descalzi starace

AL GRAN BUFFET DELLE PARTECIPATE: CI SONO ALMENO 80 POLTRONE DA ASSEGNARE NEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE - L’UNICO CERTO DELLA RICONFERMA E’ L’AD DI ENI, DESCALZI, CHE HA DALLA SUA LA CAPACITÀ DI AVER PREVISTO PER TEMPO LO TSUNAMI CHE HA TRAVOLTO IL SETTORE DELL'OIL & GAS - IN POSIZIONE DI FORZA ANCHE L’AD DI TERNA, STEFANO DONNARUMMA, CON IL TITOLO CHE IN BORSA VIAGGIA AI MASSIMI STORICI…  

Celestina Dominelli e Laura Serafini per Il Sole 24 Ore

 

La partita delle nomine nelle grandi partecipate pubbliche non entrerà nel vivo prima di una decina di mesi. Ma il clima attorno al rinnovo dei vertici di Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste e Terna è già rovente. Il toto-nomi non è ancora partito, eppure la conta sui posti che dovranno essere riassegnati con le assemblee di approvazione dei bilanci 2022 suscita gli appetiti dei partiti politici e non solo.

 

In ballo ci sono ben 61 poltrone tra vertici e consiglieri di amministrazione dei board delle 6 grandi quotate in Borsa. Ma a questi si aggiungono altre postazioni allettanti: nella primavera del 2023 scadranno i consigli di Amco, Consap, Consip, Sport e Salute e Sogin (in questo caso entro fine luglio dovrà essere nominata la terna commissariale), per un totale di 16 poltrone. Il piatto forte, comunque, restano le sei big.

PAOLO SIMIONI

 

ENAV

Il vertice della società del controllo di volo è stato scelto dal secondo governo Conte quando la pandemia aveva completamente messo a terra il settore del trasporto aereo.

L'ad Paolo Simioni al suo primo mandato (già dg di Atac e prima ad di Save e Centostazioni) si è trovato a gestire una delle fasi peggiori della società, con il crollo dei ricavi e margini per la riduzione delle tariffe pagate dalle compagnie aeree. Oggi la società si prepara a cavalcare l'onda della forte ripresa del traffico aereo. Francesca Isgrò, al primo giro come presidente, era già stata nel cda di Poste.

 

ENEL

FRANCESCO STARACE

Il board attuale, composto da nove consiglieri, è stato nominato nel 2020 dal secondo governo Conte a maggioranza Pd-5Stelle. Il presidente, Michele Crisostomo, avvocato ed esperto del settore bancario, è al suo primo mandato. L'ad Francesco Starace, ingegnere nucleare cresciuto nel gruppo Enel, è al terzo mandato.

 

Nominato nel 2014 dal governo Renzi, è stato confermato nel 2017 dall'esecutivo Gentiloni, successivamente dal Conte II. La prassi delle nomine a matrice pubblica prevede un ricambio dopo tre mandati successivi. Sotto la guida di Starace Enel ha visto la capitalizzazione crescere da circa 30 a oltre 50 miliardi e la svolta verso le tecnologie green ha reso il gruppo una della maggiori utility a livello globale e il primo operatore di energie rinnovabili al mondo.

 

ENI

MARIO DRAGHI CLAUDIO DESCALZI

Con tre mandati alle spalle (designato nel 2014 dal governo Renzi e poi riconfermato sia dall'esecutivo Gentiloni che dal Conte II), Claudio Descalzi - che arriva al test del prossimo anno insieme alla presidente Lucia Calvosa, al suo primo mandato - ha dalla sua la capacità di aver previsto per tempo lo tsunami che ha travolto il settore dell'oil&gas. Riposizionando l'azienda sul binario di un forte cambiamento in chiave green, con un deciso progresso nella strategia di decarbonizzazione, e avviando la costruzione di un portafoglio gas consistente e diversificato. Che, unito alle relazioni con i Paesi, frutto dello storico dna dell'Eni disegnata da Enrico Mattei, ha consentito al gruppo di fornire un contributo cruciale nel contesto della crisi energetica e della strategia di diversificazione avviata dal governo.

 

LEONARDO

ALESSANDRO PROFUMO

Approdato al timone di Leonardo nel 2017, sotto il governo Gentiloni, pochi mesi prima di un profit warning che ha travolto il gruppo, costretto a tagliare la guidance per la difficoltà di cassa, impattata anche dalle passate gestioni, Alessandro Profumo ha dovuto risalire una china non facile. E l'ha fatto con piglio deciso, conquistandosi la riconferma con il Conte II, che ha nominato Luciano Carta alla presidenza, e riportando il titolo a Piazza Affari su doppia cifra. Ora il gruppo dovrà misurarsi, sul piano interno, con il rilancio della collaborazione con Fincantieri, al centro dei piani della politica, e, su scala internazionale, con l'impatto della guerra. I cui venti potrebbero giovare ai conti. Ma non a stretto giro.

matteo del fante poste italiane 4

 

POSTE

Anche l'attuale vertice di Poste è stato confermato dal secondo governo Conte. La presidente Maria Bianca Farina, già ad di Poste Vita, è al secondo mandato così come l'ad, Matteo Del Fante, che in precedenza era già stato ad di Terna. La sua esperienza in Cdp (primo azionista di Poste, davanti al Mef) prima e poi nella società delle reti elettriche fa ritenere a qualcuno che possa aspirare a guidare una società energetica pubblica. È stato appena nominato presidente di Giubileo 2025, per gestire gli appalti dell'evento.

La guida di Del Fante ha portato il gruppo a diversificare le attività nel settore dei pagamenti, dell'e-commerce, della telefonia, e a entrare nella vendita dell'energia.

STEFANO DONNARUMMA

 

TERNA

Stefano Donnarumma giunge all'appuntamento del rinnovo forte della più che significativa accelerazione degli investimenti (+25% nel piano di sviluppo decennale, a 18,1 miliardi) e con un titolo che in Borsa viaggia ai massimi storici nonostante i tassi in rialzo (ieri era a quota 7,6 euro). Una dote non da poco che il manager, nominato nel 2020 dal governo Conte II, quando era alla guida di Acea, la multiutility romana che aveva contribuito a rilanciare, potrà di sicuro far pesare nella partita delle nomine. Soprattutto se a incidere nella scelta finale, che dovrà decidere anche dell'eventuale riconferma della presidente Valentina Bosetti, saranno i risultati conseguiti.

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