sbaglia» (come i camerati di un tempo?).
IL PASSO DELL OCA GIULIVA - VIGNETTA BY MANNELLI
Meloni non parla di posizioni «inaccettabili» come Bardella: le considera alla stregua di un semplice malinteso, facilmente rimediabile. Se poi aggiungiamo l’entusiasmo filoamericano di Matteo Salvini, la curvatura trumpiana del governo italiano si accentua ancora di più. Una curvatura non raddrizzata dai pigolii di Forza Italia e del ministro degli Esteri.
Ancora una volta il governo Meloni si trova affiancato dal solo Orbán nel formare la guardia pretoriana del tycoon in Europa. Nemmeno i tedeschi dell’Afd, né i populisti del N-VA, alleati di Meloni in Ue e oggi al governo del Belgio, hanno mostrato compiacenza nei confronti del presidente americano, pur con sfumature diverse tra loro.
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matteo salvini come donald trump 1
Anche l’araldo della Brexit, Nigel Farage, che era corso da Trump per ricevere la sua benedizione, si è allineato, obtorto collo, con il suo primo ministro; salvo poi ricordare che ci sono altre questioni di dissenso, come lo statuto dell’isoletta Diego Garcia nell’oceano indiano.
Il momento è decisivo non solo per i 27 governi ma anche per le forze euroscettiche e sovraniste di destra. Possono agire da quinte colonne del presidente americano per infragilire la compattezza dell’ Ue e provocare un situazione di crisi complessiva, interna e internazionale: un humus fertile per attori estremisti. In questo modo, però, perdono una delle loro ragion d’essere, ovvero la difesa su ogni piano della sovranità nazionale.
E, ancor peggio per loro, se difendono i rispettivi interessi nazionali, oggi si trovano ad allinearsi su posizioni europeiste, perché i due contesti sono strettamente legati; di conseguenza entrano in contraddizione con tutto il loro armamentario politico-ideologico. Certo, della coerenza non se ne sono mai curati: pensiamo alle mille piroette di Giorgia Meloni.
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Tuttavia, l’elettorato della destra, antiestablishment e protestatario, naturalmente attratto dall’irritualità e dall’esibizione di forza di Trump, dovrebbe d’un colpo riposizionarsi su un versante più filo-europeo e, implicitamente, espressione dell’establishment. Un corto circuito che può provocare incrinature nel consenso di queste forze.
DONALD TRUMP - MATTEO SALVINI - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

