FUOCO AMICO SUL BANANA: GLI ALFANIANI SI ORGANIZZANO E PREPARANO LA SCISSIONE

Paola Di Caro per il "Corriere della Sera"

«Berlusconi? È disperato... Ha messo in moto delle belve che sembravano gatti domestici e ora il partito rischia di spaccarsi...»: Lo sfogo del big del Pdl che giura di aver sentito lo stesso Cavaliere lamentarsi con i ministri andati a chiedergli chiarimenti e protezione, che «Santanchè, Verdini, Brunetta stanno facendo tutto da soli, non sono io che li guido...», dice molto dello scontro furioso in atto nel partito in queste ore.

L'annuncio del passaggio a Forza Italia in tempi brevi, confermato dallo stesso Berlusconi con l'assicurazione che sarà lui a guidarlo, ma la contestuale incertezza su quale modello partito si andrà a costruire, su tempi, ruoli, finalità e coinvolgimento delle truppe nell'avventura sta creando malumori, angoscia, rabbia.

E una spaccatura profonda tra chi al progetto ha lavorato e lo sostiene a spada tratta - Santanchè, Verdini, Capezzone - e chi sembra quasi subirlo, dal segretario Alfano all'area moderata che a lui fa riferimento ma anche all'ampio ventre del partito che si sente fuori da ogni ruolo decisionale.

Tutti aspettano che sia Berlusconi a chiarire cosa sta succedendo, e lui manda messaggi rassicuranti. Sicuramente sul governo, sul quale è convintissimo: «Deve andare avanti, non vedo un governo migliore». E questo nonostante ci siano «nel Pd come nel Pdl» alcuni che la pensano diversamente ma «dopo aver ascoltato tutti, dopo aver riscontrato che la maggioranza dei miei è favorevole al governo» il sostegno non è ad oggi in discussione.

E su Forza Italia pure Berlusconi cerca di evitare la rissa interna: quello che immagina è un progetto «che preveda il cambio del nome perché l'acronimo Pdl non ha mai funzionato, ma soprattutto che dia vita a una nuova formazione che riavvicini i cittadini alla politica - perché spesso i partiti sono strutture custodite da cariche locali che li allontanano -, un movimento aperto al mondo del lavoro, dell'impresa, dell'università», che non sia «appesantito da troppe regole» e la cui struttura e ruoli decisionali venga decisa «da un'assemblea che si formerà quando ci sarà il momento costitutivo del movimento...».

Che non vedrà reggenti ma un presidente certo, lui stesso. Il resto, appunto, si vedrà: per ora il Cavaliere, angosciato per la «campagna di eliminazione portata avanti contro di me», non scioglie il nodo.

Quel nodo che incendia il clima nel Pdl perché, stando alla Santanchè, il progetto di nuovo partito dovrebbe essere puramente presidenziale, con Berlusconi al vertice, «persone capaci» in «ruoli operativi di organizzazione» e nessun segretario: «Ci basta Berlusconi». Una sorta di sfratto per Alfano che rappresenta nel suo ruolo anche il partito al governo, e che verrebbe - lui e l'area moderata - fortemente indebolito a fronte di un rafforzamento dei falchi che fa insorgere gran parte del Pdl.

Fabrizio Cicchitto avverte: «Non ci facciamo sciogliere: a parte il folle attacco ad Alfano, quello della Santanchè è il modello del Pli che in Italia non ha mai superato il 3%: se qualcuno vuole la guerra, noi siamo pronti a farla...». Ma nervosi sono anche non moderati a tutti i costi come Paolo Romani («Il percorso lo indica Berlusconi, e dovrà rispettare tutte le anime, unire e non dividere»), Jole Santelli («Cerchiamo di essere tranquilli e meno chiacchieroni»), Osvaldo Napoli («FI non sarà un cavallo di Troia nel governo»), per non parlare di un alfaniano come Maurizio Sacconi, che vede come unica via «un ticket Berlusconi-Alfano» o di Maurizio Gasparri che invita tutti a darsi una calmata perché «questo è comunque un passaggio di transizione».

E insomma, Berlusconi faticherà a trovare una soluzione che tenga unito il partito ed eviti spaccature pericolosissime, che minerebbero la forza del Pdl-Fi qualunque fosse la scelta finale, il sostegno al governo a lungo termine o anche la rottura. Se doveva essere la panacea ai mali suoi e del Pdl, per ora l'annuncio su FI è stata piuttosto l'innesco di una miccia. Che già domani, nel voto sulla vice presidenza della Camera con candidata la Santanchè, potrebbe trasformarsi in incendio.

 

alfano berlusconi berlusconi alfano verdini Capezzone Fabrizio Cicchitto OSVALDO NAPOLI

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?