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LA RUSSIA EVITI "PROVOCAZIONI": SE SCONFINA, SO' CAZZI - IN LITUANIA I JET DELLA NATO POTRANNO ABBATTERE DRONI E VELIVOLI DI MOSCA CHE VIOLANO I CONFINI DEL FRONTE ORIENTALE DELL’ALLEANZA ATLANTICA -  AL VERTICE NATO DI ANKARA SONO STATI PRESI IN CONSIDERAZIONE GLI ALLARMI DELL’INTELLIGENCE SU UNA POSSIBILE PROVOCAZIONE RUSSA PER TESTARE LE DIFESE DEI PAESI BALTICI - ZELENSKY HA UN DISPERATO BISOGNO DI MISSILI PATRIOT PER DIFENDERSI DAI BOMBARDAMENTI MASSICCI DI PUTIN. TRUMP CI STA PENSANDO MA (COME AL SOLITO) NON FORNISCE GARANZIE AL SUO ALLEATO...

Estratto dall’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica” 

 

EUROPA - I MISSILI SCHIERATI DA STATI UNITI E RUSSIA

Viene modificata una sola parola, trasformando la missione della Nato da "policing" a "defence". Ma il significato di questo cambiamento è drammatico perché indica che la situazione nel Baltico è a un passo dalla guerra e il pericolo di un'escalation viene considerato altissimo.

 

Tanto da concedere al comando atlantico la possibilità di usare le armi senza autorizzazione politica per abbattere droni e jet che violano il confine del fronte orientale dell'Alleanza. I piloti degli intercettori adesso hanno "un ampio mandato" per fare fuoco contro "gli oggetti che rappresentano una minaccia". [...]

 

il vertice di Ankara ha preso in considerazione gli allarmi dell'intelligence su una possibile provocazione russa nel Baltico per testare la coesione della Nato e ha messo tutta la regione sotto lo scudo di un'iniziativa militare senza precedenti, che ha il via libera per andare allo scontro diretto in qualsiasi momento. 

 

Il senso della decisione viene spiegato dal presidente lituano Gitanas Nauseda: «Quella attuale di air policing è un'operazione concepita per il tempo di pace, quando i caccia reagiscono alle violazioni scortando gli intrusi. È una forma di deterrenza. 

VLADIMIR PUTIN - GUERRA IBRIDA CONTRO L'EUROPA

 

Ma oggi ci misuriamo con uno scenario che non è completamente di pace». Lo scorso 20 maggio proprio in Lituania un'incursione di droni ha obbligato premier e ministri a rifugiarsi nel bunker antiaereo. In Lettonia negli stessi giorni c'è stata addirittura una crisi di governo provocata dagli sconfinamenti dei velivoli teleguidati. 

 

Questi piccoli Paesi non hanno un'aviazione e la difesa dei cieli è affidata a squadriglie della Nato: anche Eurofighter ed F35 italiani sono stati spesso schierati lì. Il primo problema con cui si misurano sono i voli condotti dall'enclave russa di Kaliningrad, che irrompono senza preavviso nelle zone di competenza del traffico aereo delle nazioni baltiche. 

zelensky putin trump

 

Spedizioni che spesso assumono dinamiche minacciose, come è accaduto nello scorso settembre quando i Sukhoi hanno puntato su Tallinn, fronteggiati dagli intercettori della nostra Aeronautica. Negli ultimi mesi c'è stato poi un viavai di droni russi e ucraini. Kiev ha dichiarato che i suoi velivoli sono stati deviati dalle contromisure elettroniche di Mosca. Due sono stati distrutti dai caccia della Nato, che hanno aperto il fuoco per la prima volta in assoluto. 

 

Adesso – come ha scritto il ministro degli Esteri estone – gli stormi atlantici «avranno maggiore flessibilità per una risposta più rapida alle minacce».  È indirizzata al Cremlino pure l'apertura di Trump sui Patriot per l'Ucraina. Il presidente Usa ha detto di stare valutando la licenza per produrre i missili nelle industrie di Kiev.

 

Non ha accolto la richiesta di Zelensky, che ha un disperato bisogno di consegne immediate di Patriot: la sua contraerea li ha esauriti e questo permette ai russi di bombardare le città. È accaduto anche l'altra notte, mentre i leader dell'Alleanza erano riuniti in Turchia: cinque Iskander sono piovuti indisturbati sulla capitale.

Volodomyr Zelensky

 

In meno di una settimana Mosca ha scagliato 150 missili a lungo raggio: quanti ne vengono costruiti dagli Usa in tre anni mentre l'Europa ne è totalmente priva. Le parole di Trump non bloccano questi attacchi: per realizzare una fabbrica di Patriot servono come minimo due-tre anni. Testimoniano però la volontà di appoggiare Kiev e costituiscono una pressione per portare Putin a trattare.

 

Vladimir Putin5

La strategia del Cremlino è diretta al logoramento delle risorse ucraine e solo il sostegno occidentale può farla fallire. Nonostante i raid dei droni che ogni giorno vanno a incendiare le raffinerie russe, rendendo sempre più complicato trovare carburante nei distributori, le offensive di Mosca nel Donetsk vanno avanti e più che a conquistare territorio mirano ad aumentare le perdite di soldati e mezzi ucraini, così come i bombardamenti assestano colpi alla rete industriale e al morale della popolazione. [...] 

volodymyr zelensky donald trump vertice nato ankara foto lapresse5Vladimir Putin1

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