virginia raggi

RAGGI LUMINOSI - COME HA FATTO IN 48 ORE “VIRGY” A PASSARE DA AGNELLO SACRIFICALE A FRONTRUNNER DEL MOVIMENTO 5 STELLE PER ROMA? DOPO IL SÌ DI GRILLO E SOPRATTUTTO QUELLO DI LUIGI DI MAIO, ANCHE CONTE HA DOVUTO CEDERE ALLA SPINTA DELLA BASE SUI SOCIAL – IL “MESSAGGERO” DI CALTAGIRONE, CHE FINO A QUALCHE TEMPO FA LA RANDELLAVA UN GIORNO SÌ E L’ALTRO PURE, ORMAI SI SPERTICA NELLE LODI: “È UNA CANDIDATA FORTE, FORTISSIMA. NEL M5S SVENTOLANO SONDAGGI CHE LA DANNO AL 25%” (SE LO DICONO LORO…)

 

virginia raggi

"MESSAGGERO" D'AMORE - CHISSA' COME MAI IL QUOTIDIANO DI CALTAGIRONE HA IMPROVVISAMENTE AMMORBIDITO I TONI SU VIRGINIA RAGGI? - PRIMA LA SINDACA VENIVA RANDELLATA UN GIORNO SÌ E L'ALTRO PURE E ORA LA ELOGIA SUL CASO DELLA PARENTOPOLI M5S - SULLE DIMISSIONI DELLA COMPAGNA DI LEMMETTI, "HA VINTO LA LINEA RAGGI". CON TANTO DI VIRGOLETTATO EROICO: "SULLA TRASPARENZA - AVREBBE DETTO AI SUOI NEL PIENO DELLA CRISI - QUI NON SI SCHERZA, NON GUARDIAMO IN FACCIA A NESSUNO"

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/quot-messaggero-quot-39-amore-chissa-39-come-mai-quotidiano-264709.htm

 

CINQUE STELLE, ZERO LEADERSHIP - IL CAOS SULLA CANDIDATURA DI ZINGARETTI, PRIMA TENTATA E POI BLOCCATA DAI VETI GRILLINI, È LA PROVA PROVATA CHE IL MOVIMENTO 5 STELLE È ORMAI UN'AUTO ALLO SBANDO SENZA PILOTA – IL CAPO DESIGNATO, GIUSEPPE CONTE, ERA D’ACCORDO A CONVERGERE SUL NOME DEL FRATELLO DI MONTALBANO, MA ALLA FINE HA DOVUTO CEDERE E DIRE SÌ ALLA RAGGI – IL DUALISMO CON DI MAIO E LA PARTITA PER LE ALTRE CITTÀ CHE SI COMPLICA

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/cinque-stelle-zero-leadership-caos-candidatura-zingaretti-269642.htm

LA PUPA E IL SECCHIONE - I NUOVI CESTINI DELLA RAGGI BY CARLI

 

LA SINDACA SALVATA DALLA BASE SOCIAL E AI VERTICI: NON FARÒ INTESE CON I RIBELLI

Francesco Pacifico per "il Messaggero"

 

Le telefonate con Giuseppe Conte e con i parlamentari pentastellati. La pressione della base sui regionali per non accettare il diktat di Zingaretti, cioè tenere in piedi l' assemblea della Pisana e non tornare al voto nel 2021, anche con il governatore dimissionario. Il saper giocare di sponda con il fronte dei ribelli grillini - Casaleggio jr, Di Battista e Lezzi - pronti anche a rilanciare la sua candidatura al Campidoglio con una consultazione sulla piattaforma Rousseau.

virginia raggi e giuseppe conte affacciati al balcone del campidoglio 2

 

In meno di 48 ore Virginia Raggi è passata da vittima sacrificale sull' asse Cinquestelle Pd a candidata forte, fortissima per Roma di un Movimento che invece fa sempre più fatica a trovare una linea d' intenti comune. E il caso Raggi ne è l' emblema: tutti i ministri pentastellati, al di là delle dichiarazioni ufficiali, erano pronti a scaricarla e a benedire l' accordo con il Nazareno perché in ballo c' erano (e ci sono) anche le mire su Napoli, Milano, se non sulla Regione Lazio; la base, o meglio il popolo dei social, invece ha spazzato via ogni velleità di accordo, scomunicando chi non appoggiava Virginia.

