1. IN BARBA ALLE LEGGI DI PUTIN, SOCHI ERA ED È RIMASTA LA CAPITALE FROCIA DELLA RUSSIA 2. GIÀ DURANTE L’IMPERO SOVIETICO, PER TRASGREDIRE SI VENIVA IN RIVA AL MAR NERO, DOVE TUTTORA C’È UNA SPIAGGIA PER NUDISTI GAY. “BASTA CHE PAGHI, E DENTRO AI LOCALI PUOI FARE QUELLO CHE VUOI. MA CHE SUCCEDERÀ DOPO LE OLIMPIADI?” 3. LA COMUNITÀ LGBT TEME CHE UNA VOLTA PARTITI I GIORNALISTI, IL REGIME SI FARÀ SENTIRE 4. LA POLIZIA HA GIÀ COMINCIATO AD ARRESTARE GLI AMBIENTALISTI CHE PROTESTANO CONTRO LA DISTRUZIONE DELL’ECOSISTEMA: PER FARE GLI IMPIANTI HANNO RASO AL SUOLO UN PARCO NATURALE UNESCO, INQUINATO I FIUMI, CHIUSI POZZI D’ACQUA POTABILE 5. GLI AMBIENTALISTI SONO TRATTATI COME TERRORISTI: ARRIVANO E VENGONO INCARCERATI. MA NON SERVE: TUTTO IL MONDO HA VISTO CHE DAI RUBINETTI ESCE ACQUA GIALLA

1. SOCHI ERA LA CAPITALE GAY DELLA RUSSIA, E LO È RIMASTA (PER ORA)
Dagotraduzione da www.independent.co.uk

E' sabato sera a Sochi e Roxanna e Dolores si preparano per lo spettacolo "drag" nel gay club Zerkala, esagerando con trucco e superciglia finte.

Nonostante le tribolazioni per le leggi anti gay in Russia, durante i giochi di Sochi la città sta accettando l'omosessualità, perlomeno più che in altre zone.

Dice Dolores, che viene da Volgograd: «Qui sono più tolleranti. E' una specie di Amsterdam russa, ma senza troppi eccessi».

Sebbene l'arresto a Mosca e San Pietroburgo di una dozzina di attivisti LGBT, proprio il giorno di apertura delle Olimpiadi, sia servito da monito, Sochi è una piccola eccezione.

La città è un luogo più gay-friendly di altri, c'è anche una spiaggia per nudisti gay: «Ai tempi dell'Unione Sovietica Sochi era la capitale gay« dice Andrei Tanichev, proprietario del Club Mayak «Quell'atmosfera di tolleranza in qualche modo è ancora preservata. Almeno all'interno dei locali. Non puoi comunque camminare in strada mano nella mano col tuo fidanzato».

Alla stazione dei treni, venerdì, tre predicatori di strada americani, hanno mostrato il cartello «L'omosessualità è peccato» e »Dio benedica Putin per la sua posizione contro il peccato di omosessualità». Anche loro sono stati fermati dalla polizia, ma per poco, poi sono tornati liberi.

Le autorità russe hanno stabilito che tutte le proteste devono essere approvate e comunque confinate in una zona dedicata.

Aggiunge l'attivista LGBT Olga Noskovets «Qui il turismo gay conta nell'economia. Se hai soldi e paghi non interessa a nessuno l' orientamento sessuale. Con le nuove leggi le cose però stanno peggiorando. Ma in strada, non dentro i locali. Putin non interferisce coi nostri gay club. Ma fra un mese i giornalisti se ne andranno via e si vedrà davvero come stanno le cose ».


2. LE OLIMPIADI HANNO DISTRUTTO L'ECOSISTEMA DELL'AREA
Dagotraduzione da www.salon.com


A parte le proteste degli attivisti per i diritti gay, ci sono gli ambientalisti che stanno alzando la voce per via dei danni irreversibili che i lavori per le Olimpiadi hanno provocato. Questi dimostranti costituiscono un ulteriore gruppo di "silenziati" di Russia, dove diventa un crimine anche difendere l'ambiente.

Ad esempio, per costruire il Villaggio Olimpico sono andati distrutti 8000 acri del Parco Nazionale di Sochi, protetto dall'Unesco, rettili e orsi sono scomparsi dalle montagne, l'inquinamento del fiume Mzymta mette a rischio i salmoni e, sebbene gli organizzatori dei Giochi si vantino di aver piantato un milione e mezzo di alberi, sono meno di quelli che hanno tagliato.

L'ambientalista Gazaryan ha detto ad Al Jazeera America: «Possiamo ripiantare alberi, ma non possiamo rimettere in sesto l'ecosistema. Abbiamo perso parte del territorio».

Yevgeny Vitishko è diventato la voce critica dell'impatto ecologico a Sochi e nel 2012 è stato condannato per aver spruzzato spray su un recinto costruito illegalmente in un'area protetta. Si doveva difendere dalle accuse il 12 febbraio ma non potrà farlo. Mentre andava a Sochi, questa settimana, è stato incarcerato per 15 giorni per aver urlato in pubblico, è stato considerato "un hooligan". Così non potrà parlare ai giornalisti.

I problemi di acqua riscontrati a Sochi in questi giorni erano già stati scoperti nel 2009. Secondo il Human Right Watch le infrastrutture per i Giochi hanno pavimentato quattro dei cinque pozzi di acqua potabile, e gli scarichi finiscono nel fiume.

L'altro attivista silenziato è Igor Kharchenko, arrestato mercoledì per "non aver cooperato con la polizia". Non gli è stato concesso nemmeno di chiamare un avvocato. Due donne hanno mostrato cartelli a suo sostegno fuori dalla prigione e sono state trascinate via.

Gli ambientalisti qui sono trattati al pari dei terroristi. A dicembre la AP ha riportato che una sua giornalista aveva osato fare un'inchiesta sull'acqua ed è stata portata via dalla sicurezza, poi accusata di "aver picchiato una delle guardie".

La autorità russe continuano invece a sostenere che "Sochi 2014 è il primo evento sportivo globale che segue i principi di sostenibilità ambientale".

Le relazioni ambientaliste sui danni di Sochi dovevano essere dettagliate in questi giorni, ma con lo stop ai dimostranti saranno rimandate. Parleranno del caos creato dalla costruzione della strada fra l'aeroporto e la città e di quello che accadrà se quelle montagne diventeranno meta sciistica. Fino ad allora, qualcuno resterà in prigione.

 

 

russian boy boy garage L Uno strip al Mayak Un tempo Sochi era una citt simbolo di tolleranza Un performer del locale frequentato da benestanti le coppie gay passeggiavano indisturbate per Sochi Il pattinatore Brian Boltano tra i delegati di Sochi e si dichiarato gay La comunit LGBT teme che la nuova legge porter a violenza Andrej Tanichev e Roman Kochagov gestiscono lultimo gayclub della citt Mayak Cabaret p uno degli ultimi gay club di Sochi

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