IL GIRO DEL MONDO IN TRE ELEZIONI – IN GIAPPONE LA PREMIER NAZIONALISTA SANAE TAKAICHI OTTIENE UNA VITTORIA A VALANGA: IL PARTITO LIBERAL-DEMOCRATICO CONQUISTA 31 SEGGI SU 465, SUPERANDO LA SOGLIA DEI DUE TERZI CHE LE PERMETTERÀ DI CAMBIARE LA COSTITUZIONE – IN PORTOGALLO REGGE IL CORDONE SANITARIO ANTI-FASCISTA: IL CANDIDATO DI SINISTRA, ANTONIO JOSE SEGURO, STRACCIA IL LEADER DI ULTRADESTRA ANDRE VENTURA – IN ARAGONA SCONFITTA DEL PSOE DI SANCHEZ: I POPOLARI PRIMO PARTITO, MA LA DESTRA POST-FRANCHISTA DI VOX VOLA AL 18%
Giappone, trionfo Takaichi, il partito di governo supera la soglia dei due terzi
(ANSA) - Il Partito Liberal-democratico (Ldp) conquista la maggioranza qualificata di oltre due terzi alla Camera bassa nelle elezioni di domenica, consegnando di fatto alla premier Sanae Takaichi un mandato storico per accelerare la sua agenda conservatrice.
Dai 198 seggi precedenti, i liberaldemocratici sono balzati a 315 sui 465 dell'aula più influente del Parlamento, superando ampiamente la soglia dei 310 necessari per avviare modifiche costituzionali e approvare leggi che troverebbero l'opposizione del Senato, dove l'Ldp non ha la prevalenza numerica.
Dall'altra parte dello schieramento, l'Alleanza riformista centrista - nata dalla fusione tra democratici costituzionali e Komeito - ha subìto un vero e proprio tracollo passando da 167 a soli 49 seggi, spingendo i co-leader, l'ex premier Yoshihiko Noda e Tetsuo Saito a ventilare le dimissioni.
La rottura tra Ldp e la forza di ispirazione buddista, Komeito, storico alleato per 26 anni, si è rivelata un boomerang elettorale. Lo stesso partito Ishin, partner minore della coalizione, emerge indebolito nonostante la vittoria complessiva, con appena due seggi in più dai 34 precedenti, e il suo peso politico si ridurrà inevitabilmente mentre l'Ldp conquista autonomia decisionale.
Con l'inflazione persistente e un contesto geopolitico sempre più teso, Takaichi promette una politica fiscale "responsabile ma aggressiva" e un drastico potenziamento della difesa nazionale, in linea con le richieste dell'alleato statunitense. Tra i fenomeni emergenti, i populisti del Sanseito, che hanno moltiplicato i propri seggi da 2 a 15 con la retorica anti immigrazione, mentre Team Mirai - movimento pro-digitale - ha conquistato 11 seggi, debuttando in Parlamento.
L'affluenza, al 56,26%, è cresciuta di due punti rispetto al voto precedente, nonostante le difficoltà legate al maltempo estremo sull'intero versante nord occidentale del Paese, con nevicate anche nella capitale Tokyo, che hanno complicato la campagna elettorale più breve della storia giapponese.
Exit poll in Portogallo, vittoria del candidato di centrosinistra
(ANSA) - Urne chiuse in tutto il Portogallo, dove si è svolto il ballottaggio delle elezioni presidenziali. Gli exit poll elaborati dall'Università Cattolica di Lisbona per la televisione pubblica (Rtp) danno la vittoria al candidato di sinistra, António José Seguro, il cui risultato presenta una forchetta fra il 68% e il 73%. Il leader del partito di ultradestra Chega, André Ventura, si attesta fra il 28% e il 32%.
In Aragona il Pp primo ma in calo, Vox avanza e avrà più peso
(ANSA) - Le forze della destra vincono e consolidano la maggioranza nella regione spagnola dell'Aragona, anche se gli equilibri interni sono destinati a cambiare: pur confermandosi al primo posto, alle amministrative il Partito Popolare registra infatti un leggero calo dei consensi, perdendo circa l'1,5% dei voti e due dei 28 scranni nel Parlamento locale, mentre gli ultraconservatori di Vox spiccano il volo e raddoppiano il bottino ottenuto nella tornata precedente (2023), passando da poco più dell'11% a quasi il 18% delle preferenze, e da 7 a 14 deputati regionali. I popolari restano così lontani dalla soglia della maggioranza assoluta (34 seggi), per cui, come già nella precedente legislatura, avranno bisogno del sostegno di Vox per governare, con il partito di Santiago Abascal che esce dalla contesa elettorale in posizione chiaramente rafforzata.
SANTIAGO ABASCAL CON GIORGIA MELONI
A mostrarlo sono i dati ufficiali dello scrutinio realizzato in serata, ripresi dai media iberici, dopo la chiusura delle urne alle ore 20. Il conteggio conferma dunque quanto già emerso dagli exit poll pubblicati appena dopo lo stop alle votazioni, che già anticipavano un altro aspetto di rilevanza politica: la sconfitta del Partito Socialista (Psoe) a cui appartiene anche il leader nazionale Pedro Sanchez, che registra un calo dal 29,5% al 24,5%, nonché la perdita di 5 dei 23 scranni detenuti nella legislatura precedente.
Come sottolinea El País, si tratta di un bottino ai minimi storici per i socialisti nella regione. I risultati del voto confermano dunque l'arretramento dell'area progressista tradizionale già pronosticato dai sondaggi della vigilia, aspetto cui si aggiunge la performance negativa di Podemos, che resta fuori dal Parlamento perdendo l'unico deputato della scorsa legislatura.
A trarne vantaggio è il partito regionalista Chunta Aragonesista: i consensi per questa formazione sono infatti praticamente raddoppiati (dal 5% a quasi il 10% e da 3 a 6 seggi). Le amministrative dell'Aragona sono la seconda tappa di un lungo ciclo elettorale in Spagna, dopo le elezioni dello scorso 21 dicembre in Estremadura, e che proseguirà con in Castiglia e Leon (15 marzo) e in Andalusia (giugno). (
ANTONIO JOSE SEGURO
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