BEPPE GRILLO VIRGINIA RAGGI

 

Chi ha parlato ieri con la sindaca, racconta che è serena e rinfrancata. Nel M5S sventolano sondaggi che la danno al 25 per cento, mentre dal suo comitato elettorale, qualcuno ridimensiona il tutto a un 17 per cento. In ogni caso, da sola, Raggi vale un terzo dei voti in più rispetto a quelli dei Cinquestelle. Dal suo inner circle, poi, aggiungono di non aver mai creduto che davvero Zingaretti sarebbe sceso in campo.

 

Ma soprattutto sottolineano che adesso la contesa e la campagna elettorale non saranno contro il centrosinistra, ma verso con il centrodestra. Concetto ribadito da un parlamentare molto vicino all' inquilina del Campidoglio come Francesco Silvestri: «Virginia Raggi è il naturale candidato contro un centrodestra che ha già rovinato la Capitale in passato e vuole tornare a fare danni».

virginia raggi luigi di maio

 

LE CONTROMOSSE

Detto questo, i grillini di Palazzo Senatorio si sono mossi non poco per evitare che Raggi venisse abbandonata. Venerdì la sindaca ha telefonato a Conte, chiedendogli rassicurazioni.

 

Che l' ex premier ha finito per dare, replicandole soltanto di tenersi lontano dai ribelli intorno a Casaleggio e di adeguarsi al patto tra gentiluomini stretto con Enrico Letta mesi fa: cioè una campagna elettorale a Roma senza colpi bassi tra M5S e Pd al primo turno e la possibilità che il perdente tra lei e Roberto Gualtieri appoggi l' altro al ballottaggio.

 

LA PAGINA FACEBOOK PER LA CANDIDATURA DI ROBERTO GUALTIERI A ROMA

Anche per questo l' ex premier ieri ha diffuso una nota nella quale spiega che «il Movimento 5 Stelle su Roma ha un ottimo candidato: si chiama Virginia Raggi», per poi ricordare che lo stop al nome di Zingaretti «non metta in discussione il lavoro comune che da qualche mese è stato proficuamente avviato a livello di governo regionale, che merita di essere portato a termine fino alla fine della legislatura». Cioè niente elezioni. Sempre venerdì, invece, la prima cittadina avrebbe mandato un messaggio a Luigi Di Maio, per averla appoggiata.

 

ROBERTO GUALTIERI ENRICO LETTA

I CONTATTI

Tutto intorno, poi, c' è stata una frenetica serie di contatti con parlamentari del Movimento anche non romani come la siciliana Giulia Lupo o la sarda Federica Daga, che si sono spese per lei. Ma la svolta, come detto, l' ha data la base, che per tutto il weekend ha tempestato i social e lanciato anatemi verso chi, soprattutto in Regione Lazio, accettava l' asse con i Dem.

 

raggi zingaretti

Anche per questo le assessore pentastellate della giunta Zingaretti, Roberta Lombardi e Valentina Corrado, ieri sono uscite con una nota per sottolineare «l' innegabile e forte imbarazzo che una eventuale candidatura di Nicola Zingaretti per le Comunali di Roma porterebbe nella neonata alleanza regionale». Proprio Lombardi, mai tenera con Raggi, era tra le papabili come candidata PD-M5S per il post Zingaretti.

 

Tornando al Campidoglio, nei prossimi giorni Raggi dovrebbe svelare i nomi dei candidati di una lista civica in suo appoggio. Non è escluso che faccia vagliare il suo programma sulla nuova piattaforma che il Movimento sta provando a costruire per il dopo Rousseau.

Quel che è certo è che - come ha fatto scagliandosi contro la manifestazione dei sovranisti a Roma poi annullata - farà una campagna elettorale incentrata su temi cari alla sinistra, per presentarsi come vera alternativa alla sinistra.

virginia raggi foto di baccovirginia raggi by oshovirginia raggi si beve una birrettasabrina ferilli virginia raggizingaretti raggivirginia raggi col marito andrea severini foto di baccovirginia raggi bici in rosa

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…