immigrati renzi cameron

1. "GLI IMMIGRATI SONO COME SCARAFAGGI. CONTRO DI LORO VANNO SCHIERATE LE NAVI DA GUERRA. MOSTRATEMI LE BARE, LE FACCE DENUTRITE. NON ME NE FREGA NIENTE" 2. È L'EDITORIALE DEL "SUN" (5,5 MILIONI DI LETTORI) A FIRMA DI KATIE HOPKINS 3. MA STATE ATTENTI. CHI SCRIVE "L'IMMIGRAZIONE È UN TEMA TOSSICO, CHE NON INTERESSA AI NOSTRI LETTORI"? UN TABLOID DESTRORSO? NO, IL "GUARDIAN", PALADINO DELLA SINISTRA! 4. "I NOSTRI ARTICOLI SULL'IMMIGRAZIONE HANNO UN NUMERO DI LETTORI DAVVERO BASSO"

 

1. IL DIBATTITO INGLESE SUGLI IMMIGRATI: A DESTRA SONO "SCARAFAGGI", A SINISTRA SONO UN PROBLEMA "TOSSICO" PER QUALUNQUE POLITICO. IGNORATO (SOPRATTUTTO) DAI LETTORI

DAGOREPORT

 

katie hopkinskatie hopkins

In Inghilterra il dibattito sull'ultima tragedia in mare si concentra sull'editoriale della popolare presentatrice Katie Hopkins sul "Sun", quotidiano del gruppo Murdoch con oltre due milioni di copie vendute e cinque milioni e mezzo di lettori. La Hopkins ha parlato di "puntare cannoni contro le barche di immigrati", e il suo pezzo iniziava così:

 

"No, non me ne frega niente. Mostratemi le foto delle bare, i corpi che galleggiano in mare, suonate i violini e fate vedere gente denutrita con la faccia triste. Ancora non me fregherebbe nulla. Perché nel minuto successivo vedrei foto di giovani uomini aggressivi che si diffondono come un virus sulle navi di Calais, mentre provano a salire sui camion inglesi per entrare illegalmente nel Regno Unito. Provo pietà? Solo per gli autotrasportatori, che si beccano una multa ogni volta che la piaga di questi esseri umani bestiali finisce nel loro camion".

 

katie hopkins gli immigrati come scarafaggi sul sunkatie hopkins gli immigrati come scarafaggi sul sun

Per poi proseguire con "Non vi fate illusioni: gli immigrati sono come scarafaggi. Potrebbero sembrare un po' 'Bob Geldof in Etiopia, circa 1984', ma sono fatti per sopravvivere a una bomba nucleare. Sono dei sopravvissuti. (...) Dobbiamo fare come gli australiani: tiriamo fuori le navi militari, puntiamo i cannoni, li facciamo tornare a riva e poi bruciamo i barconi".

 

http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/suncolumnists/katiehopkins/6414865/Katie-Hopkins-I-would-use-gunships-to-stop-migrants.html

 

katie hopkins al marekatie hopkins al mare

Naturalmente, la reazione contro la Hopkins è stata durissima, anche da parte di commentatori conservatori come Piers Morgan ("Le navi da guerra le punterei contro di lei"), ma stamattina anche il "Guardian" ha affrontato la triste realtà, in un editoriale di Mark Rice-Oxley dal titolo "E' la nostra antipatia nei confronti dei migranti che ammazza nel Mediterraneo". Spiega come il tema dell'immigrazione sia tossico per i politici: gli unici a guadagnare sono quelli che promettono di cacciarli via dai rispettivi paesi, e chi vuole aiutare i disperati che scappano dal Nordafrica può solo perdere consensi.

 

Persino il quotidiano, giornale con molti lettori e in maggioranza sensibili ai temi "di sinistra", ammette che "nonostante il numero costante di morti in mare, la tragedia del Mediterraneo fatica a diventare un tema importante per un pubblico europeo che ha scarsa empatia. Gli articoli sull'immigrazione che pubblichiamo sul sito del 'Guardian' attraggono sempre un numero molto basso di lettori"

 

http://www.theguardian.com/world/2015/apr/19/it-is-our-antipathy-towards-migrants-that-kills-in-the-mediterranean

 

renzi pansa conferenza stampa naufragiorenzi pansa conferenza stampa naufragio

Il problema, alla fine, sta tutto qui. Enrico Letta, che non ha più incarichi di governo e si è pure dimesso dal parlamento, può tuonare via Twitter in difesa di Mare Nostrum esortando a salvare chi mette la propria vita nelle mani degli aguzzini del mare pur di arrivare in Europa.

 

Ma premier e ministri in carica sanno benissimo che investire altre decine di milioni di euro per salvare le vittime della tratta mediterranea è un boomerang politico, percepito come un'apertura all'immigrazione illegale e persino ai terroristi dell'Isis che si nasconderebbero sui barconi.

