meloni giuli veneziani

DOPO OLTRE TRE ANNI DI GOVERNO, L'UNICA EGEMONIA CULTURALE MESSA IN CAMPO DA GIORGIA MELONI E' LA "BILE NERA", GIA' OLIO DI RICINO, PER CHI OSA CRITICARE I FRATELLI D'ITALIA AL POTERE - “PER ME LA QUESTIONE VENEZIANI FINISCE COSÌ”, E' IL MESSAGGINO DEL MINISTRO GIULI-VO A RONCONE CON L'INVITO VELENOSO A RIPRENDERE IN MANO IL SUO LIBRO "IL PASSO DELLE OCHE" DEL 2007 - NEL LIBELLO EDITO DA EINAUDI (SIC!), L'EX CAMERATA CON L'AQUILA TATUATA SUL PETTO, MILITANTE DI ''MERIDIANO ZERO'', GRUPPUSCOLO PICCHIATORE DI ESTREMA DESTRA (1991), SVELENANDO SUI POST-MISSINI AFFAMATI DI POSTI DI POTERE, DA GIANFRANCO FINI A GIORGIA MELONI, MANGANELLAVA COSI' VENEZIANI: “RISULTA SEMPRE PIÙ AUTENTICO QUANDO SI AFFIDA ALL’INCONCLUDENZA, QUANDO NARRA DI SÉ E DEI LIBRI CHE GLI HA BRUCIATO LA MOGLIE…” - NON BASTA: SCODELLA IL RICORDO DI UNA CONVERSAZIONE NEL PERIODO IN CUI L'INTELLETTUALE FU CONSIGLIERE D’AMMINISTRAZIONE IN VIALE MAZZINI IN QUOTA AN - “TANTO IN RAI NON SI PUÒ REALIZZARE NIENTE. L’UNICO VANTAGGIO DEL MIO RUOLO È CHE HO MOLTO TEMPO A DISPOSIZIONE PER SCRIVERE LIBRI E I SOLDI PER COMPRARMI UNA CASA..."

 

Fabrizio Roncone per corriere.it - Estratti

 

giuli arianna meloni

Tanto per avviare il lavoro: spedire subito un whatsapp al ministro Alessandro Giuli. Testo: «Ciao, ministro, perdona: sto scrivendo una cosa su questa baruffa con Veneziani. Credi di dover aggiungere qualcosa?» (poche ipocrisie: il ministro è stato a lungo il condirettore del Foglio e, anche adesso, ci si continua a dare del tu).

 

Che poi baruffa, forse, nemmeno rende tanto l’idea (Marcello Veneziani è andato giù duro sul governo e dintorni, Giuli ha risposto puntuto, su La Verità — in aiuto del filosofo/giornalista/scrittore — è allora intervenuto pure Mario Giordano e insomma bum bum! in via della Scrofa si sono ritrovati con un presepe completo di ring).

 

marcello veneziani

Il fatto è che una certa nuova egemonia culturale continua ad arrancare da destra tra qualche furbizia — all’ultimo festone di Atreju: «Pasolini era dei nostri!». Ma in passato avevano arruolato pure Dante, Alan Ford e Patty Pravo — più molti frizzi e lazzi: 

(...)

Così, l’altro giorno, Veneziani se ne esce — a freddo — con un commento su La Verità . Prima, la prende larga, descrivendo con severità l’operato del governo: «Solo vaghi annunci, tanta fuffa, un po’ di retorica comiziale e qualche ipocrisia». Salva Giorgia Meloni: «C’è lei, soltanto lei, il resto è contorno e comparse».

 

Poi prosegue spietato sul concetto di «egemonia culturale»: «Non saprei indicare qualcosa di rilevante che dica al Paese: da qui è passata la destra — sovranista, nazionale, sociale, patriottica, popolare, conservatrice o che volete voi».

 

Quindi, punta Giuli: «Sul piano delle idee, della cultura e degli orientamenti pubblici e perfino televisivi, eccetto l’inchino al governo, tutto è rimasto come prima».

 

Giuli — lo avrete saputo — gli replica al volo. «Veneziani sversa su di noi bile nera di cui trabocca il suo animo colmo di cieco rimpianto…». Quindi lo punge. Succo del veleno: rimpiange di non essere al mio posto e poi ora fa il «nemichettista», ma è chiaro a tutti che spera d’essere ricompensato da Palazzo Chigi, «il nostro ex consigliere Rai in quota An, per tacer d’altro».

 

Roba forte.

alessandro giuli

 

Cosa c’è dietro?

