ME NE VADO ALLAH - OLTRE AGLI OCCIDENTALI CHE SI ARRUOLANO NELL’ISIS CI SONO QUELLI CHE VANNO IN CISGIORDANIA PER SCHIERARSI AL FIANCO DEI PALESTINESI CONTRO ISRAELE - NON IMBRACCIANO FUCILI MA SONO MEDICI, ATTIVISTI, FOTOGRAFI E CRONISTI

Maurizio Molinari per “la Stampa

 

manifestazioni pro palestina a londra 2manifestazioni pro palestina a londra 2

In Cisgiordania c’è una «legione straniera» di attivisti che ogni giorno si batte a fianco dei palestinesi contro gli israeliani e per incontrarla siamo entrati nella stanza numero 14 al primo piano dell’edificio «Kuwait» dell’ospedale di Ramallah dove è ricoverato l’agronomo italiano di 30 anni ferito al petto da un soldato durante gli scontri avvenuti venerdì a Kafr Qaddum, vicino Nablus. 


Fra bandiere palestinesi, vasi di fiori e strumenti medici l’italiano che si fa chiamare Patrick Corsi è seduto assieme a Sophie, 31 anni di Copenhagen, Malia, 21 anni di Berlino e Karyn, 28 anni dello Stato di New York. Fanno parte di uno dei gruppi dell’«International Solidarity Movement» (Ism) ovvero la spina dorsale di «un centinaio di attivisti internazionali di più organizzazioni giunti qui per aiutare i palestinesi a far diminuire la violenza israeliana» spiega l’italiano.

manifestazioni pro palestina a londra 4manifestazioni pro palestina a londra 4

 

Ascoltarli significa entrare nell’universo in cui vive questa pattuglia di attivisti accomunati dalla convinzione che il conflitto in Medio Oriente abbia come unico responsabile Israele: ciò che dicono e descrivono esprime una difesa estrema delle tesi palestinesi che si spinge fino a contestare la soluzione dei due Stati.


Anzitutto ognuno di loro premette di dare generalità false «perché altrimenti gli israeliani ci metterebbero in una lista nera e non potremmo più tornare dopo la scadenza del visto di 90 giorni» dice Malia. Patrick, con la maglietta «Palestina nel mio cuore» in realtà svelerà presto il vero nome perché vuole fare causa all’esercito israeliano per il proiettile che lo ha colpito nel petto: «L’azione legale vorrà punire il soldato e l’esercito per quando avvenuto, e si svolgerà nella terra del 1948». Il termine «terra del 1948» viene adoperato al posto di «Israele», contestandone la legittimità anche nel vocabolario.

 

«In Danimarca avevo molte amiche ebree e israeliane, amavo Tel Aviv - racconta Sophie - ma poi c’è stato il massacro di Gaza sono voluta venire oltre il Muro e ora non voglio più tornare nella terra del 1948». 

MURO CISGIORDANIAMURO CISGIORDANIA


Patrick ritiene che «anche Tel Aviv all’origine era un insediamento illegale», imputa «ai sionisti, e non agli ebrei, di aver progettato e realizzato il furto della terra palestinese» e crede che «la soluzione di questo conflitto arriverà quando i sionisti ammetteranno tale colpa e lasceranno ai palestinesi la scelta se vivere assieme oppure farli tornare negli Stati di provenienza». In queste parole la negazione del diritto all’esistenza di Israele diventa palese. 


Anche Karyn, Malia e Sophie non credono nella soluzione dei due Stati - Israele e Palestina, secondo la formula di Oslo 1993 - per molteplici motivazioni: dalla «costruzione di insediamenti che sono città coloniali impossibili da smantellare» alla «necessità di vivere assieme, condividendo le stesse scuole anziché separarsi».

 

gerusalemme  spari in sinagoga 6gerusalemme spari in sinagoga 6

Tali opinioni sono frutto di settimane di vita con i palestinesi. «Sono stata alle esequie di un bambino di 15 anni ucciso perché aveva lanciato una molotov contro dei soldati e ho assistito alla carica militare contro il corteo funebre» ricorda Karyn. «Ho incontrato la famiglia del palestinese che ha accoltellato un soldato a Tel Aviv ed ho visto la sua casa distrutta dai soldati, è umanità questa?» si chiede Sophie.

 

«Sono stata nell’aula del tribunale militare di Salam dove ad un 17enne è stata rinnovata la detenzione amministrativa senza concedergli di parlare» aggiunge Malia, trattenendo a stento la commozione. «Sono andato a raccogliere le olive con i palestinesi perché gli ulivi sono la loro risorsa più importante ma i militari gli consentono di prenderle solo 2-3 giorni l’anno» afferma Patrick. 

gerusalemme  spari in sinagoga 4gerusalemme spari in sinagoga 4


Sono esempi di una militanza che si declina in una miriade di interventi - dall’accompagnare i pastori nei terreni militari a dormire nelle case destinate alla demolizione fino a fotografare i soldati sui tetti delle case - per «diminuire la violenza contro i palestinesi» con azioni, assicura Patrick, «non violente, concordate fra noi e guidati da palestinesi».

 

Anche un’altra italiana è stata ferita: Giulia, siciliana, un mese fa a Qalandya. Per questi attivisti gli eroi sono Rachel Corrie, Tom Hurndall e Vittorio Arrigoni ovvero i «caduti di Ism a Gaza»: i primi due morti nel 2003 e 2004 in incidenti con gli israeliani, il terzo ucciso nel 2011 dai salafiti palestinesi. 


Ad accomunare questi giovani è tanto la convinzione di «aiutare i palestinesi a far conoscere al mondo le loro sofferenze» quanto un’interpretazione degli attentati anti-israeliani, come l’assalto alla sinagoga di Har Nof in cui sono stati uccisi quattro rabbini, che Patrick riassume così nell’assenso generale: «Chi semina violenza, raccoglie violenza». Ovvero, nella «terra del 48» c’è il nemico.

 

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....