bergoglio papa giubileo roma soldi benny

LASCIATE CHE I MILIARDI VENGANO A ME – IL GIUBILEO DI BERGOGLIO VALE 11 MILIARDI DI PIL IN 5 ANNI – I PELLEGRINI PREVISTI SONO 30 MILIONI, OVVERO IL 20% IN PIÙ RISPETTO AL GIUBILEO DEL 2000 DI PAPA WOJTYLA: TROPPI SOLDI PER FARLI GESTIRE A SOTTO-MARINO

Paolo Griseri per “la Repubblica”

 

VATICANO - GIUBILEOVATICANO - GIUBILEO

Un’ opera di misericordia da 11 miliardi di euro in cinque anni. Tanto porterà il tempio ai mercanti della capitale in quello che si annuncia come il Giubileo più redditizio della storia recente. Si calcola che a partire dal prossimo 8 dicembre possano arrivare a Roma fino a 30 milioni di pellegrini. Un successo superiore a quello del Duemila, il giubileo del millennio indetto da Wojtyla e preparato con molti anni di anticipo che fece arrivare a San Pietro 25 milioni di persone da tutto il mondo.

 

Per un paradosso della storia il Giubileo della Misericorida indetto da Francesco per ricordare al mondo che esistono le periferie e la povertà, potrebbe diventare quello con l’effetto maggiore sul pil: un incremento del 2,4 per cento sul prodotto interno lordo della capitale e dello 0,7 per cento a livello nazionale. I calcoli li ha fatti a luglio l’università La Sapienza con uno studio diffuso dalla Camera di Commercio di Roma.

 

papa bergoglio dall ottico  8papa bergoglio dall ottico 8

Ipotizzando tre scenari, tutti e tre prudenti se è vera la stima dei 30 milioni di pellegrini. L’ipotesi più pessimista è quella di un incremento di turisti intorno al 3 per cento rispetto agli anni in cui non ci sono particolari eventi religiosi nella capitale. Quella intermedia prevede un incremento del 5 per cento mentre quella ottimistica ipotizza un afflusso superiore del 7 per cento. Ciascuno degli scenari ha un impatto sul pil. La forchetta degli incrementi è tra 11 e 11,5 miliardi di euro. Ma se davvero si arriverà ai 30 milioni di pellegrini (il 20 per cento in più rispetto al 2000) l’effetto sul pil sarà certamente maggiore.

 

Quanto costerà alle casse pubbliche l’evento? Il bilancio tra le maggiori spese e le maggiori entrate fiscali sarà positivo se si verificherà lo scenario di afflussi che i professori della Sapienza definiscono ottimistico e che secondo le ipotesi del Campidoglio e delle stesse fonti vaticane sarebbe addirittura prudente.

 

I calcoli dello studio universitario suppongono che a disposizione della capitale arriveranno circa 600 milioni di euro, 588 per la precisione. Che comprendono i 200 milioni all’anno di effetti sul bilancio 2015 e 2016 del Comune di Roma derivati dalla rinegoziazione del debito pregresso. E un gettito di 100 milioni che dovrebbe arrivare dalla vendita di immobili di proprietà pubblica nella capitale. A queste somme si devono aggiungere gli 88 milioni già annunciati dalla Regione Lazio. Solo nel caso dello scenario ottimistico le entrate fiscali generate dall’arrivo dei pellegrini potrebbero superare la spesa di 588 milioni: in quel caso si potrebbero infatti generare entrate fiscali superiori ai 600 milioni di euro.

selfie con papa francesco bergoglioselfie con papa francesco bergoglio

 

Ma che cosa fa ritenere che il Giubileo del 2015 sarà più partecipato di quello del millennio? Il primo elemento che gioca a favore è la dimensione dei popoli di riferimento. Perché la differenza non la fanno gli italiani e l’Europa occidentale ma il derby tra i cattolici dei paesi dell’Est che sentivano il richiamo del papa polacco e i pellegrini dell’America Latina che arriveranno a Roma per vedere il papa argentino.

 

Il secondo elemento è la riduzione dei prezzi per i viaggi aerei che si è realizzata negli ultimi 15 anni.

 

In Campidoglio il vicesindaco Marco Causi è ottimista sul numero dei pellegrini che arriveranno: «Abbiamo ragione di ritenere che lo studio della Sapienza sia prudente e che arriveranno più pellegrini di quelli previsti negli scenari della ricerca ». Il numero due del Comune di Roma spiega che l’effetto papa Francesco potrebbe giocare in due sensi opposti. La grande popolarità di Bergoglio potrebbe attirare a Roma moltissimi pellegrini ma la scelta del pontefice di consentire la celebrazione del Giubileo nelle diocesi del mondo potrebbe diminuire il flusso dei pellegrini a San Pietro.

