concessioni balneari raffaele fitto giorgia meloni

IL GOVERNO PREPARA UN PARACADUTE PER LA “CASTA” DEI BALNEARI – LA MAGGIORANZA HA CAPITO CHE NON SONO POSSIBILI ULTERIORI PROROGHE E METTERÀ A BANDO LE CONCESSIONI DEGLI STABILIMENTI – LE ASSOCIAZIONI DEI BALNEARI PRESSANO FITTO, CHE HA TRATTATO LA “RESA” CON BRUXELLES: “DEVE PORTARE A CASA ALMENO GLI INDENNIZZI” – L'IPOTESI: CHI VINCE LA GARA DEVE LIQUIDARE IL CONCESSIONARIO USCENTE. L'ENTITÀ DELL'INDENNIZZO POTREBBE ESSERE STABILITA DA UNA PERIZIA…

Estratto dell’articolo di Luca Monticelli per “la Stampa”

 

concessioni balneari

Le associazioni dei balneari sono ormai rassegnate al fatto che le concessioni demaniali andranno tutte a gara. Le promesse elettorali del centrodestra contro la direttiva Bolkestein sono evaporate nella canicola agostana, e anche lo sciopero di venerdì scorso, con gli ombrelloni chiusi per due ore, non ha portato passi avanti nel dialogo con la politica.

 

[…] Il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto tratta con la Commissione europea per evitare il deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia europea. Si cerca una soluzione per aiutare gli imprenditori che rischiano di perdere la concessione, ma sembra uscita dal tavolo l'ipotesi delle proroghe differenziate – al 2027 e al 2029 in base alle aree ancora "libere" nelle varie regioni – come prevedeva invece l'ultima bozza esaminata a Palazzo Chigi.

 

PROTESTE DEI BALNEARI CONTRO IL GOVERNO

Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Confesercenti, spiega che «il passaggio principale è il riconoscimento di un indennizzo, elemento cardine su cui non è possibile derogare». Quindi, chi vince la gara deve liquidare il concessionario uscente che ha investito: l'entità dell'indennizzo potrebbe essere stabilita da una perizia asseverata […]

 

Poi ci sono altri due punti che la Fiba Confesercenti chiede al governo di portare al tavolo della trattativa con Bruxelles: «Il diritto di prelazione come è stato riconosciuto al Portogallo, che significa dare la possibilità al gestore uscente di pareggiare il progetto migliore presentato in sede di gara per mantenere la concessione». E infine «un doveroso periodo tecnico affinché le amministrazioni siano pronte ad affrontare con omogeneità le evidenze pubbliche».

 

RAFFAELE FITTO AL MARE

L'Antitrust, però, spinge perché le gare vengano avviate entro la fine del 2024, l'esecutivo spera di avere tempo almeno fino all'estate del 2025. «Noi siamo convinti che la politica stia lavorando con l'Europa, da questa discussione bisogna trovare un punto di equilibrio tra i princìpi europei e i diritti delle imprese, non si può dire di no a tutto», sottolinea Rustignoli che aggiunge: «Dal centrodestra al centrosinistra il consenso sul riconoscimento dell'indennizzo è trasversale, aspettiamo di avere un confronto con il governo prima che si arrivi alla legge».

 

Di punto d'incontro con l'Europa parla anche uno dei parlamentari più vicini ai balneari come Riccardo Zucconi di Fratelli d'Italia. L'idea di Palazzo Chigi è quella di ripartire dalla norma di Mario Draghi sugli indennizzi inserita nel ddl Concorrenza, peccato che quella misura il centrodestra non l'abbia mai voluta attuare.

 

Lo stesso Zucconi ammette che per arrivare a un'altra proroga ci vorrebbe «un miracolo perché il governo ha tutti contro, dalla Commissione europea che sulla Bolkestein non ci è mai venuta incontro, rigettando la mappatura, fino al Consiglio di Stato. Prendiamo atto che in queste condizioni non si può interloquire». Zucconi si dice comunque fiducioso che il ministro Fitto «riuscirà ad ottenere dalla nuova Commissione Ue un punto di caduta che tuteli il settore del turismo balneare».

 

raffaele fitto giorgia meloni

E nega contrasti tra i parlamentari della maggioranza che difendono i balneari e il governo: «Io non ho un conflitto di interessi – si difende –. Ho fatto l'imprenditore turistico per quarant'anni e opero ancora in una zona turistica, ma non sono mai stato un concessionario balneare». Sugli indennizzi, Zucconi è firmatario di una proposta di legge: «Non si può solo andare alle aste e smantellare tutto, gli indennizzi sono la base, io spero che il governo riesca a strappare qualcosa di più, ma mi rendo conto che sarebbe un miracolo». […]

RAFFAELE FITTO AL MARE

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...