renzi conte

"BISOGNA RISCRIVERE UN NUOVO PATTO DI GOVERNO" - A POCHE ORE DAL VERTICE DI MAGGIORANZA SUL RECOVERY PLAN, I RENZIANI TORNANO A CHIEDERE LA TESTA DI CONTE: "IL GOVERNO È AL CAPOLINEA" - PER PD-M5S NON CI SONO ALTERNATIVE A "GIUSEPPI" - I DEM HANNO GIÀ CHIARITO IL NO A UN GOVERNO RETTO DA UNA PATTUGLIA DI RESPONSABILI - BELLANOVA: "SONO LE ULTIME ORE DEL GOVERNO CONTE? DIPENDE DA LUI, DA COME VUOLE AFFRONTARE QUESTA SITUAZIONE DI GRANDE EMERGENZA"

Da https://www.lastampa.it

renzi mejo dello sciamano di washington

 

A poche ore dal vertice di maggioranza a palazzo Chigi sul Recovery plan il futuro del governo Conte II sembra essere davvero appeso a un filo. Italia viva tiene il punto e rincara gli avvertimenti ("il governo è al capolinea"), insistendo sul pretendere dal premier risposte concrete alle richieste renziane, compreso il ricorso al Mes, altrimenti la delegazione di Iv abbandonerà l'esecutivo. Una posizione che si scontra con il muro innalzato da Pd e M5s: per le due forze di maggioranza non esiste alternativa a Conte.

 

MATTEO RENZI TERESA BELLANOVA

E mentre si profila un redde rationem al prossimo Cdm, che potrebbe riunirsi domani (anche se la convocazione non è ancora ufficiale), i riflettori si spostano nuovamente in Parlamento, dove se la situazione interna al governo e alla maggioranza giallorossa dovesse precipitare nelle prossime ore, il premier potrebbe volersi presentare - come avvenne in occasione della crisi del governo gialloverde - per una 'conta' dagli esiti imprevedibili. Anche perché, il Pd ha messo ben in chiaro il suo 'niet' a un governo che si dovesse reggere su maggioranze "fragili", ovvero sui voti di una pattuglia di responsabili, che pure al momento non sembra delinearsi, almeno stando alle smentite dei diretti interessati.

 

Conte Zingaretti

«Il tempo è finito», sentenzia Teresa Bellanova. «Ora devono arrivare le risposte. Conte dovrebbe prendere atto che questa esperienza è al capolinea. Bisogna riscrivere un nuovo patto di governo», aggiunge la ministra renziana, che torna a rimandare la palla nel campo del premier: «Sono le ultime ore del governo Conte? Dipende da lui, da come vuole affrontare questa situazione di grande emergenza».

 

Pur mettendo in chiaro che questo governo deve andare avanti, anche il Pd incalza Conte affinché «prenda un'iniziativa per arrivare a una proposta di patto di legislatura, un'esigenza che con tutti gli alleati di Governo abbiamo condiviso come necessità per dare nuovo slancio all'esecutivo», scandisce Nicola Zingaretti, che ha riunito la Direzione del partito pronto a riconvocarla se dovessero sopraggiungere sviluppi.

 

matteo renzi teresa bellanova

Le parole del leader dem vengono subito 'sposate' da Italia viva: «Ciò che ha detto il segretario Zingaretti» sulla necessità di un nuovo patto di legislatura «è condivisibile, ora sta al presidente Conte decidere», afferma la ministra Elena Bonetti. Sottolineando che «serve un nuovo progetto di governo che offra al Paese una chiarezza nella direzione da adottare». Ma il segretario del Pd ha detto anche altro. A partire dal respingere eventuali 'scenari' alternativi a cui, è il sospetto degli alleati, starebbe ragionando Matteo Renzi. Innanzitutto il leader dem conferma la lealtà al governo, «lo sosteniamo».

GIUSEPPE CONTE - MATTEO RENZI

 

Quindi, Zingaretti torna a paventare il ritorno delle urne: un "rischio reale" che però i dem "non temono". Quanto a un possibile governo tecnico o di larghe intese, il segretario taglia corto: «Quale altra strada c'e' rispetto a questa? Un altro governo, confuso, trasformista, trasversale, tecnico? Nulla di buono tutto cio' porterebbe all'Italia». Anche il Movimento 5 stelle blinda Conte. Per Luigi Di Maio "questo governo deve andare avanti, il Paese non puo' rischiare di cadere nell'immobilismo, non sono accettabili giochi di palazzo».

 

giuseppe conte e luigi di maio

Per il titolare della Farnesina «il problema non è Conte, anzi Conte va rispettato e sostenuto, se dobbiamo discutere di qualcosa non discutiamo di poltrone ma di temi. Se la direzione è quella di individuare un percorso che porti a una maggiore efficienza e concretezza in questo delicato momento storico ben venga". Insomma, conclude il ministro pentastellato, «lavoriamo tutti a un patto di governo più articolato che dia certezze sui temi ad ogni forza politica, ma insieme a Giuseppe Conte che va rispettato e sostenuto». Leu insiste sulla necessita' che il governo vada avanti, tanto piu' dopo i miglioramenti apportati al Recovery plan, che non potrebbero trasformarsi in realta' se si dovesse arrivare alla crisi.

conte renzi

 

Ma, osservano i due capigruppo Federico Fornaro e Loredana De Petris, "e' evidente che se si vogliono solo cercare pretesti per una rottura incomprensibile e gia' decisa a freddo, nessuna disponibilita' al dialogo e alla collaborazione sara' mai sufficiente". Ma Iv non molla la presa: "Per noi va bene che a capo del governo ci sia Conte se cambia il metodo con cui ha guidato il governo e se ci da' risposte precise", insiste la ministra Bonetti.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...