“IL MONDO È PIÙ FURBO DEI DAZI” – IL GOVERNATORE DI BANKITALIA FABIO PANETTA ESCE DAL CORO DI REQUIEM PER L’ECONOMIA MONDIALE E PRONUNCIA UN DISCORSO STRANAMENTE OTTIMISTA: “LA CONGIUNTURA MONDIALE È MIGLIORE RISPETTO A QUELLA CHE CI ATTENDEVAMO L'ANNO SCORSO: NON ABBIAMO VISTO RALLENTAMENTI O RECESSIONI IN GIRO PER IL MONDO” – L’AVVERTIMENTO ALLA MELONI: “L'ITALIA STA SOFFRENDO”. E LA SVEGLIA ALL'EUROPA, ADDORMENTATA SUGLI INVESTIMENTI IN TECNOLOGIA: “SEMBRA ESSERE FUORI DA UNA GARA IN CUI SI STA DISPUTANDO LA SUPREMAZIA PER IL PROSSIMO DECENNIO. UNA DISPUTA TRA USA E CINA CHE NON SARÀ DI BREVE DURATA..”
Estratto dell’articolo di Claudia Luise per “la Stampa”
FABIO PANETTA ANTONIO PATUELLI
«Il mondo è più furbo dei dazi». Il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, usa questa espressione per riassumere le reazioni dei mercati alla possibilità che la guerra commerciale si intensifichi. Un modo per sottolineare anche la capacità di adattamento dell'economia globale, dimostrata fino a ora.
«Il mondo è più furbo dei vincoli e il commercio internazionale si è riallocato» argomenta quindi Panetta, durante il suo intervento al comitato esecutivo dell'Abi, l'Associazione bancaria italiana, che ha riunito i banchieri a Milano. Parte da ricordo di Maurizio Sella, scomparso di recente, poi concentra il suo intervento sul quadro attuale.
«Le esportazioni cinesi non sono crollate. Sono scese molto le esportazioni statunitensi dalla Cina, ma dagli altri Paesi invece no: sono aumentate le esportazioni cinesi verso molti Paesi asiatici che sono tappa intermedia verso gli Stati Uniti», è il ragionamento del governatore di Bankitalia che fa notare come «le variabili fondamentali dell'economia su investimenti, commercio internazionale, andamento dei tassi di interesse, dipendono da variabili che sono sempre meno le tradizionali e più geopolitiche.
Anzi, oggi sempre più politiche». E questo «rende molto difficile fare valutazioni di carattere economico e avere un quadro coerente della situazione».
Ciò nonostante, ci sono elementi di ottimismo. «La congiuntura mondiale - dice Panetta - è chiaramente migliore rispetto a quella che ci attendevamo l'anno scorso: ha tenuto, non abbiamo visto rallentamenti o recessioni in giro per il mondo».
E in tal senso, ricorda che «le previsioni per gli Stati Uniti, credo che fossero intorno ad un 1,5% di crescita l'anno scorso, quando ci riunimmo a Washington. Credo che l'anno - rileva - si chiuderà almeno dal 2,2 al 2,5% di crescita, quindi gli Stati Uniti hanno fatto molto meglio».
E anche l'economia europea «ha avuto un andamento migliore» di quello che ci si attendeva. «Ovviamente il Paese che soffre di più è la Germania» così come, a causa delle «condizioni internazionali, l'Italia sta soffrendo».
La strada per un'Europa, che al momento Panetta definisce debole, è una vera integrazione perché se «lo fossimo non saremmo così passivi oggi nei confronti delle tensioni che vengono fuori».
Il numero uno di Via Nazionale mette il focus su Ai e materie prime […] «L'Europa - dice il governatore della Banca d'Italia - sembra essere fuori da una gara in cui si sta disputando la supremazia per il prossimo decennio. Una disputa tra Usa e Cina che non sarà di breve durata».
fabio panetta sergio mattarella christine lagarde
Prima «le guerre scoppiavano per il controllo del petrolio e del gas; oggi la disputa è per il controllo di territori nel cui sottosuolo ci sono le materie prime del futuro - sottolinea -. Quindi le brame sono su qualche grande isola o su territori che in prospettiva avranno rilevanza strategica.
Mi attendo che, in prospettiva, le tensioni nascano anche per il controllo delle risorse idriche, l'acqua sta diventando sempre di più una risorsa scarsa e rilevante».
MEME SUL CROLLO DEL VALORE DEL DOLLARO BY TRUMP
Sul settore dell'intelligenza artificiale Panetta evidenzia che sta generando un volume di scambi molto importante, ma questa «rivoluzione dell'Ai» è «non cooperativa tra i Paesi, ha costi elevatissimi» e fare fronte al divario con i Paesi sviluppatori diventa impossibile. […] Le banche «sono in generale più redditizie e più attente, abbiamo avuto una serie di choc, il mondo bancario è in condizioni migliori.
Dove ci sono ridondanze di regolamentazione vanno tolte, il dibattito sulla semplificazione è cresciuto ed è stata abbracciata in pieno l'idea di semplificare». Parole a cui risponde il presidente dell'Abi Antonio Patuelli per cui «la semplificazione è la via, la deregulation ci ha già creato problemi. L'alternativa non è la burocratizzazione, ma la semplificazione».
E il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, fra i banchieri presenti alla riunione, converge: sulla semplificazione per il mondo delle banche «quello che dice il governatore» […] «per definizione è corretto, io concordo molto, peraltro il nostro gruppo è un gruppo che da sempre è impegnato nel fare semplificazione e efficienza, ma nel grande rispetto delle persone che lavorano in banca, che sono la cosa più importante che abbiamo».



