LA GRANDE PURGA DI ‘CICCIO’ KIM – I MEDIA COREANI: STERMINATA LA FAMIGLIA DELLO ZIO, UCCISI FIGLI E NIPOTINI - LA FEROCIA DEL ‘DITTATORE BAMBINO’ SPAVENTA ANCHE MOSCA E PECHINO

Giampaolo Visetti per ‘La Repubblica'

Kim Jong-un, autoproclamato «leader supremo» della Corea del Nord, avrebbe fatto sterminare tutti i famigliari e i funzionari legati allo zio Jang Song-thaek, giustiziato lo scorso 12 dicembre con l'accusa di aver pianificato un colpo di Stato per abbattere il regime di Pyongyang.

A rivelare la strage, i servizi segreti sudcoreani e una fonte anonima del governo di Seul, che ha raccontato come nella capitale nordcoreana si stia consumando una repressione senza precedenti. Il dittatore trentenne, dopo la fucilazione dello zio, ex numero due del potere, avrebbe deciso di annientare i suoi parenti fino alla terza generazione, condannando a morte anche figli e nipoti. Nelle ultime ore a Pyongyang sarebbe andata in scena un'orribile strage di donne e di bambini, colpevoli solo di essere consanguinei del generale che Kim Jong-il, padre di Kim Jong-un, aveva scelto come tutore del figlio che nel dicembre 2011 gli è succeduto.

Tra le ultime vittime della «purga» ci sarebbe anche Kim Kyong-hui, 67 anni, zia ed ex consigliera del despota, moglie di Jang Song-thaek, considerata fino a poche settimane fa la numero quattro del regime. A metà gennaio fonti giapponesi avevano rivelato che la "Lady Macbeth di Pyongyang" era stata curata in Russia per una «malattia rara», aggravata da un infarto e dall'abuso di alcol.

Dopo la fucilazione del marito, Kim Kyonghui era stata nominata a capo di una commissione funebre di Stato ed era apparsa in un notiziario- tivù della Kctv, per lodare il coraggio del nipote, prima di sparire per sempre. La ferocia di Kim Jong-un, che nel fine settimana si è fatto riprendere sorridente su una seggiovia della stazione sciistica appena inaugurata a nord della capitale, avrebbe però colpito decine di alti dirigenti del regime, tutti cresciuti all'interno della «dinastia rossa» dei Kim. Ad essere giustiziati anche Jang Kye-sun, sorella dello zio fucilato e moglie dell'ambasciatore a Cuba Jon Yong-jin, pure soppresso.


Davanti al plotone d'esecuzione, schierato al cospetto di migliaia di nordcoreani, pure l'ambasciatore in Malesia, Jang Yong-chol, nipote di Jang Songthaek, assieme ai figli poco più che ventenni. A far inorridire gli stessi dirigenti della Cina, alleata storica della famiglia Kim, lo sterminio di figli, figlie e nipotini dei due fratelli più anziani di Jang, entrambi generali deceduti misteriosamente per malattie mai chiarite. I diplomatici-parenti uccisi, a metà dicembre, erano stati richiamati improvvisamente a Pyongyang dalle sedi estere, con il pretesto di «consultazioni».

L'ormai ex ambasciatore a Kuala Lumpur aveva lasciato ai colleghi un drammatico messaggio in cui avvertiva la comunità internazionale che il nipote dittatore lo avrebbe eliminato, pur in assenza di accuse. Ad ispirare la strage, il nuovo uomo forte dell'esercito e del Partito dei Lavoratori, il generale Choe Ryong-hae. Questi avrebbe stretto un'alleanza con Kim Jong-jeong, 26 anni, sorella minore di Kim Jong-un, appena promossa nella potente Commissione di Difesa, e con Kim Jong Chol, 32 anni, fratello più anziano del dittatore ed ex delfino designato del padre Kim Jong-il, eliminato dalla corsa al potere perché definito «effemminato » e ora riabilitato.

In due anni Kim Jong-un, per consolidare la propria incerta leadership, ha eliminato 127 dei 218 gerarchi della monarchia comunista, assassinando cinque membri della famosa «Banda dei sette» che assieme a lui avevano retto il feretro del padre. La decimazione della nomenclatura di Pyongyang allarma anche Pechino e Mosca, spaventate da un «dittatore-bambino » che rilancia la corsa atomica e disgelo con Seul, ma che appare sempre più solo. Al suo fianco solo la chiacchierata moglie Ri-Sol-ju, ex cantante-ballerina: ma anche di lei, da inizio anno, risultano perse le tracce.

 

Kim Jong Un applaude con suo zio mentore Kim Jong Un sulla funivia a Masik Pass JANG SONG THAEK KIM JONG UN COREA DEL NORD JANK SONG THAEK E KIM JONG UN Jang Song Thaek giustiziato lo scorso dicembre COREA DEL NORD LARRESTO DI JANK SONG THAEK

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