renzi smorfie

SI MOSSERO ADDIRITTURA IL VATICANO E MACRON, CONOSCENDO BENE LE EURO-INTENZIONI DI SALVINI, PER CONVINCERE RENZI AD APRIRE UNA TRATTATIVA DI GOVERNO CON IL MOVIMENTO 5 STELLE. MA IL BULLETTO TOSCANO RISPOSE DI NO - IN QUESTE ORE SI RINCORRONO GIÀ LE VOCI DI UNA POSSIBILE CRISI DELL’ATTUALE MAGGIORANZA E DI UN'ALLEANZA COL PD - RENZI: "LO DEVONO FARE SUL MIO CADAVERE" 

DAGONEWS

Solo ora si viene a sapere che si mossero addirittura il Vaticano e Macron, conoscendo bene le euro-intenzioni di Salvini, per convincere Renzi ad aprire una trattativa di governo con il Movimento 5 Stelle. ma il bulletto toscano rispose di no.

 

IL PIANO B DEI GRILLINI

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

CONTE E SALVINI

Il governo Conte non ha nemmeno un mese di vita, eppure nei palazzi della politica si rincorrono già le voci di una possibile crisi dell’attuale maggioranza. I grillini, infatti, si interrogano sulle reali intenzioni di Matteo Salvini.

 

matteo salvini al senato 2

«Col tempo potrebbe aver voglia di andare al voto», confida preoccupato a un amico l’ex deputato pentastellato Matteo Dall’Osso, corrente duri e puri.

 

E i big del Movimento, nel chiuso delle stanze in cui si riuniscono, non escludono questa possibilità: «Il leader della Lega si muove come se dovesse andare alle elezioni presto, come se volesse rompere a ottobre», è la frase che negli ultimi giorni si ripetono l’un l’altro sempre più spesso.

 

roberto fico

Ma per i grillini, per la prima volta in affanno in tutti i sondaggi, quella del voto non è un’opzione percorribile. Per questa ragione un pezzo dei pentastellati sta già ragionando sull’eventualità di un piano B: nel caso Salvini mandasse all’aria il governo si dovrebbe tentare di dare vita a una maggioranza diversa con il Pd.

 

In realtà, il canale di comunicazione tra 5 Stelle e Partito democratico non si è mai chiuso. Prova ne è la decisione del presidente della Camera Roberto Fico di far saltare l’accordo stretto tra Salvini e Giorgia Meloni per dare la presidenza del Copasir a un esponente di Fratelli d’Italia. Fico è intervenuto in prima persona per bloccare quell’operazione nella convinzione che quella poltrona dovesse andare al Partito democratico.

matteo renzi in senato 1

 

Il presidente della Camera, del resto, ha ottimi (e frequenti) rapporti sia con il suo vice Ettore Rosato che con il capogruppo del Pd a Montecitorio Graziano Delrio, con i quali ha per l’appunto gestito la vicenda del Copasir. Sia detto per inciso, né Rosato né Delrio sono comunque favorevoli all’ipotesi di un governo con il Movimento 5 Stelle.

 

Come non lo è Matteo Renzi: «Lo devono fare sul mio cadavere», si è lasciato sfuggire l’altro giorno l’ex segretario chiacchierando con un senatore amico. Però il tema c’è. E se ne parla nei capannelli dei dem nel Transatlantico di Montecitorio: «A me un’ipotesi del genere non piace affatto, ma se veramente vi fosse una crisi di governo questa volta per noi sarebbe difficile dire di no ai grillini. Molto dipenderà anche da quello che ci chiederà in questo caso Mattarella», confessava l’onorevole Stefano Ceccanti, costituzionalista di area renziana.

 

ROBERTO FICO E GIUSEPPE CONTE

E proprio i sostenitori dell’ex segretario del Pd hanno il sospetto che Maurizio Martina, per rafforzarsi dentro il partito, possa essere pronto a riaprire il dialogo con i 5 Stelle rimettendo in gioco anche LeU, che in questo caso difficilmente potrebbe stare fuori dai giochi.

 

D’altra parte, anche un osservatore esterno come il politologo Roberto D’Alimonte non esclude questa possibilità: «Se Salvini dilagasse, non mi stupirei di un’alleanza M5s e Pd». I grillini comunque aspettano di capire le reali intenzioni dell’ingombrante alleato, anche se persino Di Maio, che sulla nascita di questo governo ha scommesso il suo futuro politico, ammette che «andando avanti in questo modo non reggiamo».

 

MATTEO SALVINI

Ma è poi così sicuro che Salvini voglia andare al voto? E che soprattutto sia in grado di farlo dal momento che Forza Italia non ne ha affatto intenzione? Berlusconi glielo ha fatto capire in ogni modo nei colloqui di questi giorni: «Andare alle elezioni sarebbe un azzardo non solo per noi ma anche per il Paese», è stato il suo monito. Perciò non tutti, a Montecitorio come a Palazzo Madama, danno per scontato che questo sia il vero obiettivo del leader della Lega. Tra i parlamentari azzurri infatti circola un’altra ipotesi (da loro caldeggiata).

 

Questa: Salvini potrebbe veramente arrivare alla rottura con i grillini, subito dopo le elezioni europee, ma non per correre alle urne. Piuttosto il capo leghista potrebbe dare vita a un governo con Forza Italia, Fratelli d’Italia e un pezzo dei 5 Stelle, oltre che con altri «responsabili». Un governo di cui, ovviamente, Salvini sarebbe il premier.

 

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