grasso boldrini

LIBERI, UGUALI E INCAZZOSI - GRASSO E BOLDRINI SI ERANO ACCORDATI PER ORGANIZZARE BANDI DI CONCORSO COMUNI PER CAMERA E SENATO, IN MODO DA CREARE UN UNICO BACINO NEL QUALE PESCARE I DIPENDENTI - A PALAZZO MADAMA SE NE SONO FREGATI E HANNO RECLUTATO PERSONALE IN AUTONOMIA FACENDO INCAZZARE LA “PRESIDENTA” CHE HA…

Fausto Carioti per “Libero quotidiano”

 

GRASSO BOLDRINI

Non c'è stato solo lo screzio sull' apertura ai Cinque Stelle (contrarissima lei, favorevole lui). La freddezza con cui Laura Boldrini ha aderito al partitino di Pietro Grasso, Liberi e Uguali, dove si è degnata di entrare solo dopo l'uscita di scena di Giuliano Pisapia, ha anche ragioni maturate durante questi cinque anni, in cima alle quali c'è una certa insofferenza reciproca.

 

Due primedonne che spesso hanno sgomitato per mettersi in mostra sotto al riflettore di sinistra e che non si sono risparmiate sgambetti istituzionali. L'ultimo dei quali, si apprende adesso, riguarda le assunzioni nei due rami del Parlamento. Roba importante, se è vero che il prestigio di chi guida le Camere si misura anche dalle poltrone distribuite durante la legislatura.

MATTARELLA GRASSO BOLDRINI

 

Le presidenze di Montecitorio e Palazzo Madama si erano accordate per organizzare bandi di concorso comuni, in modo da creare un unico bacino nel quale pescare i fortunati ritenuti degni di entrare nelle rispettive piante organiche. Grasso e i suoi, si rammarica però la Boldrini, se ne sono democraticamente fregati e in barba all' accordo hanno iniziato a reclutare chi volevano loro, anche senza passare da una selezione ufficiale.

 

GRASSO BOLDRINI

Accusa che gli uomini del presidente del Senato respingono. Le due alte cariche sono campioni di sopportazione reciproca in pubblico, insomma; ma nel chiuso delle stanze, quando di mezzo ci sono le rispettive prerogative, diventano litigiose come cane e gatto, e vai a capire chi è il felino e chi il segugio.

 

LE CARTE

La storia è riportata nei verbali, freschi di stampa, della riunione dell' ufficio di presidenza che si è svolta l' 8 febbraio, in piena campagna elettorale. È la stessa Boldrini a riferire quanto accaduto. «Il Senato», lamenta la terza carica dello Stato, «senza alcuna interlocuzione politica o amministrativa con la Camera», ovvero senza che nessuno le facesse una telefonata, «ha assunto nuovo personale (assistenti e consiglieri), attingendo da precedenti graduatorie di concorsi alquanto risalenti nel tempo, inserendo i nuovi assunti nel ruolo unico dei dipendenti del Parlamento; ha inoltre deliberato di stabilizzare personale a contratto (dunque non selezionato tramite concorso pubblico) avente mansioni di dattilografia, trasformando il relativo contratto di lavoro da contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato».

laura boldrini a bruxelles

 

Una violazione dei patti, che prevedevano di fare tutto insieme. «Ciò nonostante», va avanti la lamentazione boldriniana, «è proseguito il lavoro comune finalizzato a definire il quadro giuridico e i contenuti dei bandi di concorsi comuni da indire entro la fine di questa legislatura». Fin quando non è giunta la doccia gelida: «Nella giornata di ieri, esponenti del consiglio di presidenza del Senato hanno pubblicamente rappresentato una netta contrarietà a procedere in questa direzione; tale contrarietà le è stata confermata per le vie brevi dal presidente del Senato».

 

IL «RAMMARICO»

GRASSO BOLDRINI

Grasso quindi l' avrebbe mollata sul più bello e questo voltafaccia avrebbe costretto l' ex funzionario Onu per i rifugiati a gettare la spugna e rinunciare al concorso e alle assunzioni, «in ragione di una contrarietà espressa in proposito dall' altro ramo dal Parlamento e che fino al giorno precedente non era stata manifestata». «Rammarico» dell' ufficio di presidenza, «rammarico» della Boldrini, per la quale il reclutamento di nuovo personale era «una esigenza ineludibile». Deliberare un concorso ad appena tre settimane dal voto sarebbe stata comunque una scelta clamorosa.

 

Tanto più che gli stessi sindacati interni, nei giorni precedenti, si erano opposti all' operazione e avevano definito «abnorme» la pianta organica predisposta dalla presidente e dai suoi uffici. Chi è vicino a Grasso risponde che la polemica sollevata dalla Boldrini sulle assunzioni fatte dal Senato è infondata: «Dalle vecchie graduatorie saranno state prese una ventina di persone, mentre quelli stabilizzati saranno una quarantina.

Non facendo nuovi concorsi abbiamo solo risparmiato soldi sulle retribuzioni degli assunti e sugli esaminatori».

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