giuseppe conte virginia raggi valerio staffelli tapiro

POLVERE DI CINQUESTELLE - I GRILLINI SONO SEMPRE PIÙ INCAZZATI PER LA SVOLTA “EXTRAVERGINE D’ULIVO” DI CONTE: A ROMA VIRGINIA RAGGI È INCAZZATA NERA PER L’ABBANDONO DI “GIUSEPPI”, CHE L’HA LASCIATA SOLA DOPO LA DISFATTA PER CORRERE TRA LE BRACCIA DI MANFREDI  A NAPOLI. IL PIANO B DI BEPPE GRILLO È PROPRIO QUELLO DI INCORONARE “VIRGINIK” LEADER DEL MOVIMENTO - LA SINDACA USCENTE (ANZI, USCITA) STASERA RICEVE IL TAPIRO D’ORO DA “STRISCIA”: “NON LASCIO LA POLITICA. STIAMO GIÀ COSTRUENDO IL FUTURO”

TAPIRO D'ORO A VIRGINIA RAGGI

DAGOREPORT - CONTE CACADUBBI TRA RAGGI E GUALTIERI. TRA I GRILLINI GODE SOLO BEPPE GRILLO: SENZA DI LUI IL M5S NON ESISTE. E ORA DEVE SOLO ASPETTARE CHE QUALCOSA DETRONIZZI CONTE: IL SUO PIANO B E' INCORONARE VIRGINIA RAGGI LEADER DEL MOVIMENTO...

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoreport-salvini-tilt-39-convinto-aver-perso-consensi-285163.htm

 

VIRGINIA RAGGI GIUSEPPE CONTE

TAPIRO A RAGGI: NELLA DISFATTA, I CAPI M5S L’ABBANDONARONO PER FESTEGGIARE A NAPOLI

Marco Zonetti per www.vigilanzatv.it

 

Nel giorno della sconfitta elettorale dell'uscente sindaca di Roma Virginia Raggi, arrivata quarta dopo Carlo Calenda e ben lontana dal ballottaggio, non è sfuggito che i leader del M5s, in primis Giuseppe Conte ma anche Luigi Di Maio e Roberto Fico sono corsi a festeggiare a Napoli - a favore di telecamere - la vittoria del candidato sindaco di Centrosinistra Gaetano Manfredi (appoggiato anche dai grillini), abbandonando la povera ex prima cittadina romana alla sua Caporetto elettorale.

gaetano manfredi giuseppe conte

 

Per questo, Valerio Staffelli di Striscia la Notizia ha raggiunto Raggi per consegnarle il Tapiro D'Oro nella prima vera intervista dopo la bocciatura elettorale.

 

«Non vado in vacanza e continuerò a lavorare per Roma, c’è ancora tanto da fare. Non lascio la politica. Stiamo già costruendo il futuro». Così Raggi ha risposto a Staffelli ricevendo l'ambìta statuetta (il servizio andrà in onda questa sera dalle 20.35 in poi su Canale5).

 

abbraccio gaetano manfredi giuseppe conte

Ricordandole poi che, rispetto al 2016 quando venne eletta al Campidoglio, in questa tornata elettorale ha perso ben due terzi dei voti, Staffelli le ha chiesto come abbia vissuto l'abbandono da parte dei leader 5 Stelle nel giorno della disfatta, leader che sono andati a festeggiare a Napoli mollandola sola a Roma.

 

giuseppe conte virginia raggi 2

«La situazione è un po’ attapirante, ma ho ottenuto circa il 20% nonostante avessi tutti i media contro, voi compresi. La prendo con filosofia. Avrei proseguito con un altro mandato per continuare le cose iniziate», ha commentato la candidata grillina, scherzando«Ora mi deve promettere che porterà un cinghiale d’oro a Nicola Zingaretti».

 

virginia raggi in versione gladiatrice twittata da beppe grillo

M5S, ATTORNO A RAGGI CRESCE IL MALCONTENTO CONTRO IL CONTE 'ULIVISTA'

Matteo Pucciarelli per www.repubblica.it

 

Come muoversi in vista dei ballottaggi, il nuovo organigramma per strutturare il Movimento, la linea politica dentro il governo e dentro la futura coalizione: i capitoli aperti nei 5 Stelle sono numerosi e di certezze non ce n'è nessuna.

 

In compenso il terrore è tanto; un calcolo spannometrico che gira tra i parlamentari è che, per via del taglio voluto proprio dal Movimento, se alle prossime elezioni il M5S prendesse il 10 per cento - risultato tutt'altro che scontato - entrerebbero una cinquantina di persone tra Camera e Senato. Contro i 340 del 2018. Una Caporetto, per il partito e anche per le vite dei singoli, che a questo punto da qui alla fine della legislatura rischiano di diventare incontrollabili.

BEPPE GRILLO VIRGINIA RAGGI

 

Chi dovrebbe sciogliere i nodi è Giuseppe Conte, che però è ancora impegnato nel suo tour in Sicilia. "Non dico che dovevamo fare ore di analisi della sconfitta, ma neanche lo zero totale come sta succedendo ora", dice un deputato. I flussi analizzati da YouTrend dicono che a Bologna l'elettorato del M5S ha per metà ingrossato le fila dell'astensione.

 

Un pezzo da novanta come Max Bugani, sostenitore della convergenza con il centrosinistra, nel capoluogo emiliano ha portato a casa poco più di 300 preferenze. Se la strada del fronte progressista sembra segnata, il punto adesso è come convivere con il Pd e gli altri. Una parola assai utilizzata in queste ore è "appiattimento".

 

giuseppe conte

La sensazione cioè che nel mutare pelle si sia invece rimasti senza una propria identità. Su questo argomento l'ex presidente del Consiglio cerca, almeno come principio, di rivendicare una diversità del M5S: "Non ci vedo a fare il ramoscello di un ulivo...".

 

Di certo sul fronte interno e organizzativo pare che Conte non abbia fretta. Le nomine previste dopo i ballottaggi con ogni probabilità slitteranno ancora di qualche settimana. Questo mese scade il mandato di capogruppo al Senato di Ettore Licheri, a dicembre quello di Davide Crippa alla Camera. Fosse per Conte il primo verrebbe riconfermato, mentre al posto di Crippa andrebbe l'ex ministro Alfonso Bonafede.

giuseppe conte gaetano manfredi

 

Non è così scontato, perché c'è il tema delle quote rose: dal 2018, i sei capigruppo che si sono avvicendati nelle due Camera, e anche i loro vice, sono sempre stati solo maschi. Con le due sindache di Torino e Roma non più tali, l'argomento acquista ulteriore valore. "Occorre puntare su delle figure femminili", ragiona ad esempio Sergio Battelli. I nomi ci sarebbero, da Vittoria Baldino e Lucia Azzolina alla Camera passando per Nunzia Catalfo al Senato.

virginia raggi giuseppe conte

 

Attorno ai ballottaggi infine si consumamo le frizioni tra le diverse sensibilità del Movimento. Gli iper contiani Stefano Patuanelli e Alessandro Todde hanno detto ad esempio, chiaro e tondo, che sostengono Roberto Gualteri nella corsa per il Campidoglio, ora che Virginia Raggi è fuori dai giochi. La ormai ex sindaca, dopo mesi di campagna elettorale durissima contro l'ex ministro, ribolle di rabbia. Potrebbe essere lei il contraltare interno di Conte, la leader di una minoranza organizzata che non vuol morire ulivista?

grillo raggigiuseppe conte virginia raggi 8gaetano manfredi giuseppe conte virginia raggi giuseppe conte 2

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...