1. QUALCUNO AVVERTA LETTA, IL CAPO DELLA POLIZIA PANSA E IL MINISTRO DEGLI INTERNI ANGELINO ALFANEYEV CHE LO SCANDALO KAZAKO È LONTANO DALL’ESSERE SEPOLTO 2. PER DEPORTARE LA MADRE, I KAZAKI AVEVANO BISOGNO DI UN DOCUMENTO “VALIDO” ANCHE PER LA FIGLIA E LA FOTO DELLA PICCOLA ALUA SHALABAYEVA SAREBBE STATA RITOCCATA GRAZIE AD UN LAVORETTO DA PHOTOSHOP DE’ NOANTRI DA UOMINI DELL’AMBASCIATA KAZAKA A ROMA PER POTERLA APPICCICARE SUL DOCUMENTO NECESSARIO ALLA SUA ESPULSIONE 3. IL PROBLEMA È CHE QUELLA FOTO È STATA STACCATA DA UN ALTRO DOCUMENTO CHE DOVEVA RIMANERE NELLE MANI DELLA QUESTURA DI ROMA. ORA ALFANO SCOPRIRA’ DI CHI È LA MANINA ITALICA CHE HA AIUTATO I FUNZIONARI KAZAKI A FABBRICARE IL LORO FALSO?

Fabio Tonacci per "La Repubblica"

C'è una fotografia di una bambina di sei anni - ritoccata goffamente con Photoshop per fabbricare un documento falso - a testimoniare quanto sia stata decisiva la "mano" italiana nella deportazione di Alma Shalabayeva e della piccola Alua, moglie e figlia del dissidente kazako Ablyazov. E con quanta fretta, tra il 28 e il 31 maggio, sono stati calpestati
diritti umani e procedure.

Perché una perizia, depositata in procura, tutto questo racconta, riaprendo con prepotenza il caso. Bisogna tornare al 31 maggio per riannodare qualche filo. Quella mattina le cose si mettono subito bene per i diplomatici kazaki che stanno gestendo la partita. Intorno alle 11 il giudice di pace Stefania Lavore, dopo aver valutato i documenti in suo possesso, convalida il trattenimento di Alma nel Cie di Ponte Galeria, primo passo per la successiva espulsione.

«È stata ingannata dalla Polizia», dirà poi nella sua relazione l'ispettore mandato dal ministero della Giustizia, Mario Bresciano, presidente del Tribunale di Roma. «Il passaporto kazako della donna, che la Questura aveva avuto già il 30 maggio e che ne avrebbe consentito l'allontanamento volontario, non è stato consegnato in tempo per l'udienza».

Però, per riportare la moglie di Ablyazov ad Astana e consegnarla nelle mani del dittatore Nazarbayev, manca ancora un'ultima carta: un documento che attesti l'identità della figlia. «Non è un dettaglio - spiegano i legali della famiglia del dissidente - senza quello, Alua per legge non poteva essere rimpatriata. E senza di lei, Alma sarebbe rimasta in Italia ». Nessun funzionario di polizia, nemmeno il più zelante, può separare madre e figlia in
un procedimento di espulsione.

Per l'ambasciatore Andrian Yemelessov, che in quei giorni è di casa al Dipartimento di Pubblica Sicurezza, è un problema: l'intera operazione può andare a monte. Negli archivi del ministero kazako infatti Alua non risulta, non c'è, perché è nata a Londra.
Succede qualcosa, e dopo poche ore, i funzionari della Questura di Roma si ritrovano sul tavolo un documento spuntato dal nulla: il certificato di ritorno numero 0007492, intestato ad Alua Ablyazova «cittadina della Repubblica del Kazakhstan », valido solo per un giorno, fino al primo giugno. Con tanto di foto a colori della bambina e timbro kazako.

Ora c'è tutto. Con quello, Alua può essere espulsa. E con lei la madre, che a quel punto - siamo a ridosso del volo già programmato da Ciampino - non può fare più niente.
Ma la mano dei "nostri" ha lasciato delle tracce, in quel certificato. Che già a una prima occhiata doveva far sollevare qualche sopracciglio: attesta falsamente (nella parte tradotta in inglese) che Alua è nata in Italia il 7 febbraio 2007.