Il tempo di rileggersi l’intervento di Giordano («Veneziani è colpevole di non aver leccato gli stivali di Giuli», che comunque gira davvero con stivali tipo Alberto Sordi nel film Il vigile .

 

«A chi il leccaculo? A noi! Anche questo, in fondo, è un segnale del decadimento della destra al potere»). Poi, il cellulare suona: Din Din! Ecco il whatsapp di Giuli (niente di riservato, posso rivelarvene il contenuto).

 

«Ciao! Ma no, per me finisce così. Però se riprendi il Passo delle oche sulla Rai di Veneziani ecc ti fai un’idea…». Bel libro, quel Passo delle oche (2007, Einaudi): un saggio caustico sulla destra italiana, da Almirante a Fini. Il racconto di come gli eredi del Msi avevano marciato dalle catacombe al potere. Con randellate sparse (La Russa definito «pittoresco scacciapensieri»).

 

marcello veneziani

Leggiamo. Pagina 101, scrive Giuli: «…Costretto dalla propria, frustrata vicenda umana a ritrarsi nel racconto delle malattie personali, Veneziani cerca a volte di colpire Fini… Di regola lo fa in nome della sua vecchia mentalità delnociana, un catto-conservatorismo appassito.

 

Ma poi risulta sempre più autentico quando si affida all’inconcludenza, quando narra di sé e dei libri che gli ha bruciato la moglie, del randagio patologico che gli impedisce di dormire per più d’una notte nello stesso posto…».

 

A pagina 116, il ricordo d’una conversazione privata di Veneziani, nel periodo in cui fu consigliere d’amministrazione in viale Mazzini: «Tanto in Rai non si può realizzare niente… L’unico vantaggio del mio ruolo è che ho molto tempo a disposizione per scrivere libri e i soldi per comprarmi una casa».

 

alessandro giuli - tatuaggio aquila fascista

Sembra di poter intuire che la zuffa nasca dentro una storia di astio sedimentato. Adesso, poi, Mario Giordano infierisce: «Giuli dimentica d’essere diventato ministro solo in virtù d’una Boccia, nel senso di Maria Rosaria, che ha tolto di mezzo Sangiuliano».

 

Tra l’altro non si sa se le sorelle Meloni, prima di arrivare a Giuli, abbiano mai chiesto a Veneziani di diventare ministro. Diciamo che la scelta, comunque, non era ampia.

 

L’establishment culturale, a destra, è risicato (a essere generosi). Quando Genny uscì — pieno di dignità, va ammesso — con lo sguardo chino e una cicatrice in testa, Pietrangelo Buttafuoco era alla Biennale di Venezia, mentre Angelo Mellone era in Rai.

 

Quanto a Giordano Bruno Guerri: era ed è considerato inaffidabile. Almeno come Veneziani. Il quale, già nel 2020, su Panorama, scrisse: «Oltre a Giorgia, cosa c’è di notevole nel suo partito? C’è una classe dirigente adeguata, a parte vecchie glorie e giovani cognati?».

alessandro giuli - tatuaggio con l aquila fascista sul petto

 

È possibile, ma improbabile, che uno così, come insinua Giuli, possa sperare di essere candidato con i Fratelli. Va detto che da tempo — oggi Veneziani ha 70 anni — sembra essere in pace con carriera e potere. «Mi sento come il fu Mattia Pascal. Mi godo la mia morte civile». Aggiunse: «La sinistra ha un’idea dell’egemonia, e sa come praticarla.

La destra ha un’idea militare».

 

Credere, obbedire, combattere. «Io sono per pensare, dubitare, dibattere».

 

Questo, naturalmente, non gli impedisce di avere in antipatia Giuli. Uno studioso di riti religiosi. Suonatore di flauto. Ex camerata di Meridiano Zero, tra gente che menava. Ex ultrà della Roma, sempre tra gente che menava. Con una laurea in Filosofia presa tardi.

 

meloni fini

E con un’aquila (si sospetta fascista) tatuata sul petto. Mentre Veneziani, che da filosofo scrive libri, sul petto porta solo i suoi adorati foulard.

 

Il racconto sarebbe finito qui.

 

Ma alle 15.58, da un numero sconosciuto, chiama una voce femminile. Farfuglia un nome, dice di sapere cose tremende di quando Veneziani era in Rai, si fa dare l’indirizzo email. «Le mando tutto».

 

alessandro giuli 34

 

Egemonia culturale del livore.

meridiano zero - reportgiorgia meloni gianfranco fini 2007 meloni fini

ALESSANDRO GIULI - IL PASSO DELLE OCHE marcello veneziani

Ultimi Dagoreport

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…