pam bondi jeffrey epstein donald trump

"HO UN CONSIGLIO PER I GOVERNI STRANIERI: NON ASPETTATE CHE LA NOSTRA AMMINISTRAZIONE CORROTTA PUBBLICHI I FILE SU EPSTEIN, FATE LE VOSTRE INCHIESTE" - THOMAS MASSIE, PARLAMENTARE REPUBBLICANO DEL KENTUCKY, ACCUSA LA MINISTRA DELLA GIUSTIZIA PAM BONDI, CHE IERI È STATA ASCOLTATA IN COMMISSIONE AL CONGRESSO - BONDI È STATA MESSA SULLA GRATICOLA ED È STATA ACCUSATA DI "COPRIRE TRUMP" INSABBIANDO I DOCUMENTI PIÙ SCOTTANTI SUL CASO EPSTEIN - LA MINISTRA NON SI È GIRATA A GUARDARE LE VITTIME, PRESENTI IN SALA, DEGLI ABUSI SESSUALI DEL FINANZIERE...

1 - I DEM CONTRO PAM BONDI 'SEI TU CHE COPRI TRUMP' MASSIE: STRANIERI, INDAGATE

Estratto dell'articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”

 

PAM BONDI - FOTO LAPRESSE

«Il suo tempo è finito». È Pam Bondi a vestire il ruolo di presidente della Commissione Giustizia e a troncare il botta e risposta con il democratico della Georgia Henry H. Johnson. Scena inconsueta, fuori dalle regole, che rivela come l'audizione dell'Attorney General Usa al Congresso sia stata sul filo della tensione, con i democratici a incalzare Pam Bondi e i repubblicani – non tutti – ad addolcire le domande o a tenersi lontano dal "mondo di Epstein" parlando invece di criminalità e immigrazione. [...]

 

La tattica di Pam Bondi davanti alla Commissione schierata al completo nell'aula 2141 del Rayburn Building, è chiara da subito: svicolare, non rispondere direttamente alle questioni più imbarazzanti, parlare di altro, e difendere l'operato del suo dicastero.

 

DONALD TRUMP PAM BONDI

Hanno lavorato – dice – 500 avvocati ed esperti per pulire i file. Ma il Procuratore Generale statunitense non spiega né perché siano stati commessi errori con decine di nomi di vittime riconoscibili e ci siano omissis su persone del cerchio magico di Epstein. L'audizione è tosta, sin teatrale in alcuni momenti. Bondi accusa i democratici che la incalzano: non mi farò trascinare nel fango.

 

Non risponde a una domanda sui festini con minorenni e Trump. Alla deputata Zoe Lofgren replica invece: «Mi dica quanti soldi ha preso da Reid Hoffman», co-fondatore di Linkedin e fra i contatti più discussi di Epstein. I momenti caldi sono diversi, Bondi viene invitata dal deputato Johnson a «voltarsi, a guardare in faccia le sopravvissute e a scusarsi». Lei resta immobile e impassibile anche se più volte nella deposizione ha espresso la sua solidarietà alle vittime, e definito Epstein un «mostro orribile».

pam bondi

 

Il botta e risposta con Pramila Jayapal, leader del caucus progressista, è acceso. Jayapal invita le vittime ad alzarsi in piedi e chiede loro di alzare la mano se sono state contattate dal Dipartimento di Giustizia. È una selva di mani in aria. La deputata allora accusa direttamente Bondi di aver coperto i pedofili oscurando i loro nomi nei file. Lo scontro sale tanto che Jim Jordan toglie la parola alla democratica. I toni salgono ancora in serata quando Bondi si scontra con la vulcanica Jasmine Crockett.

 

pam bondi donald trump

È un coro di accuse dal fronte democratico dove domina la parola «insabbiamento». La pronuncia per primo Jeremy Raskin, vice della Commissione. Il deputato Jesus Garcia ci dice a margine dei lavori che «Bondi agisce per conto di Trump, la sua è un'azione di insabbiamento e copertura».

 

La stessa Pramila Jayapal aggiunge: «Negli altri Paesi almeno – e lo vediamo con la famiglia reale britannica e forse con primi ministri – queste cose stanno avendo un effetto. Ed è giusto. Nessuno dovrebbe seguire la leadership Usa su questo, perché noi non stiamo facendo assolutamente nulla. Anzi stiamo consentendo a queste persone, ai potenti, di uscirne indenni e questo è un oltraggio».

