1. IL VOTO SI AVVICINA, DISTRUGGERE GRILLOMAO! TRA GAFFE E QUALCHE SCHELETRUCCIO, LA GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA GRILLINA FINISCE CONTRO LA MACCHINA DEL FANGO 2. IL PRIMO VERO INCIAMPO DI GRILLO È SU DUDÙ: “VA MANDATO ALLA VIVISEZIONE!”. LA CANTONATA TRASFORMA LA PASCALE IN EROINA: “PER GRILLO AMMAZZARE NON È REATO” 3. PER LA PRIMA VOLTA GRILLO COSTRETTO A SCUSARSI E PADELLARO LO IMPALLINA: “DOPO LA RIVOLTA SUL WEB FA RETROMARCIA. MEGLIO NON PERDERE VOTI DEGLI ANIMALISTI” 4. E SALLUSTI RIESUMA L’IMPRESARI LELLO LIGUORI E UNA VECCHIA STORIA GIA’ USCITA: “GRILLO SPUTTANA TUTTI MA QUANDO VENIVA DA ME, CARTE ALLA MANO, SI FACEVA DARE 70 MILIONI: DIECI IN ASSEGNO E SESSANTA IN NERO. TRANQUILLO, HO I TESTIMONI” 5. IN RETE RICICCIA ANCHE L’AFFONDO DI BAUDO DALLA BIGNARDI: “GRILLO ERA OSPITE MIO A MORLUPO INSIEME A RICCI, MA PRENDEVA INTEGRALMENTE IL RIMBORSO DALLA RAI”

1. PADELLARO: RETROMARCIA DI GRILLO SU DUDU', I VOTI DEGLI ANIMALISTI CONTANO
Antonio Padellaro ‏@a_padellaro

#Grillo fa lo spiritoso su Dudù:"Mandatelo alla vivisezione". Dopo la rivolta sul web fa retromarcia. Meglio non perdere voti degli animalisti


2. GRILLO: "VOGLIO DUDÙ VIVISEZIONATO" PROTESTE BIPARTISAN, POI LE SCUSE
Francesco Bei per "La Repubblica"


«Questo qui è uscito fuori di testa con questo cazzo di Dudù. Ma Dudù va affidato alla vivisezione! Io li detesto quei cagnetti lì». Quella che per Beppe Grillo era solo una battuta di un comizio (giovedì sera a Padova), nello straniamento di questi ultimi giorni di campagna elettorale diventa un caso di scontro politico.

Dudù, il barboncino della coppia Berlusconi e Pascale, che lo stesso leader forzista ha trascinato in prima linea nella sua propaganda, con tanto di club dedicati, subisce il suo primo attacco diretto e personale: «Vivisezioniamolo ». Una battuta che non sfugge alla padrona, Pascale, che a sua volta finisce sul pesante, rinfacciando a Grillo l'omicidio colposo: «È una notizia che Grillo sia favorevole alla vivisezione. Non è una notizia che per lui ammazzare non è un reato».

Michaela Biancofiore, amica di Pascale, si lancia in un paragone altrettanto sopra le righe: «Grillo è peggio di Hitler, è l'alter ego di Mengele, il medico boia simbolo dell'olocausto nazista ». Ma è tutto il mondo berlusconiano a insorgere contro l'oltraggio all'animale totemico di corte. «L'importante - twitta Daniele Capezzone - è che Dudù non salga mai in macchina con Grillo. Dal comico battuta che non fa ridere».

Nemmeno Michela Vittoria Brambilla, che sulla difesa degli animali ha impostato la sua nuova identità politica, la butta sul ridere: «Ha offeso i sentimenti di milioni di italiani, non solo dell'86 per cento contrario alla vivisezione, ma in particolare di tutti quelli che convivono con un animale domestico e lo considerano come un componente della famiglia».

Fin qui sarebbe tutto normale. Ma il fatto è che la sparata di Grillo affratella storici antiberlusconiani e il mondo ambientalista nella difesa del barboncino, dai Verdi alla Lav. Persino Gianfranco Mascia, quello dei vecchi comitati BOBI (BOicotta il BIscione), ammette l'imbarazzo: «Nella mia vita, non avrei mai pensato minimamente di dover difendere un membro della famiglia Berlusconi. Ma la frase di Grillo su Dudù non mi sembra degna di una persona intelligente. Credo che i diritti degli animali non siano uno scherzo e vadano sempre rispettati. Così sono costretto a dire che, questa volta, BOBI difende Dudù». Grillo, osserva il dem Andrea Marcucci, «ha fatto doppio miracolo. Ha trasformato Dudù in un eroe e ha inorridito milioni di italiani che hanno un cane».

Insomma, l'effetto boomerang pare sia stato sottovalutato. Così, in serata, è Grillo stesso a fare marcia indietro: «Sono da sempre contro la vivisezione, sono molto affezionato al mio cane Delirio e auspico una partito-vivisezione attraverso la democrazia ».


3. «QUANDO GRILLO DA ME SI FACEVA PAGARE IN NERO»
Alessandro Sallusti per "Il Giornale"


Vabbè che siamo in campagna elettorale, passi che la guerra civile politica, mediatica e giudiziaria che ha segnato gli ultimi vent'anni non dà segni di tregua. Però non è che noi cittadini elettori siamo proprio dei gonzi obbligati a bere qualsiasi panzana. Mi riferisco a due dei tanti santoni che pontificano distribuendo giudizi di moralità e rettitudine a noi poveri scolaretti.

