ANCHE I GRILLINI SPENDONO - IL M5S SGANCIA 160 MILA EURO PER GLI AFFITTI DELLE CASE DESTINATE ALLO STAFF - SOLO PER L’APPARTAMENTO VICINO AL PANTHEON IN CUI VIVE L’EX GF ROCCO CASALINO SE NE VANNO 40 MILA EURO

Francesco Maesano per “la Stampa”

rocco casalino grillo rocco casalino grillo

 

Ho un mutuo a Milano: ottocento euro al mese per casa mia. Che faccio, devo anche pagarmi la casa qui a Roma col mio stipendio?» Rocco Casalino l’ha presa malissimo. Non ci sta a passare per privilegiato dopo la notizia di quei quarantamila euro spesi dal gruppo M5S per l’affitto di casa sua nel centro di Roma, a quattro passi dal Pantheon.

E se vale per lui allora vale per tutti. «Mica è così solo al Senato. È un discorso che comprende tutti i dipendenti, anche quelli andati a Bruxelles».

 

rocco casalino grillo rocco casalino grillo

Proprio tutti? «Tutti i dipendenti non residenti a Roma. E poi anche i parlamentari con la diaria si pagano l’affitto, mica se lo pagano con lo stipendio». Non tutti però hanno la fortuna di abitare a pochi metri dal posto di lavoro. Anzi: molti parlamentari del Movimento hanno preso casa lontano dal centro per abbassare i costi e restituire il più possibile al fondo per il microcredito, mentre i dipendenti della comunicazione attingono da quello dei gruppi.

 

«Ho diritto a mille euro al mese per l’affitto – si difende Casalino che sulla questione non vede contraddizioni – siamo in due in una casa di 75 metri quadri e paghiamo poco più di duemila euro. La cifra riportata dai giornali si riferisce all’intero ammontare dell’affitto da quando l’abbiamo presa, nel 2013. Una casa nella quale sono passati tanti altri colleghi. È del Movimento».

 

Intanto però la casa in centro è a sua disposizione e i soldi arrivano dal fondo che il Senato elargisce ai gruppi, destinato agli scopi istituzionali riferiti all’attività parlamentare, e alle attività politiche ad essa connesse, oltre che alle spese per il funzionamento dei loro organi e delle loro strutture.

 

rocco casalino grillo rocco casalino grillo

Da quel conto, centosessantamila euro finiscono in affitti per i dipendenti della comunicazione. Che nel M5S sono formalmente assunti dal gruppo, ma vengono indicati da Milano. «Io sono qui in trasferta, il mio colloquio l’ho fatto alla Casaleggio Associati».

Poi si appella alla giurisprudenza: «C’è anche una sentenza della Corte dei conti che ci dà ragione. Parliamo di un fringe benefit di alloggio previsto dal contratto».

 

ROCCO CASALINO E ALTRI MASCHIONI ROCCO CASALINO E ALTRI MASCHIONI

Per il M5S l’arrivo a Roma dopo una campagna elettorale passata a promettere di aprire il Palazzo come una «scatoletta di tonno» si è rivelato più complesso del previsto. E dopo lo psicodramma iniziale per decidere quanta parte di diaria restituire, cosa rendicontare e tutte le mille sfaccettature della «mistica degli scontrini», gli aspetti legati al trattamento economico dei dipendenti del gruppo comunicazione erano rimasti in secondo piano.

 

«Arrivati qua – racconta Casalino – non sapevamo neanche quanto saremmo durati, non potevamo mica chiedere a tutti i dipendenti di anticipare caparre e spese di agenzia. Qualcuno neanche li aveva quei soldi. Un professionista non viene a lavorare a Roma per 2000 euro se deve pure pagarne 1000 di affitto, altrimenti nel fare i colloqui non troveremmo nessuno. E poi la logica del Movimento non può certo essere quella di sfruttare i dipendenti».

lucarelli twitta rocco casalino che direbbe il figlio di un padre con le labbra al silicone lucarelli twitta rocco casalino che direbbe il figlio di un padre con le labbra al silicone

 

 

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...