 

JEFFREY EPSTEIN A MAR-A-LAGO CON DONALD TRUMP

Thomas Massie, repubblicano del Kentucky, è l'uomo che assieme a Ro Khanna ha portato all'approvazione – 19 novembre 2025 – dell'Epstein Trasparency Act. A La Stampa confessa il suo choc nel leggere – è andato lunedì pomeriggio al Dipartimento di Giustizia – le versioni senza censure dei documenti. [...]

 

Massie ha rivelato il nome di sei persone definite nelle carte co-cospiratori ed evidenziato quanto globale era la tela di Epstein. «Ho un consiglio per i governi stranieri – spiega –. Non aspettate che il nostro corrotto governo pubblichi i file integrali, fate le vostre inchieste, prendere il materiale che è esteso in ogni angolo del globo e copre decenni. I governi hanno una giurisdizione che io non sono riuscito a garantire nel Trasparency Act».

 

2 - EPSTEIN, DEPOSIZIONE SHOW DELLA PROCURATRICE BONDI "MAXWELL MUOIA IN CELLA"

Estratto dell'articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”

 

donald trump pam bondi

Si è rifiutata di scusarsi con le vittime del pedofilo Jeffrey Epstein. Ha aggirato le domande sul perché avesse coperto i nomi dei potenti amici del finanziere morto in carcere e pubblicato, invece, quelli delle vittime, inclusi indirizzi e numeri di telefono. Ha insultato i membri democratici della commissione, parlato di «circo», «teatro», risposto in modo irrituale «oh, lasciatemi parlare» e «non mi abbasserò al vostro livello». [...]

 

Ha adottato la stessa strategia mostrata a ottobre: non ha risposto alle domande anche quando le chiedevano solo un «sì» o un «no», ma ha sfidato con tono sprezzante i membri dell'opposizione. Ha definito Epstein «un mostro», detto di sperare che la complice, Ghislaine Maxwell, «muoia in prigione», rivelato che «sono in corso indagini relative a Epstein» e invitato le vittime a denunciare, ma poi ha alzato un muro, descrivendo Donald Trump come «il miglior presidente della storia americana».

donald trump circondato da audaci signorine epstein party a mar a lago 2

 

A un certo punto la ministra ha risposto in modo surreale citando il boom azionario a Wall Street e al Nasdaq, sostenendo che si dovesse parlare dei «successi del presidente» e non di questo scandalo sessuale.

 

Alle risate sarcastiche dei democratici, Bondi ha risposto irritata: «Ma cosa ridete?». L'audizione non ha rappresentato un momento di verità, ma di arroganza normalizzata. Alcune vittime, presenti in aula, sono rimaste deluse. Il dipartimento di Giustizia non le ha mai incontrate.

 

Nel frattempo l'Fbi ha ingaggiato l'anno scorso un migliaio di agenti con il compito di oscurare nomi presenti in milioni di file, prima che venissero resi pubblici: ufficialmente dovevano essere quelli delle vittime, ma alla fine sono stati soprattutto quelli di personaggi importanti, incluso Trump [...]

donald trump pam bondi 1

 

Ogni scambio ha generato proteste in aula, sovrapporsi di voci e un clima caotico che ha finito per porgere l'assist al presidente della commissione, il trumpiano Jim Jordan — accusato a sua volta in passato di aver coperto casi di abusi sessuali quando era assistente coach di lotta a Ohio State University — che ne ha approfittato per passare la parola a un nuovo deputato ed evitare che Bondi rispondesse.

 

Intanto il democratico Jamie Raskin, che ha avuto accesso ai documenti non oscurati, ha rivelato che il nome di Trump è citato «più di un milione di volte». Finora risultava presente in cinquemila documenti e per un massimo di 38 mila citazioni e già questi numeri avevano suscitato indignazione in un Paese dove la fiducia degli elettori verso il presidente si è incrinata: secondo Economist/YouGov, un americano su due è convinto che Trump stia cercando di insabbiare lo scandalo e ne sia coinvolto. Bondi, con il suo atteggiamento di sfida, non ha fatto niente per convincere del contrario.

thomas massie Thomas Massie

il party di epstein e trump 11JEFFREY EPSTEIN- DONALD TRUMP donald trump ghislaine maxwell 1

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