matteo piantedosi giovanni melillo maurizio gasparri

CHE GAZA-RRA INTORNO A MELILLO! – PIANTEDOSI DIFENDE IL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA, CRITICATO DAL FORZISTA GASPARRI PER LA NOTA SULL’ARRESTO DEI MEMBRI DELLA CELLULA ITALIANA DI HAMAS, IN CUI SOTTOLINEA COMUNQUE “I CRIMINI COMMESSI AI DANNI DEI PALESTINESE DAL GOVERNO DI ISRAELE”. IL MINISTRO:  “INTERPRETO POSITIVAMENTE LE PAROLE DEL MAGISTRATO” – DIETRO L’ATTACCO DI GASPARRI C’È ANCHE IL RETROPENSIERO CHE MELILLO VOGLIA SCENDERE IN POLITICA UNA VOLTA TERMINATO IL SUO INCARICO. MA LA TOGA NEL 2024 DISSE: “HO CHIESTO DI INTRODURRE UNA NORMA PER VIETARE CHE IL PROCURATORE NAZIONALE ASSUME INCARICHI POLITICI…”

Estratto dell’articolo di Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

giovanni melillo

Il ministro dell’Interno è convinto di aver compreso subito e in maniera corretta le parole del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, a proposito di un’indagine sui finanziamenti italiani ad Hamas che nulla toglie ai crimini di cui è accusato il governo israeliano nelle sua risposta alla strage del 7 ottobre 2023.

 

«Io le interpreto positivamente», ha detto Matteo Piantedosi in un’intervista al Tg5, perché di fronte a chi «in questi mesi ha ritenuto che si potesse giustificare tutto in considerazione delle critiche legittime» rivolte a Tel Aviv, la precisazione del magistrato dimostra che «al di là della posizione del governo di Israele», i fatti per cui sono scattati gli arresti in Italia «costituivano attività terroristiche».

 

carlo nordio matteo piantedosi giorgia meloni – foto lapresse

Tanto basta al procuratore nazionale Giovanni Melillo, e al capo della Procura di Genova Nicola Piacente che con lui ha sottoscritto il comunicato finito sotto accusa, per sentirsi tranquilli: chi voleva capire ha capito. Anzi, il responsabile del Viminale ha voluto aggiungere di «annettere una certa importanza a quello che è stato detto».

 

E pazienza se la postilla al disvelamento di un’inchiesta ad alto rischio di politicizzazione — voluta per spiegare che «i fatti emersi non possono in alcun modo togliere rilievo ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese successivamente al 7 ottobre 2023 nel corso delle operazioni militari intraprese dal Governo di Israele, per i quali si attende il giudizio da parte della Corte Penale Internazionale» — hanno sollevato la reazione del capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri; il quale s’è detto «incredulo» e «sconcertato» dallo «spettacolo» di un «procuratore nazionale che emette giudizi politici su Israele, la Palestina e il Medio Oriente che competono ad altri ambiti».

 

Giovanni Melillo

Perché Melillo non ha espresso giudizi politici, bensì ha ricordato l’indagine in corso da parte della Corte dell’Aia svolta «in conformità allo Statuto di Roma, ratificato da 125 Stati fra i quali, in un ruolo di impulso e sostegno, l’Italia».

 

Puntualizzazione che — forse perché evocativa del «caso Almasri» nel quale il governo italiano ha rilasciato e riaccompagnato a casa un ricercato della stessa Cpi — ha fatto scattare la dura reazione del dirigente forzista. Ma il procuratore nazionale l’ha considerata equilibrata e opportuna, oltre che «ovvia».

 

maurizio gasparri (4)

Tanto più al termine di un lavoro durato anni, durante i quali gli investigatori e gli inquirenti italiani hanno valutato e valorizzato le informazioni giunte da Israele mediante regolari rogatorie, da cui sono scaturiti gli indizi che hanno portato agli arresti.

 

E con un ulteriore specificazione: le accuse contro il governo di Tel Aviv «non possono giustificare gli atti di terrorismo (compresi quelli del 7 ottobre 2023) compiuti da Hamas e dalle organizzazioni terroristiche collegate ai danni della popolazione civile, né costituirne una circostanza attenuante».

 

Nemmeno questo è un giudizio politico, ma l’esito delle pronunce della Cassazione, secondo la quale «costituiscono atto terroristico le condotte violente rivolte contro la popolazione civile, pur se commesse nel contesto di conflitti armati e in territori che, in base al diritto internazionale, devono ritenersi illegittimamente occupati».

 

[…]  Ma evidentemente la replica di Gasparri e di chi la pensa come lui è figlia di un retropensiero: dei cinque procuratori nazionali che si sono succeduti dal 1992 a oggi, gli ultimi tre — una volta terminato l’incarico — si sono candidati al Parlamento nazionale o europeo con il centrosinistra. «Melillo vuole forse imitarli cominciando a esercitare una funzione politica mentre è ancora in servizio?», si chiede polemico l’esponente forzista.

 

Giovanni Melillo Fabio Pinelli - foto lapresse

Pure su questo punto, però, il magistrato ha già risposto. Con largo anticipo. Intervistato in pubblico da un giornalista de Il Foglio nel giugno 2024, [...] rivelò: «Lo scorso anno ho chiesto all’Ufficio legislativo del ministro della Giustizia di inserire da qualche parte una disposizione che faccia divieto di eleggere il procuratore nazionale, e introduca il divieto ad assumere incarichi di governo. Capisco che il mio impegno personale a non farlo non basterebbe a fugare i dubbi, ma non spetta a me introdurre questa norma». Spetterebbe al governo, o a singoli parlamentari. Compreso il senatore Gasparri.

MATTEO PIANTEDOSI ALLA FESTA DEL FOGLIO giovanni melillo 1

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