UN ‘GOMPLOTTO’ FITTO-FITTO - A “IN MEZZ’ORA”, RENZI CONFERMA I CONTATTI TRA D’ALEMA E FITTO: “IO NON TRATTO CON FITTO, QUALCUNO ELETTO IN PUGLIA IN PASSATO SÌ...”- I DUE PREPARANO LA CONTRAEREA PER L’ELEZIONE DEL PROSSIMO INQUILINO DEL QUIRINALE

Francesca Schianchi per “la Stampa

 

DALEMA E RENZI DALEMA E RENZI

A insinuare il dubbio è il premier, dallo studio di «In mezz’ora» Si parla della partita del Quirinale. Sta trattando con Fitto?, chiede Lucia Annunziata. «No. Se non sono male informato – risponde Renzi – sono altri nel Pd che ci parlano. D’Alema? Non faccio nomi. Posso solo dire che si tratta di persone elette in Puglia in passato…».

 

Ecco, in diretta tv, il premier dà voce al sospetto che da giorni serpeggia nel Pd come in Forza Italia: l’ipotesi che, quando si dovrà votare il successore di Napolitano al Colle, possa far sentire il suo peso una «fronda» organizzata da critici dei due partiti. Quelli che hanno voti, sapienza politica, e buone ragioni per mettersi in mezzo a un eventuale accordo tra Renzi e Berlusconi. Principali indiziati, appunto, il dissidente di Fi Raffaele Fitto e l’ex premier avversario di Renzi Massimo D’Alema.
 

raffaele fitto silvio berlusconi raffaele fitto silvio berlusconi

Prima di godersi il derby della sua Juve, uno dei diretti interessati, cioè Fitto, detta alle agenzie: «Più che agli eletti in Puglia», Renzi «pensi ai problemi della Puglia». Ha notato il passaggio dell’intervista, ma non conferma e non smentisce. E se nessuno di chi è vicino a lui o D’Alema conferma contatti recenti, di certo tutti sono concordi nel descrivere un antico, buon rapporto tra i due.
 

«D’Alema era capogruppo del Pci in consiglio regionale, in Puglia, quando il papà di Fitto era presidente», ricorda il senatore ex dalemiano Nicola Latorre, una lunga collaborazione con l’ex premier interrotta da un anno («non mi ha perdonato di aver sostenuto Renzi»): «Fitto senior era una grande personalità politica che manteneva ottimi rapporti con l’opposizione, e con D’Alema c’era una certa cordialità». Poi, mancato papà Fitto, il giovane Raffaele decide di impegnarsi in politica, «e D’Alema ne riconosce il talento», aggiunge Giuseppe Caldarola, ex deputato dalemiano.

fitto berlusconi fitto berlusconi

 

Segue un rapporto altalenante, qualche tensione ma «mai una rottura, nemmeno nei momenti più bassi», chiarisce Caldarola. A D’Alema, di Fitto «piace il fatto che è un politico legato al territorio – dice Latorre – mentre gli ha sempre criticato di essere troppo subalterno a Berlusconi». Così come, ricorda, gli ha spesso criticato di aver seguito Buttiglione nella Cdu, nel ’95, alla scissione del Ppi: cioè di aver scelto il centrodestra, anziché il centrosinistra.

 

Lo racconta anche Rocco Palese, deputato forzista vicino a Fitto, che segnala un altro momento di contatto tra i due, quando al giovane Fitto capogruppo di Fi in Regione venne fatta balenare a fine anni ’90 l’ipotesi di diventare presidente della Puglia, col sostegno del centrosinistra, in cambio di un ribaltone. Fitto disse no, non se ne fece niente.
 

giorgio napolitanogiorgio napolitano

I due si stanno sentendo in questo periodo? «Noi ci sentiamo con tutti, ma non c’è in essere nessun tipo di strategia o di fronda sul Colle o sulle riforme… Se Renzi pensa questo è fuori strada», minimizza Palese. Mentre Caldarola dice di non sapere se si sentano. «Ma per come li conosco, lo ritengo probabile. Perché hanno un antico rapporto e hanno in comune una passione totalizzante per la politica. E poi, perché entrambi vogliono continuare a contare nel loro mondo».

 

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