 

Papa Francesco saluta a Betlemme Papa Francesco saluta a Betlemme

Purtroppo per le casse della capitale anche le previsioni di spesa sono limitate: «Non credo che avremo a disposizione tutti i soldi che ipotizza la ricerca», ammette Causi. Che paventa addirittura un taglio di più della metà: «Temo che non avremo a disposizione più di 150 milioni se la trattativa con il governo che sto conducendo in via riservata sortirà i risultati sperati. Per ora — aggiunge il vicesindaco — abbiamo a disposizione 50 milioni che utilizzeremo per le manutenzioni».

 

Ci sono eventi in calendario che faranno registrare certamente il picco di presenze di pellegrini. Il 16 febbraio, mercoledì delle Ceneri, verrà esposto in san Pietro il corpo di Padre Pio. Il 4 settembre ci sarà la giornata dedicata alla memoria di Madre Teresa di Calcutta. «In quei giorni — dice Causi — immaginiamo un afflusso turistico simile a quello della settimana delle due canonizzazioni di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII che avvenne il 27 aprile scorso. In quei giorni a Roma ci fu un aumento dei flussi turistici del 18 per cento».

Papa Francesco pensieroso in elicottero Papa Francesco pensieroso in elicottero

 

Quel che conta, fanno notare in Campidoglio, è anche l’aspettativa che il Giubileo straordinario può generare nelle imprese. Nello studio della Sapienza è previsto che l’evento possa portare tra i 4.300 e i 5.300 posti di lavoro in più. I primi segnali di una ripresa legata al Giubileo ci sarebbero già. Domani la Camera di Commercio della capitale dovrebbe presentare uno studio che segnala un aumento degli investimenti delle imprese romane nel mese di settembre, un aumento superiore alla media nazionale.

 

IGNAZIO MARINO E PAPA BERGOGLIO IGNAZIO MARINO E PAPA BERGOGLIO

A giocare contro gli effetti positivi sul pil c’è invece il carattere stesso del Giubileo della misericordia, il low profile che è insito nel dna della proposta di Francesco. È questa, in realtà, la vera incognita che rende difficili le previsioni. Soprattutto perché nella capitale è collaudata una rete di accoglienza nelle strutture degli istituti religiosi che sottrae al sistema alberghiero tradizionale un buon numero di pellegrini. Nonostante quella rete però, fanno notare in Campidoglio, lo scorso aprile l’aumento di presenze del 18 per cento si è registrato proprio in alberghi e ostelli pubblici.

 

PADRE PIO SAN GIOVANNI ROTONDO PADRE PIO SAN GIOVANNI ROTONDO

È un fatto che, se verranno rispettate le previsioni più ottimistiche, nel biennio 2015-2016 Expo e Giubileo potrebbero portare in Italia un flusso straordinario tra i 30 e i 50 milioni di turisti, un contributo notevole all’economia nazionale. Ma anche in questo caso, oltre alle cifre e agli effetti economici, il vero bilancio potrebbe essere legato al volto che l’Italia offre di sé in questi mesi.

 

MADRE TERESA DI CALCUTTA MADRE TERESA DI CALCUTTA

Marco Causi non nasconde che «un successo del Giubileo finirebbe per rimettere Roma al centro del mondo», rafforzando le relazioni della capitale in un momento non facile per la sua immagine internazionale. È evidente che l’avvenimento sarà anche l’ultimo banco di prova per un’amministrazione oggi al centro di polemiche proprio per la sua capacità di governare la città.

 

Beatificazione Giovanni Paolo II Beatificazione Giovanni Paolo II

Anche in questo caso, oltre al sentimento ci sono i numeri a sostenere l’analisi. L’effetto maggiore del Giubileo non si avrà nei primi mesi del 2016 ma tra la fine del prossimo anno e l’inizio del 2017: il picco di incremento dell’occupazione, sostiene la ricerca della Sapienza, è previsto per i primi mesi dell’anno successivo alla chiusura del Giubileo. Questo perché si immagina che l’evento possa avere un effetto di trascinamento sull’economia della capitale che durerà fino al 2020. I calcoli esatti sul miracolo della Misericordia, naturalmente, si faranno alla fine.

 

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?