olaf scholz emmanuel macron giorgia meloni

“SONO VENUTI A TRAMARE A CASA MIA MA L’ITALIA AVRÀ QUEL CHE LE SPETTA” – GIORGIA MELONI È INCAZZATA COME UNA BISCIA PER IL TRATTAMENTO RICEVUTO DA MACRON E SCHOLZ, CHE L’HANNO MESSA ALL’ANGOLO BOLLANDOLA COME LEADER DI “ESTREMA DESTRA” E PUNTANO A ESCLUDERLA DALLA MAGGIORANZA IN EUROPA. LA DUCETTA, CHE MEDITA IL PIANO B DI COLLOCARSI ALL’OPPOSIZIONE CON MARINE LE PEN (MA NON CONTEREBBE UN CAZZO), DEVE DECIDERE COME MUOVERSI. L’OBIETTIVO È OTTENERE ALMENO UN COMMISSARIO DI PESO, MAGARI “IDENTITARIO” COME I MIGRANTI O LA CONCORRENZA (IMPOSSIBILE, VISTI I DOSSIER BALNEARI, TAXI E PROCEDURE D’INFRAZIONE)

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco e Emanuele Lauria per “la Repubblica”

 

giorgia meloni balla la pizzica al g7 di borgo egnazia 1

«Se pensano di isolarmi, sbagliano di grosso». Sabato pomeriggio, piscina di Borgo Egnazia. Giorgia Meloni, nel momento di riposo ritagliato fra la fine del G7 e la conferenza di pace di Lucerna, è contrariata. Di più: chi l’ha sentita, dice di avere colto un’autentica furia.

 

La premier ha preso come un’offesa le parole di Olaf Scholz che l’hanno collocata senza mezzi termini «all’estrema destra dello spettro politico» e fuori da qualsiasi alleanza per il governo dell’Europa. Un risentimento […] amplificato dal fatto che il cancelliere tedesco ha sferrato il suo attacco ancora sotto gli ulivi pugliesi, senza neppure attendere di tornare in patria. «Sono venuti a tramare a casa mia ma l’Italia, a Bruxelles, avrà quel che le spetta», ripete la prima ministra ai suoi pontieri europei alla vigilia della cena dei 27 capi di governo nella capitale belga.

 

GIORGIA MELONI - URSULA VON DER LEYEN - OLAF SCHOLZ - G7 BORGO EGNAZIA

Nel mirino di Meloni c’è Scholz ma anche Emmanuel Macron, che durante il vertice non ha mancato di far notare le proprie distanze […] in tema di diritti, cominciando a scavare il fossato. Insieme, Scholz e Macron si sono riuniti con Ursula Von der Leyen, proprio a Borgo Egnazia. Altro dettaglio urticante, per la presidente del Consiglio.

 

Macron, Scholz: è stato il colpo d’ala delle “anatre zoppe”, di partner frettolosamente ritenuti fiaccati dal vento di destra spirato nelle urne. Ma capaci di macchiare, se non di rovinare, il G7. In grado di spingerla di nuovo verso l’irrilevanza.

 

MEME SU EMMANUEL MACRON E GIORGIA MELONI AL G7 DI BORGO EGNAZIA, IN PUGLIA

Meloni non ci sta. […] in Svizzera ha parlato a lungo con  […] Antonio Tajani. A lui ha detto che la maggioranza-fotocopia della precedente, dai popolari ai verdi, non garantisce a Ursula von der Leyen la matematica certezza della rielezione in Parlamento. È convinta che a Ursula servano anche i voti di FdI per liberarsi dal rischio dei franchi tiratori.

 

Ma a questo punto Meloni è davanti a un bivio. Cosa farà stasera a Bruxelles? Tenterà di aggregarsi a una coalizione Ursula, pur di strappare qualche casella di peso, oppure cederà a un azzardo sovranista, salto nel buio, sfida a Bruxelles e Washington?

 

URSULA VON DER LEYEN - GIORGIA MELONI - OLAF SCHOLZ

Deve decidere come muoversi, come gestire il veto esplicito dei socialisti e liberali sul suo nome. Deve valutare se mettersi di traverso, rallentando un accordo lampo su von der Leyen, oppure dare il via libera — nonostante gli europeisti non la vogliano come alleata — alzando il prezzo delle richieste italiane.

 

La situazione ideale, in realtà, sarebbe questa: Macron o settori del Ppe che prendono tempo, facendo slittare le scelte sui top jobs a dopo le legislative francesi. In quel caso, la premier avrebbe il vantaggio tattico di poter eventualmente sfruttare una vittoria di Marine Le Pen […] per favorire soluzioni diverse alla guida della Commissione, a partire da Antonio Tajani. Se invece il francese dovesse prevalere, come sembra, allora chiederebbe un buon portafoglio in cambio di un accordo su Ursula. Quale? Uno non solo di peso, ma soprattutto “identitario”.

 

giorgia meloni balla la pizzica al g7 di borgo egnazia 3

La prima opzione sarebbe quella di entrare nel gioco delle alte cariche, reclamando l’Alto commissariato per la politica estera. Che, però, al momento sembra opzionato dai liberali. E dunque la premier potrebbe pretendere un commissario ad hoc per i flussi migratori. Vorrebbe affidarlo a Elisabetta Belloni […]. Da creare per l’occasione. L’alternativa è quella di ottenere almeno gli Affari interni, che comunque gestisce quel capitolo tanto caro a Palazzo Chigi.

 

Il problema è che von der Leyen faticherebbe molto a convincere i socialisti ad assegnare una poltrona così delicata e politicamente sensibile e caratterizzata a un governo di “estrema destra”, come l’ha bollato Scholz. Piano B: un commissario influente sul fronte economico.

 

daniele franco foto di bacco

Un nome in pole è sempre quello di Raffaele Fitto, ma è possibile mandarlo a Bruxelles rinunciando al suo contributo da ministro sul Pnrr? Difficile, anche se l’ipotesi resta sul tavolo. L’altro sogno è la Concorrenza, decisiva per le procedure di infrazione, a partire dai balneari. Ma è complesso immaginare che l’Europa consegni questo dossier a Roma. Più facile che conceda il mercato interno, da affidare a un profilo tecnico. Si è parlato dell’ex ministro Daniele Franco (che era il candidato di Roma per la Bei), ma qualche possibilità in più l’avrebbe Roberto Cingolani, che dovrebbe però lasciare la guida di Leonardo. E si torna al punto di partenza: senza questo scalpo, può Meloni regalare il proprio consenso a Ursula?

giorgia meloni olaf scholz joe biden justin trudeau g7 borgo egnazia meloni scholzcharles michel giorgia meloni rishi sunak fumio kishida olaf scholz g7 borgo egnaziagiorgia meloni guarda in cagnesco emmanuel macron g7 2giorgia meloni guarda in cagnesco emmanuel macron g7 3g7 borgo egnazia i leader osservano il lancio dei paracadutisti andrea giambruno giorgia meloni - meme by emiliano carli giorgia meloni balla la pizzica al g7 di borgo egnazia 6

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”