giorgia meloni crisi economia

GIORGIA, DIETRO I PROCLAMI C’È IL PAESE REALE CHE ARRANCA – DOPO I PRIMI MILLE GIORNI DI GOVERNO LA FIDUCIA IN MELONI SI ATTESA TRA IL 34% E IL 36%, IN CALO RISPETTO AL 40% DI INIZIO LEGISLATURA. MA I DATI CHE DOVREBBERO FAR RISVEGLIARE LA DUCETTA DAL SUO MONDO FATATO SONO QUELLI SULL’ECONOMIA – ALESSANDRA GHISLERI: “GLI ITALIANI SENTONO FORTEMENTE IL PESO DELL'INFLAZIONE E L'INCERTEZZA SULLA SOSTENIBILITÀ DEI PROPRI CONTI (38%), LA DIFFICOLTÀ D'ACCESSO AI SERVIZI SANITARI (33%), IL CARICO DELLE TASSE CHE SOFFOCANO I PORTAFOGLI (26%), IL DELICATO TEMA DEL LAVORO E LA STAGNAZIONE DEI SALARI (23%). SE IL CONSENSO POLITICO REGGE, I DATI ECONOMICI E SOCIALI RACCONTANO UN'ALTRA STORIA...

Estratto dell’articolo di Alessandra Ghisleri per “La Stampa”

 

GIORGIA MELONI FOTO LAPRESSE

Il 17 luglio 2025 ha segnato il traguardo dei primi mille giorni di governo per Giorgia Meloni. Un periodo che, contro ogni previsione legata alla tradizione politica italiana, ha visto un aumento costante del consenso per la premier e per il suo partito, Fratelli d'Italia.

 

Dalle elezioni politiche del 2022, il partito della presidente del Consiglio ha guadagnato quasi tre punti percentuali, raggiungendo il 28,81% alle elezioni europee del 2024 e sfiorando il tetto del 30% nei sondaggi estivi più recenti.

 

sondaggio only number dopo mille giorni di governo meloni - la stampa

[...] Nonostante scandali, tensioni interne e difficoltà socioeconomiche, Meloni è riuscita a mantenere una narrativa coerente, consolidando un'immagine di leader moderna, pragmatica, autonoma, capace di reggere il confronto tanto in ambito nazionale quanto europeo.

 

Non sono mancati gli scossoni e le gaffe: dalle polemiche su Delmastro e Donzelli, alle infelici formulazioni di Lollobrigida, al caso Almasri, fino alle frizioni con Crosetto, Urso, Sangiuliano e alle inchieste su Santanchè: ogni episodio ha messo alla prova la tenuta dell'esecutivo. [...]

 

sondaggio only number dopo mille giorni di governo meloni - la stampa

Ad oggi, la fiducia in Giorgia Meloni si attesta tra il 34% e il 36%, secondo i sondaggi di Only Numbers, un valore stabile rispetto all'inizio del 2023, sebbene inferiore ai picchi di oltre il 40% raggiunti nell'autunno post-elettorale del 2022.

 

Un elemento chiave è la capacità della premier di distinguersi dal suo stesso governo: tra i suoi sostenitori è ancora chiamata "Giorgia" con una familiarità che pochi leader italiani possono vantare. Questo le ha permesso di capitalizzare politicamente anche gli attacchi, trasformandoli in momenti di solidarietà interna al fronte di centrodestra.

 

Il vantaggio di Fratelli d'Italia e della coalizione di centrodestra è anche frutto della debolezza strutturale dell'opposizione, incapace, finora, di presentare una proposta politica unitaria. Le divisioni su temi chiave come immigrazione, sicurezza, lavoro e diritti civili hanno reso il centrosinistra poco incisivo.

 

salari in italia

Emblematici i casi delle inchieste di Milano e di Pesaro, dove gli ultimi eventi hanno confermato la frammentazione e la disconnessione tra i partiti progressisti e l'elettorato.

 

Se il consenso politico regge, i dati economici e sociali raccontano un'altra storia. I dati ufficiali mostrano che nel 2024 il numero di italiani a rischio povertà o esclusione sociale è aumentato di 133 mila unità, raggiungendo i 13,5 milioni.

 

Il quadro complessivo evidenziato dal Rapporto Istat 2025 segnala oltre 5,6 milioni di persone in povertà assoluta (il 9,7% della popolazione) e mostra un aumento del rischio di indigenza o esclusione sociale, che colpisce oltre il 23% della popolazione, con un impatto particolarmente severo sulle famiglie con figli minori, lavoratori precari e pensionati.

 

INFLAZIONE

Gli italiani sentono fortemente il peso dell'inflazione e l'incertezza sulla sostenibilità dei propri conti (38%), la difficoltà d'accesso ai servizi sanitari (33%), il carico delle tasse che soffocano i portafogli (26%), il delicato tema del lavoro e la stagnazione dei salari (23%), L'evasione fiscale (20%), la sicurezza del cittadino messa a dura prova in molte città (19%).

 

Mentre il governo rivendica una maggiore stabilità politica e finanziaria, l'incremento dell'occupazione stabile e una politica estera pragmatica - come sottolineato dalla stessa Premier all'evento della Cisl -, la quotidianità delle famiglie italiane appare ben più complessa.

 

LISTE D ATTESA - SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO

La demografia continua a calare, nonostante gli incentivi alle famiglie; i fondi del Pnrr procedono a rilento; e molte riforme strutturali sono ancora sulla carta.

 

Il Paese si ritrova quindi spaccato tra due narrazioni: quella ottimista del governo e quella critica dell'opposizione, ma nel mezzo, come spesso accade, ci sono i cittadini che si sentono incompresi e poco rappresentati nelle loro istanze.

 

Le istituzioni si parlano addosso, mentre la gente vive ogni giorno tra bollette da pagare, problemi nella sanità, difficoltà nel lavoro e nella scuola, immersa in una realtà fatta di compromessi, rinunce e silenzi. I primi mille giorni del governo Meloni sono stati segnati da un consolidamento del potere, una comunicazione efficace, e da una resilienza politica non scontata.

 

VIGNETTA ELLEKAPPA - GIORGIA MELONI E I PIENI POTERI

Tuttavia sullo sfondo resta un'Italia che chiede risposte concrete, non slogan, e che guarda al futuro con crescente preoccupazione. Il vero banco di prova, ora, sarà la capacità del governo di trasformare il consenso in risultati tangibili. Perché il tempo della narrazione sta per finire e inizia quello del rendiconto.

LISTE D ATTESA - SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO

Ultimi Dagoreport

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)