giuseppe conte beppe grillo

GRILLO VS CONTE, E' SOLO UNA QUESTIONE DI EGO - BEPPEMAO PENSA DI AVERE IL DIRITTO DI ENTRARE E USCIRE DAL MOVIMENTO COME GLI PARE - MA E' LA CLASSICA SINDROME DEL PADRONCINO CHE, DOPO AVER DATO VITA ALLA SUA CREATURA, PRIMA O POI L'AMMAZZA PERCHE' NON E' CAPACE DI FARE UN PASSO INDIETRO - I MESSAGGI NON LETTI, LE TELEFONATE SENZA RISPOSTA, LA PRESUNZIONE DI CONTE DI FARE TUTTO DA SOLO, LA RICHIESTA (INASCOLTATA) DI COINVOLGERE IL NIPOTE AVVOCATO DI GRILLO…

Marco Imarisio per il "Corriere della Sera"

 

grillo conte

D'accordo, Beppe Grillo è un pazzo. Oppure un visionario. Ma qualunque definizione gli si attribuisca, nella sua testa lui è pur sempre e prima di ogni cosa la persona che da sola ha portato il Movimento dallo zero al 25 per cento del 2013, poi aumentato nel 2018 di altri sette punti sull' onda lunga del referendum costituzionale. Negli anni seguenti, quando saliva sul palco per i comizi e si stupiva della scarsa affluenza, dava la colpa al pubblico. «Lo sapete o no, che davanti a voi c' è una star?».

 

conte grillo

Le uniche certezze sono che Grillo ha una più che discreta opinione di sé stesso, e che con lui la faccenda non è quasi mai politica, ma personale. Il cofondatore del M5S ritiene di avere maturato da tempo il diritto di entrare e uscire a suo piacimento, e di venire al tempo stesso consultato su quel che avviene all' interno dei Cinque Stelle. E se qualcuno non lo fa, diventa una furia. Figurarsi se si tratta di Giuseppe Conte, al quale sta garantendo una nuova vita politica affidandogli chiavi in mano la sua creatura. Non importa se quest' ultima frase risponde al vero. Grillo la pensa così.

 

conte grillo

La crisi tra due litiganti che giocano a chi gonfia di più il petto non è una questione di statuto, di politica estera, o di portavoce. Tutto comincia e finirà con una fiducia che Grillo sente tradita e che non sarà facile da ricostruire. Ancora prima di trattare il passaggio di consegne, c'era da costruire un rapporto personale, lavoro al quale l' ex presidente del Consiglio non sembra essersi molto dedicato.

 

Grillo aveva dato l'assenso alla richiesta fatta da Conte di riscrivere lo Statuto di M5S, e gli sembrava di avere fatto una concessione molto importante. L' unica condizione era stata l'invito pressante a confrontarsi con i suoi due avvocati, uno dei quali è il nipote Enrico Grillo, figlio di suo fratello Andrea, uomo di fiducia assoluta. Quando Conte annuncia di chiudersi in ufficio per dedicarsi all' opera fondativa del nuovo M5S, lo fa con il suo gruppo legale.

 

conte grillo

Senza consultare nessun altro. Grillo chiama più volte Conte, che da sempre ha un rapporto complicato con il telefono. Non risponde. Anche le mail dei suoi avvocati cadono nel vuoto. Con la Cina va anche peggio, se possibile. Prima di andare in visita all'ambasciata, Grillo chiama più volte l'ex presidente del Consiglio, anche per discutere dell'opportunità della sua presenza.

 

L'unica volta che ottiene udienza telefonica, è per sentirsi dire che l'indomani non gli avrebbe fatto compagnia, ma in mattinata sarebbe passato a trovarlo nel suo hotel romano per una chiacchierata. Conte non si fa vedere. L'irritazione per la scarsa capacità comunicativa del nuovo socio comincia a diventare qualcosa di più serio. Quando arriva il giorno del nuovo Statuto, lo strappo è già in essere. Il cofondatore del M5S non ha grande dimestichezza con le questioni legali. Quando si trattò di scrivere le prime tavole della legge pentastellate, ne concordò il contenuto con Gianroberto Casaleggio, ma poi fu quest' ultimo a seguire la loro stesura.

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

Questa volta i suoi avvocati gli dicono di non firmare. Grillo non firma. E va all'attacco, convinto di essere vittima dell'ingratitudine altrui. Fu lui il primo a elogiare in pubblico l'oggetto misterioso Conte nell'ottobre del 2019, durante la kermesse dei Cinque Stelle a Napoli, nonostante guidasse una alleanza con la Lega che detestava. È stato lui a proporlo per la guida del Movimento che verrà, nonostante i dubbi personali, che ancora permangono, sulla sua vocazione ecologica.

 

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

Anche i parlamentari più vicini a Conte sono convinti che le colpe non stanno da una sola parte, quella oggi meno spendibile al mercato della politica. Se l'ex presidente del Consiglio avesse coinvolto Grillo, lo avrebbe portato dove voleva. Invece ha voluto fare tutto da solo. Alla fine, si tratta soprattutto di una questione umana. E proprio per questo, anche se per comuni convenienze potrebbe anche arrivare una pace più o meno posticcia, resteranno comunque degli strascichi importanti.

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…