GENOC-ISIS - OBAMA USA LA PAROLA “GENOCIDIO” PER LE AZIONI DEI JIHADISTI - DOPO LE MINACCE DELL'ISIS ALL’ITALIA, RENZI SPEDISCE MINNITI IN EGITTO: “AUMENTATE GLI SFORZI”

Alberto Flores D’Arcais per “la Repubblica

 

soldati siriani uccisi dalla folla a raqqa 2soldati siriani uccisi dalla folla a raqqa 2

Le armi da sole non bastano, per sconfiggere il terrorismo islamico occorre prima di tutto che i diritti umani vengano rispettati, che ci sia tolleranza religiosa e che le vie del dialogo vengano tenute aperte. Al vertice mondiale sull’antiestremismo (che a Washington vede riuniti leader politici, autorità religiose e Ong di sessantacinque paesi) Barack Obama sottolinea come la mancanza di libertà fondamentali (unita a una drammatica povertà) siano un facile terreno di coltura per le violenze più estreme.

 

«Quando le persone vengono oppresse, quando i diritti umani vengono negati, quando il dissenso viene azzittito con ogni mezzo, si crea inevitabilmente un ambiente che i terroristi possono sfruttare al meglio», dice il presidente Usa in un appello rivolto al mondo — ma che ha come primi destinatari i paesi arabi e musulmani — perché in ogni parte del pianeta ci siano «libere elezioni, giudici indipendenti, libertà di parola e religione certezza delle leggi».

 

mogherini obama renzimogherini obama renzi

Bacchetta anche l’Europa Obama, quando ricorda che gli Stati Uniti hanno qualcosa che il Vecchio Continente non ha (una “lunga tradizione” nell’accoglienza degli immigranti) e come anche i musulmani negli States trovino una casa, un lavoro e leggi che li rendono uguali agli altri, ma punto centrale resta la sfida contro “l’ideologia deformata” dei gruppi del terrore “che usano l’Islam” per giustificare la violenza (il presidente Usa non esita a definire “genocidio” le azioni dell’Isis e di gruppi come Al Qaeda e Boko Haram): «Questi terroristi sono alla disperata ricerca di legittimità, tutti noi dobbiamo rifiutare la nozione che lo Stato Islamico rappresenti l’Islam. Questa non è una guerra dell’Occidente contro l’Islam, non è uno scontro tra civiltà. Questa è la grande menzogna dei terroristi che non hanno diritto di parlare a nome di un miliardo di musulmani».

matteo renzi vladimir putin matteo renzi vladimir putin

 

Mentre Obama parla, la diplomazia lavora dietro le quinte nel tentativo di trovare una soluzione a quanto accade in Libia (oltre che in Siria e Iraq). Il Segretario di Stato John Kerry incontra (alla presenza di Ban Ki-moon) il ministro degli Esteri “europeo” Federica Mogherini e quello egiziano Sameh Shoukri. L’Egitto ha presentato alle Nazioni Unite una bozza di risoluzione che prevede anche l’uso della forza militare, ma gli Stati Uniti e i principali paesi europei restano al momento freddi. Qualcosa dovranno però decidere (e anche in tempi brevi) perché sul terreno la situazione diventa ogni giorno più complicata.

ABBRACCIO BOSCHI MINNITIABBRACCIO BOSCHI MINNITI

 

Le nuove minacce dell’iS all’Italia vengono prese molto seriamente e ieri Marco Minniti (sottosegretario con delega ai Servizi) è stato inviato al Cairo dal premier italiano per portagli una lettera, in cui gli chiede di aumentare gli sforzi per aiutare il dialogo tra le fazioni in Libia.

Marco Minniti Marco Minniti

 

L’intelligence italiana ha da sempre un occhio attento a quanto accade in quel Paese e anche dopo la caduta di Gheddafi ha mantenuto i contatti con le diverse milizie in lotta tra di loro e con i due governi (quello riconosciuto internazionalmente di Tobruk, sostenuto dal Cairo e quello islamico di Tripoli). Lo stesso Renzi ha poi in programma un viaggio a Mosca il prossimo mese per cercare di coinvolgere la Russia di Putin nella coalizione internazionale che combatte i terroristi dello Stato Islamico.

 

Il vero problema restano i paesi arabi e quelli che sono accusati di finanziare (più o meno direttamente) i terroristi. Accuse che adesso l’Egitto rende pubbliche, chiamando in causa il Qatar. Il paese del Golfo ha subito richiamato il proprio ambasciatore al Cairo e ha ottenuto il pubblico appoggio di Arabia Saudita e degli altri emirati, ma che dietro i successi dello Stato Islamico ci sia anche una “guerra” intermusulmana sembra ormai un fatto acclarato. Usa ed Europa dovranno tenerne conto.

mohamed elomar australiano che si e unito all isismohamed elomar australiano che si e unito all isis

 

 

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