giorgia meloni elisabetta belloni mario parente giovanni caravelli

GIORGIA DOPPI SERVIZI – ANCHE SUGLI 007 A VINCERE E' STATO IL PARTITO DI CASA MELONI: SALVINI E TAJANI SONO STATI AVVERTITI A COSE FATTE DEL SILURAMENTO DEI DUE VICEDIRETTORI DELL'AISE E DELL'ENNESIMA RICONFERMA DI MARIO PARENTE (LO VOLLE RENZI ALL'AISI NEL 2014) - AL POSTO DI MASSAGLI E DELLA VOLPE ARRIVANO CARLO ZONTILLI, INDICATO DA CARAVELLI, E NICOLA BOERI, VOLUTO DALLA BELLONI CHE ORMAI HA STABILITO UN RAPPORTO CONSOLIDATO CON LA DUCETTA...

giorgia e arianna meloni

Estratto dell’articolo di Valerio Valentini per “il Foglio”

 

[…] Al dunque, anche sui servizi segreti, a vincere è stato il partito di casa Meloni. E il colmo è che, per un esecutivo che rivendica il primato della politica, che predica le virtù dello spoils system, la stella polare è stata, di nuovo, la continuità.

 

[…] Il metodo consiste nel conciliabolo formato famiglia, […] quadrilatero impenetrabile a qualsiasi intrusione […]. C’è la premier, e ci sta. C’è sua sorella Arianna, consigliera immancabile, sempre più presente, e con lei c’è ovviamente suo marito, che è anche ministro e capo delegazione, insomma l’ubiquo Francesco Lollobrigida.  E c’è, unico ospite fisso in questa tavolata di congiunti, Giovanbattista Fazzolari, affetto stabile.

 

giovanbattista fazzolari giorgia meloni al senato

Perfino Alfredo Mantovano, che pure ha la delega all’intelligence e la esercita con scrupolo, nelle ore più importanti, quelle delle scelte irrevocabili, è rimasto tagliato fuori. Matteo Salvini e Antonio Tajani sono stati avvertiti mercoledì mattina, a cose fatte. Ai diretti interessati, cioè i due vicedirettori dell’Aise, la notizia del loro siluramento è stata comunicata poco dopo […]. E però, se la decisione ha generato malumori anche negli interna corporis di FdI è perché, al di là del metodo, c’è una strategia.

 

MARIO PARENTE AISI

Adolfo Urso e Guido Crosetto, che da sempre sono i titolari del dossier, alla vigilia dell’avventura del governo, raccomandavano la necessità di un certo rinnovamento nei servizi. Non il machete, […] ma un riassetto, ecco, questo sì. Che sembrava dovesse passare per l’avvicendamento di almeno uno dei tre vertici dell’intelligence.

 

Che non toccasse a Mario Parente, però, cedere il passo, s’è capito subito, a dispetto di un mandato assai longevo: a capo dell’Aisi, il servizio segreto interno, lo volle Matteo Renzi, nel 2014. Un’èra politica fa. E l’Aise? Certo, anche Giovanni Caravelli, quando fu riconfermato da Mario Draghi per altri quattro anni, […] ricevette alcune critiche dai sovranisti. La sua rimozione in corso d’opera pareva un affronto, ma c’era chi la suggeriva. E invece, al dunque, è successo l’opposto.

caravelli

 

E’ successo, cioè, che a essere rimossi sono stati i suoi due vice. E se Carlo Massagli, ammiraglio tarantino, già consigliere militare di Conte, era ormai in età pensionabile, per Luigi Della Volpe, generale della Guardia di Finanza ancora in ascesa, il mancato rinnovo è stato una mezza sorpresa. E del resto, anche i nuovi scelti dicono qualcosa degli equilibri che si vanno definendo.

Carlo Zontilli

 

Carlo Zontilli, generale dell’Esercito come Caravelli, come Caravelli già ai vertici dell’artiglieria contraerea, sembra insomma l’erede che il direttore ha designato in vista della sua scadenza nel 2026. L’altro è Nicola Boeri, filiera dalemiana e poi lettiana, che in quella fumosa lottizzazione che investe l’intelligence, prende la casella concessa all’opposizione; ma che, soprattutto, ha ricevuto la benedizione fondamentale di Elisabetta Belloni, la capa del Dis. Il che, dunque, ribadisce il rapporto assai solido che s’è andato creando, e non da oggi, tra la premier e l’ambasciatrice che guida Piazza Dante. Preludio a una prosecuzione di Belloni nel suo mandato.

 

elisabetta belloni foto di bacco (4)

[…] E se davvero, come sembra, l’ipotesi di una proroga ad hoc del mandato di Giuseppe Zafarana alla guida della Guardia di Finanza è contemplata da un pezzo di governo, questa strategia della prudenza potrebbe perfino diventare clamorosa. Anche perché, nel frattempo, nel quadrilatero di casa Meloni si va rafforzando l’idea che come ad di Leonardo, a primavera, vada nominato Roberto Cingolani, il più draghiano dei ministri a cui la premier si è già affidata come consulente […].

massagli mario parenteCARLO MASSAGLI GIUSEPPE CONTE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…