 

 

2. IMMIGRAZIONE, TSIPRAS E CAMERON CHIAMANO RENZI: SOSTEGNO A ITALIA PER UN VERTICE UE STRAORDINARIO

http://www.eunews.it/

 

renzi cameronrenzi cameron

La Grecia e la Gran Bretagna sono al fianco dell’Italia nella lotta per una politica Ue più forte sull’immigrazione. A farlo sapere a Matteo Renzi sono stati gli stessi premier David Cameron e, Alexis Tsipras che, dopo l’ultima tragedia nel Canale di Sicilia, hanno telefonato al presidente del Consiglio italiano per esprimere supporto alla richiesta italiana di un Consiglio europeo straordinario sull’immigrazione da tenersi in settimana. Secondo fonti europee si starebbe lavorando sull’ipotesi di tenerla giovedì.

 

katie hopkins katie hopkins

Per Tsipras occorre un piano in tre punti che “rafforzi il meccanismo di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo”, “supporti i Paesi del Mediterraneo” con uno “stanziamento di aiuti per gli oneri finanziari e di ospitalità” e che comprenda “iniziative diplomatiche” per affrontare i conflitti in Siria, Iraq e Libia. “L’Europa – sottolinea il premier greco – non può invocare il valore supremo della vita umana se non si mobilita per fermare questa tragedia”. Tsipras propone anche una riunione dei paesi del Mediterraneo, i più colpiti dall’emergenza, per “coordinarsi meglio e portare questo tema alla ribalta della politica europea”. “Sono al fianco di Renzi nella richiesta di un vertice d’emergenza – dice Cameron in un Tweet – per trovare una soluzione complessiva”.

 

 

3. MIGRANTI, LONDRA DICE NO A TRITON: “SOCCORSI IN MARE INCENTIVANO ARRIVI”

Dal "Fatto Quotidiano" del 28 ottobre 2014

   

immigratiimmigrati

Favoriscono le partenze dal Nord Africa, le tragedie del mare e gli arrivi nel continente europeo. Per questo motivo la Gran Bretagna non sosterrà le operazioni di soccorso per i migranti che navigando nel Mediterraneo tentano di arrivare in Europa. E’ quanto ha annunciato il Foreign Office in una risposta scritta alla Camera dei Lord. Il riferimento è alle operazioni Mare Nostrum, che chiuderà i battenti il 31 ottobre, e Triton che, coordinata da Frontex, prenderà il via il 1° novembre.

 

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Pur non essendo Triton propriamente un’operazione di soccorso, come ha spiegato più volte il direttore esecutivo di Frontex Gil Arias Fernandez, il governo inglese non vi prenderà parte: “Pensiamo che queste operazioni di soccorso creino un fattore di attrazione involontaria, spingendo più migranti a tentare la pericolosa attraversata via mare e causando quindi più morti tragiche e inutili”, ha affermato il sottosegretario agli Esteri del governo Cameron, Joyce Anelay.

 

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La posizione britannica si è già attirata le critiche di alcuni attivisti. L’amministratore delegato del Consiglio per i rifugiati, ong britannica, Maurice Wren ha avvertito che la posizione del Regno Unito contribuirà che più persone “inutilmente e vergognosamente moriranno alle porte dell’Europa”. E ha aggiunto: “Il governo britannico sembra ignaro del fatto che il mondo è in preda alla più grande crisi di rifugiati dalla fine della seconda Guerra mondiale”. Secondo Wren, “la gente in fuga dalle atrocità non smetterà di arrivare. Salire a bordo di una barca traballante in Libia resterà una decisione apparentemente razionale, se la si è presa per salvarsi da un Paese in fiamme”. “La risposta – ha precisato – non è quella di costruire mura più alte della fortezza Europa, ma quella di fornire canali più sicuri e legali per l’accesso dei rifugiati alla protezione”.

 

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La polemica si inquadra nel “tradizionale” braccio di ferro tra Londra e Bruxelles, la cui ultima puntata è la battaglia intrapresa dal governo britannico sull’extra budget. “Il Regno Unito non pagherà 2 miliardi di euro a nessuno il primo dicembre e respinge le richieste di pagamenti su questa scala”, ha detto ieri il primo ministro britannico David Cameron alla Camera dei comuni, in riferimento ai 2,1 miliardi di euro richiesti a Londra dalla Commissione europea come contributi aggiuntivi al budget del blocco a 28. Le elezioni del 2015 sono alle porte e il partito conservatore punta sullo scontro con l’Unione Europea per recuperare voti anche sul terreno del contrasto all’immigrazione, dove l’Ukip di Nigel Farage in questo momento detta la linea.

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