GIORGETTI S’È TOLTO IL SASSOLINO DALLA CIAVATTA – IL MINISTRO DELL’ECONOMIA ALLA CAMERA HA MANDATO UNA FRECCIATINA CRIPTICA A MATTEO SALVINI, CON UN GIRO DI PAROLE SUL PRESTITO SAFE PER LA DIFESA: “NON ESISTE LA VERITÀ ASSOLUTA SULLA CONVENIENZA COMPLESSIVA. AD OGGI L’INTERESSE È VANTAGGIOSO, PECCATO CHE LA STRUTTURA DEL PRESTITO È LEGGERMENTE DIVERSA” – UN’APERTURA PARZIALE CHE CONTRADDICE LA LINEA SALVINIANA CONTRARISSIMA AL “SAFE”. TANTO CHE OGGI IL NO-EURO CLAUDIO BORGHI S’È IMPUNTATO E HA CHIESTO (E OTTENUTO) UNA MODIFICA ALLA RISOLUZIONE
Ue: Giorgetti, finanziamento Safe sara' valutato su convenienza complessiva
giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - "Per quanto riguarda Safe, non esiste la verità assoluta rispetto alla convenienza in termini economici e finanziari. Se faccio la fotografia ad oggi sicuramente l’interesse offerto da Safe è un interesse vantaggioso rispetto a quello che offre un titolo di stato, peccato che la struttura del prestito Safe è leggermente diversa e non è paragonabile a nessun tipo di titolo di stato oggi disponibile e quindi la fonte di finanziamento Safe verrà valutata, come chiede opportunamente la risoluzione di maggioranza, rispetto alla convenienza complessiva".
Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in sede di replica nell’Aula del Senato sull’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale (Nec). "Un dato di fatto è certo - ha ricordato - Safe ha originato anche dei progetti di investimento comuni con altri paesi europei da parte dei cosiddetti campioni nazionali dell'industria della difesa e di questo noi non possiamo ignorare l’esistenza".
BORGHI, LEGA HA CHIESTO CAMBIO RISOLUZIONE NON PER CAPRICCIO, RICHIAMO A COSTITUZIONE
(ANSA) - "Apprezzo molto la citazione che ha fatto, prima, di due articoli della Costituzione: il 52 che va assieme all'11, perché in condizioni di difficoltà come quelle in cui ci troviamo, un faro lo si trova nella Costituzione.
Quando a volte la Lega chiede cambiamenti di risoluzioni, come è successo anche per l'Ucraina, e di mettere l'accento sulla difesa non è un capriccio, ma lo fa per richiamare i principi costituzionali. Non si tratta solo di clausole di stile o cambiamenti per il gusto di far vedere che ci siamo, ma danno il senso di un'impostazione precisa".
MATTEO SALVINI E CLAUDIO BORGHI
L'ha detto il senatore della Lega, Claudio Borghi intervenendo in Aula sulle comunicazioni del ministro Giorgetti sulla clausola di salvaguardia nazionale e annunciando il voto favorevole "dopo il cambiamento ottenuto" sulla risoluzione di maggioranza, ha precisato. Poi ha ribadito la posizione del suo partito per cui ha chiesto una correzione del testo sostenendo che, nella prima versione, si dava quasi per scontata la convenienza del fondo Safe.
E sempre sulla difesa, Borghi ha ribadito: "La Lega non vuole fare la guerra con nessuno, vuole difendere il terreno da ogni tipo di invasione e l'invasione di cui forse ora bisogna avere più paura non è da parte di qualche superpotenza estera ma probabilmente da territori più vicini che ambiscono ad avere il nostro tenore di vita, le nostre case, la nostra società e dobbiamo essere pronti a difenderci".

