matteo renzi luigi di maio nicola zingaretti

E I RENZIANI CHE FANNO? - SE ALLA FINE NASCERÀ DAVVERO IL GOVERNO PD-M5S, IL GIGLIO MAGICO NON NE FARÀ PARTE. NON SOLO PERCHÉ BOSCHI, LOTTI & CO SONO COME KRYPTONITE PER I GRILLINI, MA ANCHE PERCHÉ IL “SENATORE SEMPLICE” DI FIRENZE VUOLE MANDARE AVANTI ZINGARETTI PER POI STACCARE LA SPINA QUANDO PARE A LUI - GABRIELLI E GUALTIERI: I NOMI “D’AREA” IN BALLO

 

 

Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

 

matteo salvini e matteo renzi si incrociano in senato

Non era questo il governo che aveva in mente Matteo Renzi, quando ha lanciato l' idea di un' intesa con il Movimento 5 stelle per fermare le urne. Per fermare, soprattutto, l' ascesa di Matteo Salvini. Paradossalmente, l' ex premier e segretario pd era più d' accordo con l' idea lanciata dal blog di Beppe Grillo, ma subito ritrattata, di nomi terzi fuori dai partiti. Personalità come quel presidente dell' autorità anticorruzione Raffaele Cantone che tanto avrebbe voluto al posto di Conte.

 

LUIGI DI MAIO NICOLA ZINGARETTI

Anche per questo, la compagine renziana non è ancora certa di entrare nel governo che sta per nascere. Non ci saranno gli esponenti del giglio magico, Maria Elena Boschi, Luca Lotti, sarebbe stato del resto impossibile visti i duelli all' ultimo sangue consumati in questi anni col mondo a 5 stelle. Ma è ancora incerto anche Ettore Rosato, proposto da alcuni per la Difesa. L' ex premier ai suoi ha spiegato: «Ministri di area renziana nel governo? Non me ne occupo, possiamo starne anche fuori».

CANTONE RENZI

 

Renzi e Gentiloni

Di certo, il senatore di Firenze nonostante le cose non stiano proprio andando come voleva lui - sta lanciando delle idee sul tavolo del segretario pd Zingaretti: la prima, è che in Europa- come esponente italiano della commissione guidata da Ursula von del Leyen - non vada il suo successore a Palazzo Chigi Paolo Gentiloni, ma il capogruppo pd alla Camera Graziano Delrio. Lasciando l' ex premier, un tempo fedelissimo, oggi avversario interno, nel ruolo che aveva proprio nel governo Renzi, quello di ministro degli Esteri.

TONINELLI MAZZONCINI 1

 

Altre idee riguardano nomi tecnici da promuovere: Renato Mazzoncini, ex ad delle Ferrovie dello Stato, brutalmente rimosso dal M5S Danilo Toninelli. Per lui, si cerca un posto alle Infrastrutture, pur considerando il nome delcapogruppo del Movimento al Senato Stefano Patuanelli il migliore nell' altro campo. Poi Ernesto Maria Ruffini, che per primo, alla Leopolda, lanciò l' idea della fatturazione elettronica e dello scontrino elettronico, eredità dem su cui i 5S al ministero dell' Economia hanno puntato molto per evitare la procedura di infrazione europea e che intendono promuovere anche nel nuovo corso. Per l' economista, i renziani hanno in mente la guida dell' agenzia delle Entrate, perché ogni governo ha diritto a nuove nomine, il che apre scenari su molti fronti. Con buona pace della Lega.

LUIGI DI MAIO STEFANO PATUANELLI

 

Di certo la parte del Pd che fa capo a Renzi, quindi la maggioranza dei gruppi parlamentari, insisterà fino alla fine perché al posto di Salvini alla guida del Viminale vada il capo della polizia Franco Gabrielli. Un nome forte che possa fare da contraltare, anche mediatico, al leader della Lega.

 

ROBERTO GUALTIERI

Così come non mollerà sulla nomina dell' europarlamentare Roberto Gualtieri all' Economia: ha la stima di Mario Draghi, è il ragionamento, conosce i numeri alla perfezione, sarebbe l' uomo ideale per trattare in Europa la flessibilità che servirà al nuovo governo per non gonfiare le vele di Salvini sul tema tasse. Ed è proprio tra Strasburgo e Bruxelles, che il mondo politico appare rovesciato più che mai. Sandro Gozi, l' ex ministro pd entrato nel governo di Emmanuel Macron cui il leader M5S Di Maio voleva togliere la cittadinanza italiana, è diventato il miglior amico dei grillini.

 

RENZI MACRON GOZI

Tanto da stare lavorando affinché i loro europarlamentari, rimasti senza casa, possano entrare in Renew Europe, il gruppo nato sulle spoglie dell' Aidee di cui fa parte l' En marche del presidente francese. Se si pensa che sei mesi fa Di Maio e Di Battista volavano a Parigi per cercare intese con i gilet gialli, si capisce quanto tutto stia cambiando vorticosamente. Il problema ora è la durata. In casa 5 stelle, tutti i favorevoli all' accordo temono il voto su Rousseau, che sarà il più possibile trasformato in un voto su Conte e sulla sua capacità di tutelare il Movimento. In casa pd, invece, il problema è proprio il premier.

MATTEO RENZI E MARIA ELENA BOSCHI VICINI VICINI

 

Cantone avrebbe avuto molte più garanzie di durare, dicono compatti i renziani. Ma l' ex segretario lancia messaggi molto chiari: in media le legislature durano ormai cinque anni.

L' importante è arrivare al 2023, con questo governo o un altro poco importa. La democrazia parlamentare offre molte soluzioni. Tutte da piantare come ostacoli sulla strada dell' estrema destra di Matteo Salvini.

matteo renzi in senatoMATTEO RENZI IN SENATOfranco gabrielli e matteo salvini all'inaugurazione dell'hub di trenitalia a milano rogoredo

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...