siria - i terroristi dell'isis crocefiggono i loro nemici

CROCE E MESTIZIA - QUEI FIGLI DI AL QAEDA DELL’ISIS SI FANNO LARGO A SUON DI CADAVERI ANCHE IN SIRIA: IN UN VILLAGGIO VICINO ALEPPO, I TERRORISTI HANNO CROCEFISSO I LORO NEMICI

Gian Micalessin per "il Giornale"

 

ASSAD AL VOTO CON LA MOGLIEASSAD AL VOTO CON LA MOGLIE

Usare la croce per imporre il proprio fanatismo e seminare il terrore tra i musulmani usando un simbolo cristiano. È l'ultima strategia dei ribelli qaidisti dell'Isis (Stato Islamico di Siria e Iraq) che proprio ieri hanno proclamato la nascita del Califfato islamico sui territori sotto il loro controllo. Un califfato esteso da Aleppo nel nord della Siria fino al governatorato di Diyala, nell'Iraq orientale e affidato ad Abu Bakr al-Baghdadi, il misterioso personaggio che da anni guida l'organizzazione.

 

La proclamazione del Califfato è stata preceduta dalla crocifissione di almeno nove persone nei territori siriani dell'Isis. Tra i nove disgraziati, vittime di quella che sembra diventata la forma di esecuzione preferita dalla formazione, c'erano otto ribelli colpevoli di combattere con le organizzazioni rivali e un ex militante dello stesso Isis accusato di estorsione ai danni dei civili.

 

siria   i terroristi dell'isis crocefiggono i loro nemici 1siria i terroristi dell'isis crocefiggono i loro nemici 1

Ma l'immagine di quei corpi inchiodati alle croci nel centro di Deir Hafer, un villaggio ad est di Aleppo, è anche il simbolo delle contraddizioni del conflitto siriano. Un conflitto dominato, sul fronte ribelle, dalla lotta intestina tra l'Isis e Al Nusra, due forze uscite entrambe della galassia di Al Qaida. Un conflitto diventato tutt'uno con quello iracheno da quando le brigate irachene dell'Isis hanno conquistato Mosul e cancellato la frontiera iracheno-siriana.

siria   i terroristi dell'isis crocefiggono i loro nemici 3siria i terroristi dell'isis crocefiggono i loro nemici 3

 

Eppure, nonostante il conflitto cambi volto e forma, facendo emergere nuovi più pericolosi nemici, la Casa Bianca continua a cercar alleati moderati tra i gruppi anti-Assad. Un'illusione reiterata giovedì scorso quando il presidente Barack Obama ha chiesto al Congresso di approvare uno stanziamento da 500 milioni dollari per armare e addestrare le fazioni meno estremiste. Dietro la richiesta, ha precisato il segretario di stato John Kerry, c'è anche il tentativo di armare dei gruppi in grado di contrapporsi all'Isis.

 

Sia la Casa Bianca sia la Segreteria di Stato sembrano però dimenticare che i ribelli moderati sono stati spazzati via prima dalle offensive governative e poi da quelle dell'Isis. Negli ultimi 12 mesi l'Esercito Libero Siriano, la formazione armata meno lontana dalle posizioni occidentali, ha perso più uomini combattendo contro l'Isis che non contro Bashar Assad. L'unica formazione in grado di contrapporsi all'Isis sul territorio siriano, oltre all'esercito governativo, è stata invece quell'Al Nusra uscita, come già detto, dalla stessa galassia di Al Qaida.

 

Le illusioni e i tentennamenti di Obama rendono più difficili anche i rapporti con il governo di Bagdad. Il premier iracheno Nouri Al Maliki, minacciato direttamente dall'avanzata dell'Isis, sembra inevitabilmente preferire le certezze di alleati come Bashar Assad, l'Iran e la Russia piuttosto che le condizioni poste dall'America per concedergli un lento e fiacco appoggio militare.

 

siria   i terroristi dell'isis crocefiggono i loro nemici 4siria i terroristi dell'isis crocefiggono i loro nemici 4

Ieri, ad esempio, sono arrivati in Iraq i primi caccia bombardieri Sukhoi messi a disposizione da Vladimir Putin per garantire appoggio aereo negli scontri con il gruppo sunnita qaidista. Dietro quella fornitura c'è l'ennesimo sgambetto di un Cremlino decisissimo a rafforzare le proprie posizioni mediorientali a discapito di quelle statunitensi.

 

Ma l'inutile ricerca di alleati «moderati» sul fronte siriano e la latitanza su quello iracheno finiscono anche con il consolidare la potenza del principale nemico dell'America. Dopo aver salvato Bashar Assad, Teheran si prepara a diventare l'alleato di ferro di Bagdad consolidando il proprio ruolo di potenza regionale e trasformando l'Iraq sciita in un proprio protettorato.

 

UN FERITO NEGLI SCONTRI IN SIRIA UN FERITO NEGLI SCONTRI IN SIRIA SCONTRI IN SIRIASCONTRI IN SIRIAsiria   i terroristi dell'isis crocefiggono i loro nemici 2siria i terroristi dell'isis crocefiggono i loro nemici 2

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)