Ma è la foto a parlare, molto di più. Perché - stando alla perizia che il legale Astolfo di Amato, difensore di Madina, una delle figlie di Ablyazov, ha commissionato a un esperto di grafica - è copiata, con uno scanner, direttamente dal passaporto centrafricano di Alma Shalabayeva, nelle cui pagine finali c'era la foto della figlia Alua. Proprio il passaporto trovato la sera del blitz nella villa di Casal Palocco, custodito dalla polizia e messo sotto sequestro.

Chi lo ha dato ai kazaki? E perché? Scrive il perito, Fabio Pisterzi: «Le foto di Alua sui due documenti derivano dallo stesso scatto. Quella sul certificato di ritorno però è ritoccata: una parte del colore della pelle appare uniforme in modo anomalo sotto il mento. Un effetto del genere può essere effetto di un'operazione di "cleaning" con Photoshop.

Si nota che la zona ritoccata è esattamente quella in cui c'era il timbro nel passaporto centrafricano». La foto, dunque, è manipolata. In modo frettoloso, con un lavoro che non deve essere durato più di un paio d'ore.

«Si tratta di un elemento d'indagine assai rilevante che abbiamo sottoposto alla procura », commenta D'Amato. Il quale non si spinge a ipotizzare responsabilità individuali, ma butta lì un'osservazione meno banale di quanto possa sembrare: «Soltanto la Questura, in quei giorni, aveva a disposizione il passaporto centrafricano di Alma, su cui c'era la foto di Alua, usata poi sull'altro documento». Come è finito nelle mani dei diplomatici kazaki? Chi ha consentito una così macroscopica violazione dei diritti di una bambina di sei anni?

2 - LE IMMAGINI DEL FOTO-RITOCCO
http://www.repubblica.it/cronaca/2013/11/13/foto/shalabayeva_la_foto_ritoccata_della_piccola_alua-70867672/1/#1


3 - SHALABAYEVA. BONACCORSI: VIMINALE CHIARISCA SU DOCUMENTO FALSO
(DIRE) - "Il Viminale chiarisca immediatamente sul documento falso che sarebbe stato fabbricato dall'ambasciata kazaka con l'aiuto di qualcuno all'interno della Questura di Roma, rispondendo a quanto emerso dalla vicenda giudiziaria sulla discussa espulsione di Alma Shalabayeva e della figlia di 6 anni".

E' quanto chiede la deputata del partito democratico, Lorenza Bonaccorsi, annunciando la presentazione di una interrogazione urgente al ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "I dubbi rimasti sulla vicenda kazaka- spiega Bonaccorsi- si arricchiscono di un nuovo elemento che va chiarito rapidamente. Per poter espellere la moglie del dissidente Ablyazov era necessario che anche la figlioletta di soli 6 anni avesse un documento kazako.

Documento che, secondo quanto emerso da una perizia dei difensori della donna, sarebbe stato creato con una falsificazione utilizzando il materiale fotografico in possesso esclusivamente della Questura di Roma al momento dell'arresto. Si tratta di un'accusa grave, che va chiarita immediatamente, per evitare che si creino ulteriori ombre sulla vicenda".

4 - SHALABAYEVA:PD,ALFANO CHIARISCA A CAMERE NOVITA' SU DOCUMENTI
(ANSA) - "Le inquietanti novita' che stanno emergendo sul caso 'Shalabayeva' impongono al ministro Alfano di riferire urgentemente alle Camere. Se fosse confermata la manomissione del passaporto della moglie del dissidente, saremmo di fronte ad un fatto grave".

Lo affermano i senatori del Pd Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura e Roberto Cociancich, membro della commissione Esteri, che commentano alcune notizie, pubblicate su "Il Messaggero", secondo le quali il passaporto di Alma Shalabayeva e della figlia minorenne sarebbe stato ritoccato per consentirne l'espulsione dall'Italia. "La versione del ministro dell'Interno all'epoca - aggiungono i parlamentari - era che l'intera operazione dei servizi segreti kazachi fosse avvenuta a sua totale insaputa. Una tesi che rischia di uscire ulteriormente indebolita". "Alfano venga in Aula a fare chiarezza", concludono i senatori.

 

 

delegazione di grillini incontra alma shalabayeva Shalabayeva alma MUKTHAR ABLYAZOV E LA FIGLIA ALUA E LA MOGLIE ALMA SHALABAYEVACIE PONTE GALERIA CIE CENTRO IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE PONTE GALERIA ANDREA MARCUCCISILVIO BERLUSCONI E ANGELINO ALFANO angelino alfano ANGELINO ALFANO MATTEO RENZI

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO