bombardamenti striscia di gaza

"GAZA È PEGGIO DELL’INFERNO SULLA TERRA" - LA PRESIDENTE DEL COMITATO INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA, MIRJANA SPOLJARIC, DESCRIVE UNA SITUAZIONE TERRIBILE NELLA STRISCIA -LA POSIZIONE DEI CENTRI DI DISTRIBUZIONE DEGLI AIUTI UMANITARI, GESTITI DALLA SOCIETÀ AMERICANA IN ODORE DI MOSSAD "GAZA HUMANITARIAN FOUNDATION", È STRATEGICA PER ISRAELE PERCHÉ COSTRINGE GLI ABITANTI A SCAPPARE VERSO SUD PER OTTENERE DEL CIBO. MENTRE I GAZAWI SI SPOSTANO, L'ESERCITO DELLO STATO EBRAICO PUO' AVANZARE PIÙ FACILMENTE - GLI USA PONGONO IL VETO SULLA RISOLUZIONE DELL'ONU SU UN CESSATE IL FUOCO A GAZA E NETANYAHU ANNUNCIA IL RECUPERO DEI CORPI DI DUE OSTAGGI...

 

NETANYAHU, 'AVANTI FINCHÉ NON RIPORTEREMO TUTTI A CASA'  

benjamin netanyahu nella striscia di gaza

(ANSA-AFP) - GERUSALEMME, 05 GIU - "In un'operazione speciale condotta dallo Shin bet e dall'esercito nella Striscia di Gaza, i corpi di due dei nostri ostaggi detenuti dall'organizzazione terroristica assassina Hamas sono stati restituiti a Israele: Judih Weinstein-Haggai e Gad Haggai del kibbutz Nir Oz, che la loro memoria sia benedetta".

 

Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un comunicato. "Vorrei ringraziare e onorare i combattenti e i comandanti per la loro esecuzione determinata e riuscita. Non ci fermeremo né resteremo in silenzio finché non riporteremo a casa tutti i nostri ostaggi, sia i vivi che i caduti", ha sottolineato citato da Ynet. 

 

carestia a gaza 1

USA BOCCIANO RISOLUZIONE CONSIGLIO SICUREZZA ONU SU GAZA  

(ANSA) - WASHINGTON, 04 GIU - L'ambasciatrice americana all'Onu Dorothy Shea ha annunciato, come previsto, che gli Stati Uniti porranno il veto su una risoluzione su un cessate il fuoco a Gaza al Consiglio di sicurezza.

 

"Questa risoluzione è inaccettabile per diversi motivi", ha dichiarato la numero uno della missione Usa agli Stati Uniti sottolineando che "per poter andare avanti Hamas e altri terroristi non devono avere un futuro a Gaza". 

 

GAZA, SI FERMANO GLI AIUTI LONDRA: INDAGINI SUGLI SPARI 

Estratto dell'articolo di Giusi Fasano per il “Corriere della Sera” 

 

Nemmeno dieci giorni. I siti di distribuzione degli aiuti umanitari della Gaza Humanitarian Foundation (Ghf) ieri sono rimasti chiusi, all’ottavo giorno dall’apertura e, soprattutto, dopo tre albe drammatiche per le sparatorie sui civili che erano in cammino per ritirare pacchi alimentari. 

 

carestia a gaza 3

I responsabili hanno fatto sapere con una nota che lo stop (solo ieri) si è reso necessario «per consentire di svolgere le attività logistiche in modo da accogliere un maggior numero di persone», e per «agevolare i lavori dell’esercito israeliano» che ha il compito di «preparare l’accesso ai siti di distribuzione». 

 

Il portavoce arabo dell’esercito israeliano ha avvertito i palestinesi: le strade che portano ai centri Ghf sono considerate zone di combattimento.  Insomma: un giorno perso per donare cibo alla popolazione affamata di Gaza ma anche un giorno per rivedere la questione della sicurezza dei gazawi che si avvicinano ai centri (tre nel sud della Striscia, nell’area di Rafah e uno nella parte centrale, vicino Gaza City). La parte interna dei siti è gestita dalla Fondazione registrata in Svizzera e voluta da Israele e Stati Uniti.

david zini benjamin netanyahu

 

La sicurezza è affidata a contractor privati. La parte fuori, invece, quella che la gente di Gaza è costretta ad attraversare per arrivare ai pacchi alimentari, è sotto il controllo dell’esercito israeliano. È in quella fascia esterna che domenica, lunedì e martedì si sono verificati gli «incidenti», come li definiscono le Idf, le forze di sicurezza israeliane. Cioè sparatorie contro la folla in cammino e a poche centinaia di metri dal sito di Rafah, vicino alla cosiddetta Rotonda della bandiera.

 

carestia a gaza 2

L’esercito nega di aver sparato domenica (Hamas parla di 31 morti e circa 200 feriti), mentre dice di aver sparato colpi di avvertimento e poi altri verso «individui minacciosi» lunedì (tre morti) e martedì (27 morti e più di 100 feriti secondo Hamas, cifre «esagerate» secondo i militari). 

 

L’apertura agli aiuti umanitari dopo quasi tre mesi di stop assoluto, si rivela un punto critico forse più di quanto la stessa Ghf avesse mai immaginato. Per le sparatorie, certo. Ma anche perché le Nazioni Unite contestano il sistema di distribuzione Ghf, a cui l’Onu non ha voluto partecipare. Lo ritengono una deportazione di gazawi costretti a spostarsi a sud per avere il cibo e senza garanzie di sicurezza. Chiedono una «inchiesta indipendente e immediata» sulle sparatorie e le definiscono «crimini di guerra».

 

BENJAMIN NETANYAHU A GAZA

«Gaza è peggio dell’inferno sulla Terra», sostiene la presidente del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr), Mirjana Spoljaric, in un’intervista alla Bbc. A chiedere l’inchiesta c’è da ieri anche il governo britannico il cui premier, Keir Starmer, annuncia: «Valuteremo ulteriori azioni contro Israele» dopo la sospensione (settimana scorsa) dei colloqui per l’accordo sul libero scambio. «Ulteriori azioni» data la recente espansione dell’offensiva a Gaza, «spaventosa, controproducente e intollerabile». 

 

Nelle operazioni militari di ieri secondo il ministero della Salute di Hamas sono stati uccisi 95 palestinesi (almeno 18 sarebbero morti nell’attacco a una scuola a Khan Younis) e ne sono stati feriti 440; numeri che — sempre stando ai dati del gruppo islamista — fanno salire il totale delle vittime a più di 54.600 morti e 125.341 feriti dall’inizio del conflitto.  [...]

bombe sulla striscia di gaza BENJAMIN NETANYAHU A GAZAbombe e fulmini su gaza bombardamenti israeliani a gaza - 1forno preso d'assalto a gaza

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...