gian carlo blangiardo matteo salvini

I PENSIONATI D’ORO VANNO AI GIARDINETTI! – NEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DI IERI, È FALLITO IL TENTATIVO DI PERMETTERE AI VECCHI MARTUFI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI FARE UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA. IL BLITZ ERA STATO TENTATO DALLA LEGA PER SALVARE LA POLTRONA AL PRESIDENTE DELL’ISTAT, GIAN CARLO BLANGIARDO. MA IL SOTTOSEGRETARIO MANTOVANO SI È MESSO DI TRAVERSO – LA TENSIONE TRA LOLLOBRIGIDA E SALVINI

Estratto dell’articolo di Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI - BY EDOARDO BARALDI

[…] Consiglio dei ministri intenso, quello di ieri. È sera quando fonti di governo fanno trapelare la tensione che ha contrapposto il vicepremier leghista e il ministro dell’Agricoltura, seccato perché Salvini avrebbe provato a «mettere il cappello» su un provvedimento che anche Francesco Lollobrigida ha fortemente voluto.

 

Ai meloniani non è sfuggito il silenzio dei vertici della Lombardia a guida leghista sull’istituzione della cabina di regia coordinata dal leader del Carroccio e più d’uno ha insinuato: «I mal di pancia leghisti sono contro il decreto o contro Salvini?».

 

romeo lollobrigida cattaneo meloni lupi berlusconi salvini ronzulli

Martedì il Consiglio dei ministri tornerà a riunirsi e torneranno sul tavolo le questioni irrisolte, a cominciare dalle nomine dei vertici Consob e dalla riforma di Sport e Salute: il ministro Andrea Abodi era pronto e forse aveva anche in mente il sostituto di Vito Cozzoli.

 

[…] Ed è fallito il tentativo di una parte del governo di consentire un altro giro di giostra ai pensionati e pensionandi «d’oro» ai vertici della Pa, cancellando gli effetti della legge di Marianna Madia del 2014.

 

gian carlo blangiardo 3

Diversi ministri ci lavoravano da giorni sottotraccia. Attraverso le limature dei tecnici speravano di riuscire a infilare nel decreto sulla Pa la possibilità di affidare incarichi retribuiti ai dirigenti pensionati e di trattenere in servizio i pensionandi: una norma che avrebbe riguardato tutte le amministrazioni coinvolte nella realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

 

Quando Giorgia Meloni comincia a parlare il leader della Lega ancora non è arrivato. E quel che la premier afferma davanti ai «big» del governo è l’esatto contrario di quanto Salvini aveva sperato di sentirle dire. «Comprendo che alcuni di voi vorrebbero trattenere in servizio persone di grande esperienza con le quali hanno costruito un rapporto di fiducia, ma gli italiani non capirebbero — ferma i giochi Meloni — Dobbiamo fare tutti un sacrificio».

 

alfredo mantovano giorgia meloni

Il sottosegretario alla presidenza, Alfredo Mantovano, nelle riunioni riservate si era messo di traverso perché «bisogna fare largo ai giovani». E Meloni davanti ai ministri condivide le ragioni dello stop. «Io sono contraria, per una questione di buon senso — ammonisce la premier senza troppo girarci attorno —. Sarebbe ingiusto nei confronti di tanti laureati che hanno studiato e hanno le carte in regola per ricoprire incarichi di vertice nella macchina pubblica. Se rimettiamo il tappo, poi non lamentiamoci se i migliori se ne vanno all’estero».

 

Raccontano che Tajani abbia annuito («è giusto far arrivare i giovani») e che il ministro competente, Paolo Zangrillo, vista la determinazione della leader di Fratelli d’Italia, non abbia replicato. […]

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