Il primo è il novello moralizzatore Beppe Grillo, il secondo è Eugenio Scalfari, fondatore e guru della Repubblica, il quotidiano di De Benedetti che in questi giorni sta pateticamente tentando di convincere i suoi lettori che Silvio Berlusconi è anche il capo della cupola che gestiva gli affari di Expo.
Partiamo da Grillo.

Ogni giorno urla che chi non sta con lui è un servo, che gli altri politici sono tutti una manica di ladri e mascalzoni, che lui è il faro, la luce da seguire per redimersi. Sarà. In America, quando uno si candida a guidare il Paese, la sua vita viene passata ai raggi X dalle scuole elementari in avanti: marachelle, amanti, dichiarazioni dei redditi.

Di tutto deve rispondere. Per Grillo invece deve valere l'autocertificazione. Lui è puro per definizione. È noto che ha sulla coscienza tre amici morti, tra i quali un bambino di 9 anni (saltò vigliaccamente giù dall'auto che stava guidando prima che precipitasse in un burrone).

È noto che aderì al condono fiscale del governo Berlusconi del 2003. È invece meno noto che aveva il vizietto di farsi pagare in nero le sue esibizioni di comico. Riporto un passo dell'articolo uscito sul Secolo XIX di Genova il 17 aprile 2011 e passato del tutto inosservato. Renato Tortarolo, autorevole collega (una vera autorità nel campo del giornalismo che segue il mondo dello spettacolo), intervista Lello Liguori, re degli impresari italiani, uno che dava del tu a Sinatra e che si districò (con qualche ammaccatura) in anni difficili tra i capricci delle star e le minacce dei boss della mala che assediavano i locali e le balere, comprese le sue.

Dice Liguori, che di Grillo fu uno degli scopritori: «Detesto Grillo, perché va in giro a fare il politico e sputtanare tutti quanti ma quando veniva da me, carte alla mano, si faceva dare 70 milioni: dieci in assegno e sessanta in nero. Tranquillo, ho i testimoni». Né Tortarolo né Liguori sono mai stati querelati da Grillo per diffamazione in seguito a questa frase. «Non può farlo - ci dice oggi Liguori -, sarebbe per lui un autogol».

Dunque Grillo avrebbe fatto evasione fiscale. In quelle occasioni e probabilmente non solo. Sarebbe infatti interessante che il comico-guru spiegasse come mai, in anni molto più recenti, si affidò a una società di San Marino per farsi pagare i compensi delle sue serate nei casinò e negli alberghi dell'ex Jugoslavia. Può esibire le fatture di quelle prestazioni in linea con i pagamenti dei committenti? Vedremo.

Del resto, che le star dello spettacolo, soprattutto in anni passati, viaggiassero fiscalmente in una zona grigia è cosa risaputa. Nessuno di loro però si è mai messo a fare il fustigatore. Questione di coerenza, e di dignità. Doti che paiono mancare anche a Eugenio Scalfari, quello che si «vergogna - come ha scritto un paio di settimane fa - a vivere in un'Italia berlusconiana» e che ritiene «insufficiente» la condanna di Berlusconi.

Detto da uno che per anni - come risulta - ha percepito dal suo editore due stipendi per centinaia di milioni di lire ma dei quali solo uno era denunciato e quindi conosciuto al fisco, fa vera tristezza. Evasione, quindi, oggi prescritta per carità. Come sempre accade per i grandi moralizzatori e i piccoli uomini che tengono bordone alla sinistra e ai magistrati.

4. BAUDO: «BEPPE PRENDEVA IL RIMBORSO RAI MA ERA MIO OSPITE»
Da "Unita.it"


Non si capisce se siano state parole dal sen fuggite - «con Grillo ho un buon rapporto», tiene a precisare - o un sassolino che si è voluto togliere. Fatto sta che ieri sera Pippo Baudo, ospite di Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche, si è fatto scappare un racconto piuttosto imbarazzante per il Grande Moralizzatore, ex comico e attuale leader del Movimento Cinquestelle. 
Baudo raccontava delle sue pene amorose alla conduttrice.

«Un po' di tempo fa, ero in crisi con la mia compagna di allora. Si era esibita, piuttosto svestita, in uno spettacolo di Carmelo Bene e io mi sfogai con Antonio Ricci e Beppe Grillo, che erano ospiti nella mia casa di Morlupo». Pausa. Poi chiosa: «Loro prendevano il rimborso Rai per il soggiorno, e io li ospitavo». 
«Cosa stai insinuando?», lo stuzzica Bignardi. 
«Che pagavo io», dice stizzito Baudo. 
«E loro facevano la cresta sul rimborso Rai?», incalza la conduttrice. 
«Prendevano integralmente il rimborso Rai», ribadisce Baudo.

5. VIDEO DE "LE INVASIONI BARBARICHE DEL 10 APRILE 2014-05-17http://www.lastampa.it/2014/04/10/multimedia/italia/baudo-grillo-prendeva-tutto-il-rimborso-rai-15rMNs4fM2nANviSZCuxWN/pagina.html

 

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